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La Premier sarà ancora una questione per due?

La Premier sarà ancora una questione per due?
Crediamo di si.

Come la passata stagione il City e il Liverpool partono avanti rispetto a tutte le altre, ma dietro c’è chi si è mosso bene.

Liverpool
Alisson; Alexander-Arnold, Gomez, van Dijk, Robertson; Fabinho, Henderson, Wijnladum; Salah, Firmino, Mané. 

Lo spettacolo prenderà il via stasera, ore 21, ad Anfiled. I freschi campioni d’Europa scenderanno in campo contro il Norwich City per la “prima” della competizione più interessante d’Europa e della propria cavalcata verso il titolo, che si augurano possa essere leggendaria come quella dell’anno scorso e con un finale finalmente positivo.

Ai Reds il titolo di campioni d’Inghilterra manca dalla stagione 1989-90 e da quelle parti credono che, sotto la guida Klopp, sia il arrivato il momento giusto per rialzare il trofeo al cielo.

Il tedesco ha ritenuto che fosse “inutile comprare perché lo fanno gli altri”, troppo difficile migliorare la squadra già forte, meglio puntare sulla continuità. 

Così il Liverpool ha preparato la sua battaglia al City senza fare mercato e concentrandosi sui suoi punti di forza: l’intensità (la squadra è già brillante), recupero di palla (sempre più alto) e gli uomini chiave (Alisson, van Dijk, Henderson, Manè-Firmino-Salah).

Manchester City
Ederson; Cancelo, Stones, Laporte, Zinchenko; Rodri, D. Silva, De Bruyne; Bernardo Silva, Sterling, Aguero.

Ha fatto mercato, invece, il City ma in maniera decisamente più oculata rispetto agli altri anni, privilegiando l’acquisto di pochi uomini ma in ruoli chiave.

Ad una rosa già competitiva, vincitrice delle ultime due edizioni del campionato, bisognava aggiungere solo uomini importanti per il contesto tattico. Così possiamo leggere gli arrivi di Rodri dall’Atletico Madrid e Joao Cancelo dalla Juve: un centrocampista centrale davanti alla difesa con un’ottima visione di gioco e un esterno bravo con i piedi che possa creare superiorità numerica e giocare all’interno del campo.

Per il resto stessa formazione dello scorso anno, condita dalla tecnica sopraffina di de Bruyne, Bernardo Silva, David Silva, Aguero, Jesus e Sterling.

Unica incognita: la Champions diventata obiettivo principale che potrebbe distrarre i campioni in carica.

Manchester United
De Gea; Wan-Bissaka, Lindelof, Maguire, Shaw; Pogba, McTominay, Matic; Mata, Martial, Rashford.

I Red Devils sono la squadra che hanno speso più di tutte le altre: 159 milioni di euro, 87 per Maguire (il difensore più pagato della storia), 55 per Wan-Bissaka (il terzino destro più pagato della storia) e 17 milioni per la giovane ala gallese Daniel James.

La sensazione è che oltre ad aver centrato due record di spesa (difensore e terzino) a Manchester non abbiano fatto quanto serviva per annullare il gap con le altre e consegnare a Solskjaer una squadra competitiva.

L’ex difensore del Leicester è un centrale forte, ruvido, alla inglese e molto bravo in fase di costruzione. Uno come lui non calcava i campi dell’Old Trafford dai tempi di Rio Ferdinand e la coppia che si andrà a formare con Lindeloff ci sembra di buon livello, così come la linea a quattro che si schiererà davanti a De Gea: Wan Bissaka, Lindeloff, Maguire, Shaw.

Da verificare quanto e come si adeguerà Maguire, che finora ha giocato solo in squadre di medio livello e ha un’esperienza internazionale di: un preliminare d’Europa League e venti presenze in Nazionale.

Potremmo fare lo stesso discorso per Wan-Bissaka, prospetto interessantissimo, tra i migliori in ambito europeo ma stiamo parlando di un club che viene da annate nerissime e ha l’obiettivo principale di ritornare a vincere subito senza potersi permettere di aspettare.

