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Crediamo in Matteo

C’è un ragazzo in cui dobbiamo credere.

Si chiama Matteo Berrettini e qualche giorno fa ha fatto fuori l’argentino Diego Schwartzman, al termine di un incontro che in passato non avrebbe mai vinto.
A Roma (scorso maggio) non l’ ha vinto.

Matteo è arrivato all’Olimpo del Tennis seguendo un percorso di crescita eccezionale, maturando in pochissimo tempo. Impressionante è notare le differenze nel suo gioco, cambiato radicalmente in qualche mese, più sicuro, identitario.

Il ragazzo ha pasta, determinazione, grinta, testa. Il ragazzo è la più bella promessa del nostro panorama tennistico.
Avevamo osservato da vicino le sue qualità a Stoccarda (vincitore) ed Halle (semifinalista). Metterle in mostra a Londra, però, è tutta un’altra storia.

Oggi sfiderà il suo idolo Roger Federer, la leggenda.
Sarà come giocare in casa dello svizzero, perché su quell’erba Roger è in pantofole. Sarà come affrontare il “Maestro”, il poster che avevi in cameretta che si è fatto uomo.

Il classe 96’, 20esimo nella classifica ATP, è ad oggi il più giovane italiano a raggiungere gli ottavi di questa competizione, nemmeno Panatta ha fatto di meglio.
Se la fortuna dovesse assisterlo diventerebbe il quarto italiano a raggiungere i quarti.

Matteo ha un grande servizio, bisognerà fare affidamento su di quello. Con il “Re” è meglio dialogare poco e in una posizione di forza.
Oggi ha la più grande opportunità della sua carriera. Vincere, per quanto difficile, significherebbe aprirsi una porta sul futuro.

Sembra impossibile ma non ci resta che fare il tifo per lui.

P.S. Magari non l’aveste capito, crediamo che questo ragazzo abbia tutte le potenzialità per diventare un top five e se destino vorrà, senza esagerare e aspettando il ritiro dei mostri sacri, potremmo vedere per la prima volta un italiano numero uno.

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