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Sepia

Sandro Tonali a caccia della consacrazione

Il Brescia ritorna in Serie A, Massimo Cellino si sfrega le mani e i tifosi delle Rondinelle finalmente tornano a sognare, stavolta direttamente dal prestigioso palcoscenico della massima serie. Un club tornato competitivo, che ha sbaragliato le avversarie in campionato a suon di gol. Sarà la Serie A anche del Brescia, otto anni dopo l’ultima comparsa. Primatista di apparizioni in B, adesso si sogna la permanenza stabile nel massimo campionato, magari tenendo stretti i giovani talenti sfornati nelle ultime annate.

Nell’era dei post-millennials, della Generazione Z, anche Massimo Cellino si gode le doti del suo piccolo calciatore. La carta d’identità del più talentuoso centrocampista delle Rondinelle e della Nazionale italiana Under 21 segna l’8 maggio 2000. Parliamo di Sandro Tonali, giovanissimo calciatore che ha dimostrato di essere un predestinato: dotato di un’ottima visione di gioco e di un lancio lungo molto preciso, oltre che di un’ottima padronanza con entrambi i piedi, fa della personalità la sua lancia più affilata. Sulle spalle, oltre alla maglia numero 4, anche il pesantissimo paragone con una leggenda del calcio italiano, Andrea Pirlo. E non a caso anche la nomina al Gran Galà del calcio AIC come Miglior giovane della Serie B 2017/2018.

Giunte puntuali le offerte delle big italiane. Il patron del club lombardo, però, è alla ricerca di una squadra competitiva. Ciò che è certo è che il pezzo pregiato dello scacchiere dei bresciani non cambierà casacca. Almeno per il prossimo anno. Alla ricerca della maturazione, della consacrazione per un calciatore che, tra i professionisti, ha collezionato poco più di 50 presenze. Serve tempo, serve tempismo: non è, adesso, il momento giusto per cedere alle tentazioni dei top club.

Non a caso, spulciando tra le scartoffie del patron risulta che, dopo la risalita in A, per il calciatore ci sarà un cospicuo incremento d’ingaggio, senza necessità di trattare un ulteriore rinnovo. Segno di una programmazione guidata dall’entusiasmo di una piazza e di una dirigenza finalmente ritornata competitiva.

“Resto a Brescia, magari divento una bandiera”, questa la confessione di qualche tempo fa, a dimostrazione del fatto che la sua permanenza in Lombardia non è in discussione.

Servono fior di quattrini per portarlo via, non bastano più nemmeno i 30 milioni di euro chiesti inizialmente dalla dirigenza. Difficilmente lo si lascerà partire: meglio sfruttare la vetrina della Serie A per poi metterlo sul mercato tra un anno e, magari, ricavarci molto di più.

Una freccia in più per l’arco di Cellino, un’arma da giocarsi con sapienza dopo anni di mediocrità. Il prossimo sarà l’anno della consacrazione, appuntamento a cui Tonali proprio non può mancare.

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