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Le Universiadi spengano il lamento dei napoletani

E’ scientificamente (studio della Stanford University del 2015)  provato che lamentarsi nuoce al cervello.
Le vibrazioni emesse da chi si “lamenta” in nostra presenza emettono onde magnetiche sui neuroni dell’ippocampo del ricevente (i neuroni risolutori di problemi) spegnendoli. I suoi e i nostri.

Gli Italiani, e noi napoletani in particolare (io lo posso dire , voi no!), sono molto bravi  a rinforzare e incoraggiare lo “stato di lamentela”.  Che è molto diverso dal prendere coscienza e condividere la ricerca di soluzioni.
Basti pensare ai tipici dialoghi da bar: “Non ce la faccio più!” , “Qui e’ sempre lo stesso!” , “Bisogna scappar via subito da questo Paese!”

Questo breve peana per ribadire che dobbiamo smetterla!

La cerimonia inaugurale dell’Universiade è stata bellissima. Ci ha riempito gli occhi e il cuore. Lo stadio ha mostrato una delle sue versioni migliori di sempre, azzurrissimo, pieno di luci, di giovani. Positività.

Ho guardato lo spettacolo dal divano di casa mia, perché non ho avuto la fortuna di trovare il biglietto. Un mio caro amico quella fortuna l’ha avuta e subito dopo aver trovato il suo posto a sedere mi ha scritto un messaggio: “Presentazione fantastica. Sembrava di non essere a Napoli”.

Ecco, questa è la sacrosanta verità. Ancora per una volta, noi napoletani soprattutto, abbiamo l’occasione di parlare bene della nostra città come non ci capitava da oltre un secolo.
Boom di turisti, maggiore consapevolezza civica, una amministrazione sana (cosa rara nel panorama nazionale) sebbene per alcuni non efficiente (ma “senza soldi non si cantano messe”).

Eppure niente, dobbiamo lamentarci .
Ogni giorno per strada ci tocca lamentarci dei palazzi che cadono a pezzi in centro, dei rifiuti, dello stesso stadio “bruttissimo”.

Le Universiadi ci hanno portato una ventata di aria fresca, ci hanno resi degni di mostrarci al mondo in un modo che non credevamo possibile. Le Universiadi ci hanno reso orgogliosi e così ci renderanno nei prossimi giorni.
Il sole, il mare, lo sport, la bellezza, i colori, i turisti in giro in ogni dove. Quella cartolina che è la nostra città ha preso vita e sembra che i pastori che rovinano il presepe si siano andati a nascondere.
Addirittura durante i giorni che hanno portato all’allestimento di questa manifestazione non abbiamo assistito a nessun tipo di scandalo: mazzette, appalti truccati, nepotismo. Nulla. Sembra non essere nemmeno in Italia ma ad Oslo, in Norvegia.

Non sappiamo quanto durerà ma per adesso basta così. Non è il momento di lagnare, godiamoci questa piccola dolce tregua.

Qualche nota stonata c’è e voglio sottolinearla perché un contesto simile non può e non deve essere svilito.

La telecronaca è stata un turbinio di luoghi comuni. Mentre facevamo un passo in avanti verso l’età moderna, verso l’Europa e il mondo, la Rai ci trascinava per i capelli nell’obsoleto, in quelle pratiche che, perpetuate e ripetute nel tempo, ci fanno apparire come degli eterni pulcinella e fenomeni da baraccone. Basta col caffè sospeso, con la tombola. La nuova Napoli a Natale gioca a poker, a blackjack. Le nuove famiglie una tombola nemmeno ce l’hanno in casa.

Possiamo mostrarci al mondo anche senza aspetti pittoreschi. Non dobbiamo avere paura della globalizzazione, è dovunque. Le nuove leve nascono globalizzate, aperte agli altri, molto meno diverse. Non è un perdere le tradizioni, semplicemente conservarle arricchendosi di ciò che i nostri giovani apprendono dall’interazione con il resto del mondo, durante gli Erasmus o tra i vicoli del centro storico durante il weekend.

Basta anche con le liti, quelle tra De Magistriis, De Luca, De Laurentiis.

De Luca ha reso possibile tutto ciò muovendo 270 milioni. De Magistriis sta garantendo una vivibilita’ (dispositivi traffico, ecc) ad una macchina organizzativa che ha portato in citta’ circa 10.000 persone.
De Laurentiis avrà tra le mani un gioiellino. Per riabbellire lo Stadio San Paolo sono stati spesi 23 milioni, ora a lui tocca fare il resto, rendere lo stadio non solo stupendo ma vivibile.

“Vorrei dire a tutti i napoletani al­l’estero che stiamo bene… a Napoli tutto… industria, commercio tutto florido… mai come questa volta stiamo andando veramente bene… tut… È finita l’eurovisione? Stiamo tra di noi?… Vabbè… noi a Napoli stammo ‘nguaia­te”
Monologo di Massimo Troisi, 1979

Il mio augurio è che non dovremmo fare come Troisi, che non saremo costretti, finita la mondovisione, ad ammettere che tutto è tornato come prima e che stiamo inguaiati.

Abbiamo avuto la possibilità di rinascere. Proviamoci.

 

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