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Sognando Tanguy Ndombélé

“Le stelle si avvicinerebbero a noi se fossero chiamate per nome, ma chi conosce il loro nome?”
Fabrizio Caramagna

Tanguy Ndombélé è il nome di una stella. Se non lo avete mai sentito siete pregati di aprire Youtube e cercare le giocate di uno dei talenti più puri del calcio francese e del panorama calcistico europeo.

Anzi vogliamo aiutarvi:

A fine visione avrete voglia di rivederlo in diretta e comincerete a sognarlo con indosso la maglia della vostra squadra del cuore. Perché Ndombélé ha conquistato il cuore di tutti, persino quello del rude Deschamps, che il 4 ottobre 2018 l’ha convocato per la prima volta in nazionale maggiore.

Il centrocampista franco-congolese nasce il 28 dicembre del 1996 a LongJumeau, comune di 20.000 mila abitanti a pochi chilometri dall’aeroporto di Paris Orly, nel Ile-de-France.

Matura le sue esperienze giovanili in tre squadre diverse: l’Epinay Sous Senart, l’FC d’Epinay Athletico e il Linas-Montlhery. Le prime uscite sul palcoscenico nazionale, però, le fa in maglia Guingamp, dove dal 2011 al 2013 gioca nelle selezioni giovanili, per poi passare stabilmente in squadra B nel 2014.
Nello stesso anno arriva il trasferimento all’Amiens, sempre squadra B. Tanguy gioca 22 partite e segna un gol. Oltre ai numeri, a far parlare di lui sono le prestazioni. Tanguy brilla.

Christopher Péllissier, allenatore della prima squadra, lo nota. Quel ragazzino di 20 anni ha qualcosa in più degli altri, è di un’altra pasta. La stagione 2016-2017, la prima tra i grandi, per Ndombele è strepitosa: 31 partite, 2 gol e 7 assist. L’Amiens ottiene l’accesso in Ligue 1 e lui (non a caso) è la stella della squadra, il migliore del campionato. 

La Francia intera si accorge di lui, lo vogliono tutti. È il Lione, squadra che di talenti se ne intende, ad assicurarsi le sue prestazioni nell’estate 2017: 2 milioni per il prestito oneroso, 8, più percentuale sulla rivendita, per il riscatto.

Il franco-congolese si conquista la maglia da titolare in poche settimana, per lui è così facile. La sua annata è da incorniciare. Bruno Genesio da Tanguy è stregato, basta sentirlo parlare:

“Tanguy con il primo controllo di palla riesce a saltare anche tre giocatori e quando parte in progressione è difficile da fermare. E’ preciso nei passaggi, ha un bel dribbling, è intelligente…può giocare in tutti i ruoli della mediana, ha iniziato a segnare, ma in futuro mi aspetto che cresca a livello di gol: deve diventare un centrocampista da 8-10 reti a campionato…diventerà un centrocampista da top club”.

Genesio non dice altro che la verità, Aulas ci ha visto lungo ancora una volta.
Lì nel bel mezzo del campo dove nasce il gioco, dove si vincono le partite e si sviluppa il sistema identitario di una squadra, Ndombélé domina e incanta.

Se il Lione, negli ultimi due anni, ha ritrovato i grandi palcoscenici, conquistandosi due terzi posti, molti meriti vanno ad un regista che fa tutto quello che gli chiedi.

Duttilità, carisma, resistenza, tecnica di base elevata, spiccate dote fisiche (prepotenza), un’abilità unica nella protezione del pallone: dargli palla è come metterla in banca.
Ma non è tutto qui, Tanguy ha una capacità d’interdizione che gli permette di stroncare le transizioni offensive avversarie in maniera rocciosa, ricordando in questo fondamentale un suo connazionale e collega di reparto: Patrick Vieira.
Proprio come l’ex Arsenal, Tanguy dà il meglio (solidità ed equilibrio) in un centrocampo a due, quando può agire da mediano davanti alla difesa con licenza di portare palla, non sono pochi i momenti in cui è dedito alla creazione di gioco.
In questa stagione l’abbiamo visto anche agire da trequartista, dove, anche se riesce ad essere un ottimo elemento di raccordo, manca in zona gol. Genesio docit.

Il suo difetto è l’inserimento. In 75 presenze in maglia bianco blu ha siglato solo 3 reti, perché dentro non ci va mai.

Il gran calcio si è accorto di lui per un’edizione di Champions (l’ultima) giocata su livelli altissimi per un giocatore della sua età.

La sua prima apparizione in Europa data 19 settembre, all’Etihad Stadium, dove i favoritissimi padroni di casa sono crollati sotto i colpi di Cornet e Fekir. A rubare la scena, però, è stata proprio la stella franco-congolese che ha messo in mostra una personalità incredibile, con la quale ha letteralmente addomesticato due mastini di centrocampo del calibro di Fernandinho e Gundogan. Tanguy era ovunque. Silva non ha toccato palla.

Cambiando la cornice, in questo caso, il dipinto non cambia. L’ottavo finale giocato dall’OL contro il Barcellona ha avuto un grande protagonista: ancora lui. Nel match di andata chiusosi con un scialbo 0-0, la tenacia e il carisma del centrocampista non ha reso facile la vita ai catalani, incapaci di sovrastarlo tecnicamente e tatticamente. Quest’ultima sembra una pratica comune quando lo si affronta.

La verità è che Tanguy non lo si tiene, verità della quale è consapevole il Lione stesso. Le grandi, a partire da quest’estate, busseranno forte alla porta della seconda squadra di Francia. Aulas risponderà Avant, non ha mai fatto prigionieri, ma il prezzo si. 70 milioni la valutazione del cartellino di Tanguy. In fondo, Lion le melhor e quindi bottega cara.

Senza sapere dove giocherà Tanguy, sappiamo che farà strada e lo chiameremo per nome, anche voi.
Intanto, non ci resta che scorrere a ripetizione i video delle sue giocate, per guardare la stella brillare.

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