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Lo sport a Napoli non ha sesso

Lo sport a Napoli non ha sesso, non è uno slogan.

Lo sport a Napoli non ha sesso, è la deflagrazione che abbiamo avvertito a Dimaro, un boato continuo di un’esplosione risalente a sessant’anni fa.

Abbiamo seguito il ritiro degli azzurri per una settimana, ospiti dei nostri sponsor.

Abbiamo visto di tutto: comandanti dell’areonautica in pensione che narrano storie che avremmo voluto non finissero mai, ex contrabbandieri ora illuminati dalla luce del Signore, che sulla via della salvezza vogliono portare i “giovani”, vecchi ultras contro De Laurentiis ma troppo innamorati di quell’azzurro, tanto da essere presenti ad ogni raduno, giovani da tutte le parti con qualche goccia di Tirreno nel sangue, stallieri che non avevano nemmeno il pane e si commuovono a parlare della loro infanzia, adottano animali a distanza e chiunque altro abbia bisogno d’aiuto.

Poi abbiamo incontrato Rosaria Meoli ed è cambiato tutto, è stata come una rivoluzione, la nota più colorata di una pre season senza colpi di scena. Rosaria è stata più di James, di Maurito, di qualsiasi cosa aspettassimo a Dimaro.

Una signora di ottant’anni che sull’uscio di un hotel, a voce bassa, come se ci stesse raccontando un segreto che non si può dire, ha detto: a Napoli lo sport non ha un sesso.

Rosaria, chiedere l’età ad una signora è scortese, ma..

Non è brutto. Non ne ho settanta. Ne ho ottanta.

Da quanto tempo tifa Napoli?

Da quando si andava alla Stadio Collana, io li andavo a vedere le partite.

È una passione nata sotto la spinta di un marito o un fidanzato?

No, assolutamente. Guardavo le partite per i miei fratelli. Loro giocavano a calcio, nell’Ercolanese, nel Sorrento e io li seguivo dovunque con il pullman.

Oggi va ancora allo stadio?

Spesso vado, certo non più come prima. Tutte le partite di Maradona, tutte le ho viste. Tutte.

Lei è una donna, non si è mai sentita estranea? A Napoli il tifo ha mai avuto un sesso? Lo ha mai trovato sessista.

No, nel modo più assoluto. Non esiste.

Nel resto d’Italia però la percezione è diversa. Il mondiale femminile è finito da poco e sui social abbiamo letto dei commenti bruttissimi.

Non ne parliamo proprio. Specialmente di un giornalista (non facciamo il nome, per intenderci) che ha fatto un commento su un arbitro donna ed è stato bruttissimo.

Cosa bisognerebbe fare per cambiare questo scenario?

Dovrebbero combattere sempre di più. Le donne sono più forti degli uomini. Se vogliono possono tutto.

Lei ha vissuto l’era Ferlaino, oggi c’è De Laurentiis. Il primo era amato e tartassato dagli ultras, oggi questi ultimi sono disinteressati. Cosa è cambiato?

Ferlaino è un vero tifoso del Napoli ma ci ha portato al disastro. Aurelio ci ha tolto dalla melma, come disse lui. Non da biglietti gratis, non da niente e loro disertano. Poi c’è Sky, la gente preferisce stare a casa. Queste tv hanno rovinato tutto, anche per questo c’è disinteresse.

Da quanto tempo viene a Dimaro?

È il primo anno. I nostri mariti (è venuta con la sorella) non sono per niente tifosi, sono venuti per accontentarci. È un atto d’amore che ci hanno fatto.

Sa che è una cosa unica? In una coppia spesso è l’elemento maschile a trascinare la donna.

E invece no. Pensa che all’epoca di Maradona, io lo lasciavo li (il marito) con il piatto a tavola e me ne andavo con mio figlio. Mio figlio l’ho inculcato. Amo Napoli e amo la mia squadra.

Li ricorda i due scudetti?

Si sono scesa dal Vomero fino in piazza (Piazza Municipio) per festeggiare.

Ne vedrà un altro?

Non lo so. Se non comprano qualcuno. L’anno scorso è valsa la legge del più forte. Vale sempre.

Si interessa degli altri giocatori? Lo conosce James?

Come no. Io vedo anche le partite estere. Vedo tutto ciò che è sport. Il tennis, per vedere Boris Beker da vicino avrei fatto qualsiasi cosa. Amo il tennis, l’atletica leggera.

Ha seguito le Universiadi?

No perché ero a Ischia, però non ne ha parlato nessuno, nemmeno le televisioni, forse perché erano a Napoli.

Grazie Rosaria.

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