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Stiamo pensando a Sander Berge

Stiamo pensando a Sander Berge perché potrebbe essere arrivato il momento di vederlo in Italia per davvero.

Se negli scorsi anni il suo nome era stato accostato prima alla Roma e poi al Napoli, oggi sappiamo di un forte interessamento della Fiorentina per il ragazzo di Asker.

Ma chi è Sander Berge?

Sander Berge è un 98’ nato ad Asker, periferia di Oslo, luogo freddo e dedito all’hockey più che al calcio. 

Muove i suoi primi passi nelle giovanili della squadra della sua frazione, a soli 15 anni è in prima squadra nella 2.Division.

Il suo potenziale è smisurato e viene notato in fretta dagli osservatori del Valerenga (prima divisione). Sander si trasferisce in città. Ci resta per due stagioni, collezionando 43 presenze, una rete e guadagnandosi la prima convocazione in Nazionale a soli 18 anni.

Nel gennaio 2017 arriva il Genk che si assicura le sue prestazioni, si comincia ad intuire che il ragazzo potrebbe fare strada. In Belgio hanno l’occhio lungo, non a caso la Jupiler Pro League è tra i campionati a fornire con sempre maggiore frequenza giovani in grado poi di fare la differenza in ogni competizione europea. 

Se pensiamo al solo Genk, negli ultimi anni, ha tirato su talenti come Leon Bailey, Kevin De Bruyne, Kalidou Koulibaly, Ndidi, Milinkovic-Savic, Benteke, Courtois, Praet e Carrasco. giocatori che successivamente hanno consacrazione nelle top leghe e sono tra i più richiesti in Europa.

Ed è stata proprio la partenza di Wilfred Ndidi, sponda Leicester, a spingere la dirigenza belga sul ragazzo di Asker. Dopo un paio di settimane Sander debutta in coppa di Belgio nel pareggio contro l’Ostenda. L’allora tecnico del Genk, Albert Stuivenberg, gli dà sempre più spazio, facendolo esordire nella Pro League il 21 gennaio in casa dell’Eupen e poi affidandogli il centrocampo il mese successivo nei sedicesimi di finale di Europa League contro l’Astra Giurgiu.

Partito Stuivenberg, nel 4-2-3-1 di Clement la maglia di volante è stabilmente sua e le poche presenze durante la scorsa stagione possiamo spiegarvele con un infortunio muscolare che non gli ha dato pace.

Ma come gioca Sander Berge?

Presupposto fondamentale: Sander Berge è una diga e un frangiflutti dai piedi buoni, tanto da metterti in difficoltà nel definirlo migliore nella rottura del gioco o nella distribuzione della palla.

Il giovane norvegese è un centrocampista centrale nato per giocare davanti alla difesa, grazie al suo fisico imponente capace di restituirgli vantaggi durante ogni fase del gioco. 

In copertura Sander è abilissimo nel gioco aereo, nei contrasti e nella cattura dei palloni, per una prestanza e una struttura quasi sempre maggiore agli avversari, che non riescono a spostarlo né tantomeno ad anticiparlo quando gira su se stesso per liberarsi.
Mentre in fase di costruzione è praticamente impossibile sottrargli la palla, il primo controllo orientato e la difesa del possesso con il corpo sono dei suoi marchi di fabbrica, che lo mettono in condizione di condurre.

Sander, dunque, non è solo quantità, bensì è un ragazzo dotato di una tecnica importante che gli permette di assumersi la responsabilità dell’impostazione di gioco e di farlo agevolmente sia sul corto che sul lungo, saggiamente alternati. È proprio questa qualità palla al piede che non lo rende un mediano ma un vero e proprio play, con le geometrie giuste e l’abilità di verticalizzazione, ne sono tratto tipico i passaggi a tagliare le linee di centrocampo e difesa delle squadre avversarie.

Ha dei difetti e ci mancherebbe. Perde di esplosività e accelerazione nel lungo e pecca di superficialità. Partendo da questi punti deboli gli si presenteranno i più grossi ostacoli in un top campionato come potrebbe esserlo la Serie A.

Il ragazzo conscio delle sue abilità tecniche e di protezione tende spesso a strafare o a tenere per troppo tempo il pallone finendo per perderlo, non riuscendo a recuperare presto la posizione.

Altra lacuna la propensione al gol e agli assist, nella sua giovane carriera in 94 presenze tra i professionisti ha timbrato il cartellino una sola volta, durante il suo primo anno al Valerenga.

La sensazione, però, netta è che in Italia, magari alla Viola, Sander possa crescere esponenzialmente e limare, o imparare a nascondere, i suoi punti deboli attraverso una conoscenza e applicazione maggiore della tattica. A soli 21 anni ha mostrato margini enormi.

Noi, proprio come la Fiorentina, stiamo pensando a Sander Berge perché lo riteniamo un futuro campione e pensiamo che sotto una guida tecnica esperta, che gli permetta anche di vivere il campo e il gioco in maniera differente, possa consacrarsi definitivamente come mediano/regista davanti alla difesa, spezzando e costruendo gioco, o spostare il suo raggio d’azione qualche metro più avanti e in laterale, tanto da diventare una straordinaria mezz’ala, un centrocampista box to box che domina la parte mediana del campo.

Il norvegese è un pezzo d’argilla da modellare a proprio piacimento.

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