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L’Under 20 è l’esempio della rinascita di un movimento

Era il lontano 9 luglio del 2006 quando la Nazionale italiana alzava sotto il cielo di Berlino la Coppa del Mondo. Una data che gli italiani difficilmente dimenticheranno; un cammino che coinvolse anche chi al gioco del pallone proprio non era avvezzo. Era l’Italia di Lippi, di Totti, Cannavaro e tanti altri calciatori che, oramai, hanno salutato il terreno di gioco. Di quella squadra resta ben poco, se non vividi ricordi nella memoria dei più.

Dopo il successo in Germania, di difficoltà la Nazionale ne ha incontrate. E non a caso è calato anche l’interesse della tifoseria nei confronti della squadra che rappresenta la Nazione.Lo stivale, però, ha dalla sua una caratteristiche da far invidia a tanti altri paesi: è da sempre fucina di giovani talenti.

E sono proprio i giovani talenti italiani che negli ultimi giorni stanno sventolando con onore il tricolore: si tratta dei calciatori dell’Under 20 del commissario tecnico Paolo Nicolato. Gli azzurrini, impegnati ai Mondiali di categoria in Polonia, rappresentano la rinascita del movimento calcistico del paese.

Ben 21 giocatori pronti a mettersi in vetrina, alla ricerca del giusto palcoscenico e del ticket verso il calcio che conta. Nonostante le assenze di Nicolò Zaniolo, Moise Kean e Sandro Tonali, impegnati agli Europei Under 21, l’ossatura della squadra è costituita per gran parte da calciatori che lo scorso anno hanno staccato il pass per la rassegna iridata, grazie al secondo posto agli Europei Under 19.

Il cammino degli azzurri in Polonia è iniziato con l’inserimento nel girone B, non proprio proibitivo. Messico, Ecuador e Giappone sulla strada verso le fasi finali. E proprio dopo la fase a gironi, conclusasi lo scorso 29 maggio, gli azzurrini hanno portato a casa la qualificazione agli ottavi di finale. Un risultato giunto dopo le vittorie contro le due squadre sudamericane ed il pareggio contro la nazionale nipponica.

Solo di qualche giorno fa la spettacolare vittoria contro i padroni di casa. L’1-0 contro la Polonia è espressione del genio, della sregolatezza e della follia calcistica che accompagna la squadra. E il calcio di rigore realizzato con freddezza e coraggio da Andrea Pinamonti, attaccante di proprietà dell’Inter, ne è dimostrazione più che evidente.

Eppure non è l’unico calciatore ad aver stupito gli addetti ai lavori: su tutti senza dubbio Luca Pellegrini, di proprietà della Roma, il baby portiere del Milan Alessandro Plizzari, e Davide Frattesi dell’Ascoli.

Il primo è sicuramente noto a chi un minimo mastica il pallone. L’ultima stagione l’ha visto da terzino comprimario alla Roma, sotto la guida di Eusebio Di Francesco, e da titolare nello scacchiere di Rolando Maran al Cagliari. Eppure Luca, in Nazionale, sta giocando da mezz’ala. Un ruolo che, per chi impara ad apprezzarlo solo ora, gli sembra cucito addosso, complice il pregevole piedino sinistro che madre natura gli ha donato.

Protagonista già nella finale per il 3º/4º posto della scorsa edizione del 2017, il rossonero Plizzari ha dimostrato di essere pronto per un ruolo da protagonista anche tra i più grandi. Purtroppo i predestinati Meret, Audero e Cragno inaspriscono la sua esplosione: d’altronde, il percorso che porta alla felicità è sempre tortuoso.

Dinamico, abile tecnicamente, bravo in fase di interdizione, di impostazione della manovra e negli inserimenti offensivi: queste la caratteristiche di Davide Frattesi. Con un cartellino di proprietà del Sassuolo e l’ultima stagione in prestito all’Ascoli, il classe 1999 si è messo in mostra nella competizione, con una rete inflitta nella partita d’esordio all’Under 20 del Messico.

Sulla strada degli azzurrini adesso c’è il Mali, ai quarti: la strada verso la finale si fa ora in salita, ma Nicolato ha voglia di far bene. Bramosi di dimostrare a tutti le proprie capacità, il prossimo appuntamento è davvero ghiotto. Per l’Italia e per il calcio italiano.

L’Under 20, per fortuna, è l’esempio lampante della rinascita di tutto il movimento, lacerato negli ultimi dieci anni da un declino lento ed inesorabile.

Con gli auspici degli dei, speranzosi ed affamati di vittorie.

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