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Cosa ne sarà del Milan?

L’oggi non è che il ricordo di ieri e il domani il sogno di oggi.
Khalil Gibran

La data del primo luglio si avvicina inesorabile, come un’alba tanto attesa dopo una lunga notte, e tutte le squadre di serie A stanno cominciando a muovere i primi passi per non farsi trovare impreparati, o in seconda linea, il giorno dell’apertura ufficiale del calciomercato estivo.

Tra le formazioni del campionato professionistico italiano, il Milan deve ancora: ufficializzare il quadro dirigenziale, determinare la scelta del nuovo allenatore (che con tutta probabilità sarà Marco Giampaolo) e costruire una rosa che possa essere competitiva in vista della prossima stagione, al contempo generare plusvalenze importanti così da poter risanare parte del bilancio e dimostrarsi quindi virtuosi agli occhi della Uefa.

Una volta che i tasselli extracampo saranno collocati nelle giuste caselle, i rossoneri dovranno muoversi con determinazione e celerità per garantire un rientro economico nelle casse societarie entro il 30 giugno, data di chiusura del bilancio stagionale, che ad oggi registrerebbe un passivo stimato tra i 70 e gli 80 milioni di euro.

“Negli ultimi due anni il Milan è la squadra che ha speso più di tutti, seconda in Europa dietro solo al PSG. 377 milioni di spese per 71 giocatori, entrate 122, con un saldo di -254.” Fonte TMit_News

È dunque lecito pensare che gli ordini giunti dal fondo Elliot direttamente al nuovo amministratore delegato Ivan Gazidis, siano di: incaricare non appena possibile il nuovo responsabile dell’area tecnica (Paolo Madini) e il direttore sportivo, stilare una lista delle pedini sacrificabili e più appetibili sul mercato e dare il via libera agli agenti dei giocatori ritenuti sacrificabili, magari riportare offerte che possano soddisfare i parametri richiesti dalla società.

Mettendoci nei panni dell’ex numero 3 milanista e del prossimo ds (sfumato Tare è difficile ipotizzare chi possa ricoprire quel ruolo) tentiamo di fare un’analisi su chi siano gli indiziati a lasciare il Milan e perché.

Jesús Joaquín Fernández Sáez de la Torre, in arte Suso. Al Milan dal 2015, acquisito a parametro zero appena ventenne dal Liverpool, sembra aver raggiunto oggi il suo massimo potenziale con ogni pregio e difetto che lo caratterizza. Nonostante sia stato uno dei migliori giocatori, se non il migliore, a vestire il rossonero nelle ultime 2 stagioni, ha mostrato di avere momenti di black out totale, anche prolungati in entrambi i gironi di ritorno, e una certa tendenza a ripetere le stesse giocate, dimostrando di non essere stato in grado, almeno per ora, di evolvere il suo stile di gioco. Tuttavia, sembra che l’Atletico di Madrid sia molto interessato a Suso, al punto da poter considerare di sborsare la cifra richiesta dalla clausola rescissoria presente sul contratto dello spagnolo di circa 40 milioni di euro. Laddove si dovesse concretizzare lo scenario appena presentato, la plusvalenza che andrebbe a registrare il Diavolo sarebbe davvero notevole, dimezzando di fatto il deficit stagionale. Fondamentale perché si verifichi il tutto sarà il parere che verrà espresso da Giampaolo dopo aver visionato l’esterno destro milanista. Già per essere un’ala e complicato immaginare che l’ex tecnico doriano possa stravolgere il suo 4312 in favore di un modulo più congeniale al numero 8, sacrificando ancora come mezz’ala il giovane trequartista brasiliano Paquetà, per cui sono stati sborsati circa 35 milioni di euro solo questo inverno, e su cui la società conta profondamente.

Patrick Cutrone è il ragazzo del ’98 che a suon di grinta e gol ha incarnato quello che è lo spirito del Diavolo nelle ultime due stagioni. Il ragazzo della primavera due estati fa è riuscito a guadagnarsi la permanenza in prima squadra dopo una splendida tournèe negli States e a relegare in panchina i suoi compagni di reparto Kalinic (pupillo di Montella) e il portoghese classe ‘95 Andrè Silva (centravanti della nazionale portoghese, protetto di Cristiano Ronaldo, arrivato a Milano per una cifra pari a 38 milioni di euro). San Siro lo ha coccolato da subito, lo ha esaltato dopo il gol vittoria nel derby di Coppa Italia, e anche dopo l’arrivo di Gonzalo Higuain, che ha ridotto drasticamente il  suo minutaggio. Ogni volta che il Patrick è sceso in campo, lo ha fatto indossando idealmente la seconda pelle rossonera, e San Siro ha sempre colto il dettaglio. Dopo la burrasca “Pipita”, l’arrivo del pistolero Piatek, che a suon di gol ha riportato il sereno in avanti, Cutrone si è visto ridurre minuti in campo quasi per plebiscito, viste le performance del polacco. È quindi lecito che il ragazzo faccia delle considerazioni, data la centralità di Krzysztof nel progetto di rifondazione milanista, così come la società. Rumors conducono tanto a piste italiane quanto a quelle straniere, Dortmund in primis. La valutazione non potrà essere inferiore ai 25-30 milioni. Le parti sono avvisate, vedremo chi muoverà il primo passo, e verso chi.

