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Chi è Pépé?

Chi è Pépé? È la domanda che si sono posti la maggioranza dei tifosi del Napoli quando l’esterno del Lille è stato accostato per le prime volte alla maglia azzurra.

Chi è Pépé? È la domanda, l’ennesima, che ci siamo fatti noi stessi per rispondere alla sua valutazione di 80 milioni.

Chi è Pépé? Vale quella montagna di soldi?

Nicolas Pépé nasce in Francia, a Mantes La Jolie, il 29 maggio del 1995 da genitori ivoriani. Muove i suoi primi passi nelle giovanili del Poitiers e poi dell’Angers.

Proprio con l’Angers Sporting Club de l’Oues muove i suoi primi passi tra i professionisti, esordendo il 26 agosto 2014 in una partita di Coupe de la Ligue contro l’Arles-Avignon e il 15 novembre dello stesso anno, da titolare, nel settimo turno di Coupe de France contro i Jeunes d’Argentré, siglando la sua prima tripletta e guadagnandosi, 6 giorni dopo, la prima maglia in Ligue 2 sul campo dell’Ajaccio.

Chiude la stagione 2014/2015 con a registro 7 presenze e finisce, nel luglio 2015, in prestito all’Orléans, formazione del Championnat National (una sorta di Lega Pro d’Oltralpe). La sua avventura nella “capitale” della Loira è condita da 29 presenze e 7 reti, che gli valgono il riconoscimento di MVP del torneo.

L’anno successivo è quello del salto in Ligue 1, sempre all’Angers, che nel frattempo aveva conquistato la massima competizione. Nicolas si prende la maglia di titolare, scende in campo 33 volte, per tre volte timbra il cartellino e si conquista la Nazionale Ivoriana. A fine stagione passa al Lille, per circa 10 milioni, sotto preciso desiderio di Marcelo Bielsa.

Quello per il LOSC è un momento particolare, perché il nuovo proprietario della squadra Gérard Lopez attua un processo di ringiovanimento della rosa di cui ha le redini Luis Campos (il dt) e che vede come punto cardine proprio il “Loco” Bielsa.

Il santone argentino schiera Nicolas da falso nueve, palesemente fuori ruolo. L’annata è storta, il Lille parte male, rischia la retrocessione, Pépé fa capire di avere stoffa ma non si prende con il tecnico, per la personalità istrionica di quest’ultimo ma anche per alcuni suoi palesi limiti caratteriali, che Nicolas stesso non fatica ad ammettere: 

“Prima avevo bisogno di essere ripreso. A volte mi dovevano stimolare o urlare per farmi impegnare di più. Prendevo il calcio troppo alla leggera, ora è il mio lavoro in tutto e per tutto. Se vedessimo un mio video di quattro anni fa e uno della stessa durata di quest’anno, vedremmo un’enorme differenza nell’attitudine» . 

Con Bielsa gioca solo 12 partite e segna 3 gol, per lo più si dimostra indolente.

Poi il “Loco” impazzisce, va in Cile per fare visita ad un suo amico malato terminale ma non avvisa la società, che lo licenzia.

Al suo posto arriva Cristophe Galtier, ex Saint-Etienne, l’ascesa di Nicolas comincia a prendere forma.

Galtier lo riporta sull’esterno, ala destra, e l’ivoriano nel solo girone di ritorno realizza 9 gol per poi portarsi, l’anno successivo (la stagione appena conclusasi), sul livello più alto mai raggiunto.

Nell’ultima Ligue 1 Nicolas è stato uno dei migliori giocatori nel generare situazioni pericolose, ha siglato 22 gol e 11 assist, essendo anche il primo del campionato a raggiungere la doppia cifra sia per numero di marcature che di passaggi vincenti.

Eden Hazard, non uno qualsiasi, era stato l’ultimo giocatore del Lille capace di segnare almeno 20 gol in campionato, durante la stagione 2011/12, l’ultima del belga in Ligue 1 prima del trasferimento al Chelsea.

Se il LOSC quest’anno ha conquistato la qualificazione in Champions capirete che molto è merito dell’ivoriano.

Ma quali sono le sue caratteristiche?

Credit Video: ScoutNationHD

Partiamo da un presupposto, Pépé, a 23 anni, sta dimostrando una maturità calcistica che, a vedere i suoi esordi, era difficile immaginarsi. Il suo più grande pregio, è non ci mordiamo la lingua, è sicuramente la determinazione con la quale cerca di incidere in tutte le azioni offensive della sua squadra.

Solo poi, c’è la velocità, uno dei suoi punti di forza più sviluppati. Pepé è un giocatore rapidissimo, che unisce la tecnica alla sua grande capacita di scatto. Ma non è tutto qui.

L’ivoriano in campo utilizza il suo strapotere fisico e atletico per dominare le difese avversarie, attacca gli spazi alle spalle dei difensori, concentrati sugli attaccanti, e giunto in possesso di palla è praticamente imprendibile grazie ad una progressione che gli permette di mettere diversi metri tra lui e gli avversari. A quel punto, dotato di un’ottima sensibilità, è capace di andare direttamente in rete o di osservare i movimenti dei suoi compagni per servirli e metterli nelle condizioni migliori per arrivare al gol.

Tutto ciò proviene dalla sua innata abilità di giocare in verticale, sempre in avanti, che mixata con la reattività nel dribbling lo rende un giocatore da attenzionare sempre, anche nei momenti di quiete.

Ha un grande limite: il piede destro. Non è un caso che Galtier lo ha spesso paragonato a Robben. Pépé gioca tutto di sinistro. Se l’olandese è riuscito a colmare questo difetto facendo suo un movimento e rendendolo, anche se conosciuto, inarrestabile, l’ivoriano sceglie di venire, dalla destra, almeno 10 metri all’interno del campo per avere più opzioni di giocata.

In linea di massima Nicolas è davvero un ottimo giocatore, uno dei talenti più promettenti dell’intero panorama europeo e le sue prestazioni dell’ultimo anno, eccelse, lo confermano.

Ma è questo il punto, per tornare alla nostra domanda di partenza “Chi è Pepè? Vale 80 milioni?”

Nicolas, ci piace davvero molto, è un diamante grezzo che si raffinerà e luccicherà tantissimo ma per quanto attraente è all’inizio del suo percorso di crescita, ha giocato solo in Francia (Angers, Orleans, Lille) e, soprattutto, ha giocato solo un’annata a livello massimo.

Per noi, al momento, vale un po’ meno.

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