Il centrocampo non ci sembra di peso, così come l’attacco.

Da non sottovalutare la grana Pogba. Il francese voleva andare via, se il Real si muovesse con forza potrebbe ancora farlo proprio come Lukaku, andato via il belga i diavoli giocheranno senza un vero attaccante. Non lo sono né Martial, né Rashford.

Tottenham
Lloris; Walker-Peters, Vertonghen, Alderweireld, Sessegnon; Ndombele, Sissoko; Lucas, Eriksen, Lo Celso; Kane. 

Nel nord di Londra hanno aspettato un anno e mezzo per regalare ai tifosi i fuochi d’artificio, probabilmente ancora elettrizzati dalla prima finale di Champions giocata. Hanno ripreso a spendere.

Pochettino, che l’anno scorso ha vissuto una stagione da incorniciare e superiore alle aspettative, si è regalato: Tanguy Ndombele pagando 60 milioni al Lione, Giovanni Lo Celso sbocciato definitivamente al Betis, Ryan Sessegnon del Fulham e Jack Clarke.

È partito il solo Trippier, che ha trovato casa all’Atletico Madrid, non sarà facile sostituirlo perché Walker-Peters non ci sembra ancora allo stesso livello.

Non ha lasciato gli Spurs Eriksen, nonostante le voci che lo volevano al Real, ed è stato ritrovato finalmente il miglior Kane.

Pronostichiamo l’ennesimo piazzamento tra le prime quattro, o meglio, tra il terzo e quarto posto.

Arsenal
Leno; Bellerin, David Luiz, Sokratis, Tierney; Torreira, Xhaka; Pépé, Ceballos, Aubameyang; Lacazette.

Da stropicciarsi gli occhi il mercato dell’Arsenal, molto simile ad una sessione estiva da videogioco.

I Gunners hanno puntato sulla linea verde, andando ad acquistare i migliori talenti in giro per l’Europa.

Il grande colpo, soffiato al Napoli, è stato Pepé, pagato 80 milioni al Lille ma che andrà ad affiancarsi ad Aubameyang e Lacazette, creando un tridente tecnico e veloce.

È partito Ramsey, un idolo da quelle parti, ma è arrivato Ceballos che ha incantato quest’estate con la Spagna Under 21 e che cerca la definitiva consacrazione. Altro totem a lasciare l’Emirates è stato Koscienly, rimpiazzato con gli acquisti del 18enne Saliba e del brasiliano David Luiz, arrivato nell’ultima giornata utile insieme al terzino sinistro Tierny.

Crediamo che Emery abbia avuto tutti elementi validi per alzare il livello della propria squadra, farci divertire come lui sa fare e riconquistarsi un posto nella massima competizione europea.

Chelsea
Kepa, Azpilicueta, Zouma, Rudiger, E. Palmieri; Kanté, Jorginho; Pedro, Willian, Pulisic; Giroud.     

I blues sono la squadra più indietro di tutte le “fab six”, per due motivi ben precisi: il blocco del mercato e Lampard.

La violazione delle normative sull’ingaggio di calciatori minorenni è costata al Chelsea un anno di sospensione dal mercato. Ciò ha significato non poter sostituire Hazard e non poter lavorare ad una squadra che sarebbe stata affidata nelle mani di un nuovo allenatore.

È stato trattenuto Kovacic ed è arrivato Pulisic dal Borussia Dortmund perché acquistato a gennaio.

Frankie Lampard, leggenda dello Stamford Bridge, che è successo a Sarri, si trova solo all’esame, per adesso, più importante della sua carriera d’allenatore: primo anno in Premier, primo anno alla guida di una big e per le mani un organico non modellato a sua immagine e somiglianza, bensì tarato sui dettami tecno-tattici del suo predecessore.

Competere con le migliori sarà dura.

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