Gianluigi Donnarumma. Qui il discorso si fa davvero intrigante. Classe ’99, 164 presenze con il Milan, 12 in nazionale maggiore, un predestinato insomma. Tutti lo dicevano quando lo vedevano giocare in primavera, e, nel 2015, l’allora allenatore della prima squadra Mihajlovic ebbe il coraggio e la lungimiranza di far accomodare in panchina l’ex Real Madrid Diego Lopez, affidando la responsabilità tra i pali ad un sedicenne di quasi 2 metri. Prestazione dopo prestazione la scelta di Sinisa si avvalorava per le sue gesta in campo (tra 20 anni verrà ricordato anche per la scoperta di questo fenomeno).
Fattore determinante per intavolare l’argomento Donnarumma-plusvalenza è il potente agente che cura gli interessi del ragazzo: Mino Raiola. Solamente un’estate fa il Milan e il suo estremo difensore si erano ritrovati ai ferri corti, anche a causa della gestione della passata società e dell’atteggiamento ostile perdurato per tutta la trattativa di rinnovo tra il procuratore di Donnarumma e l’ex ds Mirabelli. Vi fu fumata bianca, ma a caro prezzo per le casse del Diavolo, poiché fu concordato uno stipendio netto per il classe ’99 di 6 milioni di euro, oltre l’ingaggio pari a un milione stagionale per il fratello maggiore Antonio, con il ruolo di terzo portiere del Milan. I conti della serva indicano però, che nonostante il sangue versato per poter trattenere a Milano Gigio Donnarumma, attratto da possibilità faraoniche concretizzabili a Parigi, oggi rappresenta un vero e proprio jolly per la società rossonera da poter calare sul tavolo del risanamento di bilancio. Ciò non significa certamente che il Milan debba cedere necessariamente il giocatore nel presente o in un domani. D’altronde si sa, una grande squadra parte da un grande portiere, per poi delineare la spina dorsale in avanti. È tuttavia vero, che molte grandi squadre non hanno avuto la fortuna di avere un vero numero 1 in porta ma hanno trionfato lo stesso.
Allo stato attuale dei fatti il Milan può fare affidamento su: Donnarumma, Pepe Reina (un titolare quasi in qualsiasi altra squadra, leader e mentore per il collega titolare più giovane) e Antonio Donnarumma, prossimo partente con possibile destinazione Grecia.

Si libererebbe dunque il ruolo di terzo, a cui sta aspirando il giovanissimo portiere classe 2000 Alessandro Plizzari, che proprio in questi giorni sta impressionando tutti gli scout in missione per l’intera durata del mondiale U20.
Anche in questo caso, era ben noto il suo nome agli addetti ai lavori, i quali da anni parlano bene del ragazzo, e, probabilmente, se non fosse per la precocità di Donnarumma, avrebbe potuto già presenziare in prima squadra in pianta stabile da un anno come promessa da far crescere. Ma se la promessa è un ragazzone di quasi 2 metri che ai pochi errori commessi compensa con autentici miracoli, che sembra avere il tappeto rosso della grandezza già srotolato ai suoi piedi, allora cosa pensare del suo compagno di un anno più giovane?
Plizzari ha personalità da vendere, qualità indiscutibili, e potenzialmente potrebbe in futuro rappresentare anche lui un asset di mercato come lo è oggi Donnarumma. Gazidis vuole puntare su under 25, entrambi sono under 20. Logicamente il valore del classe 2000 non ha ancora toccato le valutazioni che si fanno intorno al numero 99 rossonero, ma dopo il mondiale U20 che si sta disputando, certamente saranno in molti a chiedere informazioni su di lui. Probabilmente anche qualche grande club, a cui ha fatto stropicciare gli occhi con le sue parate, e due rigori su due neutralizzati, virerà i riflettori sul numero 1 della nazionale allenata da Paolo Nicolato. Il Milan dovrà fare le proprie considerazioni anche in merito a queste possibili avances. Sarebbe quindi razionale, da parte di un fondo come Elliot, ragionare in termini puramente economici e ponderare la cessione di Donnarumma, possibilmente con un’asta al rialzo tra i due club maggiormente interessati all’affare: PSG e Manchester United, due veri e proprie potenze economiche. Si parla di cifre comprese tra i 55 e i 60 milioni di euro per accaparrarsi le prestazioni del portierone milanista, e considerato il passivo di questa stagione, che ricordiamo essere di circa 80 milioni, una possibile asta tra i Parigini e i Red Devils riaccenderebbe la rivalità tra inglesi e francesi, mai del tutto sopita dalla guerra dei cent’anni.

La palla passa adesso a società e agenti, consapevoli che la deadline per registrare plusvalenze e ridurre il passivo stagionale scoccherà alle 24.00 del 30 giugno. Nel frattempo non possiamo fare altro che stare a guardare, e magari ammirare qualche altro gesto degno di nota del giovane Alessandro Plizzari, il quale potrebbe contribuire corposamente al raggiungimento della finale del mondiale U20, e ricordare, a tutti i detrattori del talento nostrano, che la vita è fatta di cicli e rinnovamento. L’oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.

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