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Troppo Liverpool per questo Chelsea

Oggi vi dirò cosa ho visto accadere nella partita valida per la Supercoppa Uefa disputatasi tra gli uomini di Klopp, vincitori dell’ultima Champions League, e i Blues del neo allenatore Frank Lampard, da sempre uomo franchigia della squadra campione dell’Europa League 2019.

Ore 21:00, Vodafone Arena di Istanbul.

Sta per essere assegnato il primo trofeo continentale della stagione.

Il ritorno prepotente delle squadre inglesi sotto i riflettori del calcio mondiale ha attirato migliaia di tifosi sudditi di Sua Maestà, la regina Elisabetta II, nella penisola anatolica per darsi sportivamente battaglia sul verde manto di gioco.

Reds contro Blues, i due colori distintivi per antonomasia, rappresentanti le due società, stanno per scendere in campo tra il tripudio dei supporters inglesi e tifosi locali, accorsi per assistere a questo grande spettacolo calcistico.

Per la prima volta nella storia di questo sport il match sarà arbitrato da una rappresentante del gentil sesso, la francese Stephanie Frappart e dalle guardalinee Manuela Nicolosi e Michelle O’Neal. Lo stesso presidente della Uefa Aleksander Ceferin ha così commentato l’assegnazione della terna arbitrale

“Ho detto in molte occasioni che il potenziale per il calcio femminile non ha limiti e sono felice che Stephanie Frappart sia stata scelta per dirigere la Supercoppa insieme a Manuela Nicolosi e Michelle O’Neal. Come organizzazione, diamo la più grande importanza allo sviluppo del calcio femminile in tutte le aree. Spero che le doti e l’impegno che Stephanie ha mostrato nel corso della sua carriera per arrivare fino a questo livello sia di ispirazione per milioni di ragazze e donne in Europa e mostri loro che non ci devono essere barriere per raggiungere un sogno”.

Così, dopo aver diretto la finale dei mondiali femminili di quest’estate, la Frappart ha adesso la possibilità di sfatare l’ennesimo pregiudizio e aprire un varco rosa per coloro che la seguiranno nelle prossime manifestazioni. Una vera e propria prova del nove per la francese e le sue collaboratrici.

Le squadre scendono in campo, sfilando ai lati della coppa, precedute dalle direttrici di gara. Dopo le foto di rito i capitani si riuniscono all’arbitro per il lancio della monetina. Palla al Liverpool, il Chelsea si riserva il diritto di giocare la seconda frazione di gioco sotto quella che è stata designata come la curva Blues.

Klopp si accomoda in panchina con espressione sicura e serafica dopo aver aperto la Premier League 2019/2020 con un facile 4-1 rifilato al Norwich City venerdi 9 agosto. Frank Lampard non esprime altrettanta sicurezza, probabilmente complice la disfatta subita appena tre giorni prima ad opera dei Red Devils di Manchester, autori di un secco 4-0 rifilatogli all’Old Trafford.

Le polemiche oltremanica non si sono fatte attendere vista la disparità di riposo di cui hanno potuto godere le due squadre. Adesso però il tempo delle parole e delle discussioni è terminato: parla il campo.

I Reds scendono in campo con il solito 4-3-3 rappresentato negli interpreti dalla seguente formazione: Adriàn tra i pali, Alexander-Arnold sulla corsia destra e Robertson sulla sinistra, centrali Joseph Gomez e l’immancabile van Dijk. Centrocampo composto da il capitano Jordan Henderson, Fabinho e Wijnaldum. Nel tridente offensivo vengono schierati i soliti, ovvero Salah, Firmino e Mané.

Il Chelsea risponde con un 4-2-3-1 composto da: Kepa Arrizabalaga a difendere la porta, Azpilicueta sulla destra, Emerson Palmieri sulla sinistra, e a completare il reparto i centrali Christensen e Zouma. In mezzo al campo Jorginho si accomoda in panchina lasciando spazio a Kantè, il quale affianca Kovacic deputato a far girare veloce la palla e con precisione. A supporto dell’unica punta Tammy Abraham, rientrato dopo il prestito ai Villans dell’Aston Villa, Lampard schiera il trio Pulisic, Mount e Pedro.

In perfetto orario la signora Frappart fischia l’inizio del match tra il boato generale tipicamente anglosassone che annuncia l’apertura delle “ostilità”.

Il Liverpool, come è sua caratteristica, dopo aver giocato il primo pallone dietro, lancia immediatamente la corsa di Mané sulla sinistra, il quale non riesce ad agganciare la sfera per merito dell’intervento di Azpilicueta che interrompe l’azione e con un colpo di testa indirizza il pallone verso il centro del campo, dove Kantè controlla in un primo momento prima di subire il contatto ad opera di Fabinho.

Il gioco riprende con il possesso Blues, tuttavia, memori probabilmente della recente imbarcata sofferta con lo United, il giro palla è decisamente più cauto rispetto a domenica, cercando triangoli semplici e tentando di far entrare in ritmo il geometra Kovacic.

I primi dieci minuti sono piuttosto interlocutori, con il Liverpool che cerca la riconquista alta della palla e il Chelsea che non volendo rischiare nulla ricorre, quando imposto dal pressing Reds, al lancio lungo su Abraham, il quale tenta di fare da centroboa per i compagni che accompagnano l’azione, senza riuscire molto brillantemente nell’intento. Infatti, proprio da una sponda poco riuscita all’indirizzo di Pedrito, van Dijk legge l’appoggio debole e anticipa lo spagnolo, innescando immediatamente con un diagonale di venti metri Wijnaldum. Questi dopo aver resistito ad un contrasto corpo a corpo con Kanté si libera della sfera cercando e trovando Firmino, il quale spalle alla porta gira a sua volta sulla fascia di competenza di Momo Salah. Ricevuta palla l’egiziano punta e salta secco Emerson Palmieri dirigendosi verso il fondo, Zouma è costretto a stringere in diagonale verso la zona di pericolo. Salah entra in area, e anziché tentare l’assist per Mané che nel frattempo si era mosso dall’esterno verso il centro dell’area di rigore, smarcandosi dal proprio diretto difensore, tenta un dribbling a rientrare, tuttavia, il centrale francese non incorre nell’ingenuità commessa solo pochi giorni prima a Manchester intervenendo dritto sull’uomo. Temporeggia e si avvicina all’esterno Reds, chiudendogli lo spazio per la conclusione e ribattendo da pochi centimetri di stinco l’intenzione di tiro di Salah.

Con il passare dei minuti il Liverpool inizia a conquistare sempre più campo, e quando al minuto 27, dopo un rapido scambio tra Robertson e Mané lo scozzese si ritrova il pallone sulla corsa per uno dei suoi cross tesi e pennellati, la sfera arriva nel cuore dell’area di rigore ma con un’uscita provvidenziale Kepa fa sua la palla e con un rilancio effettuato con le mani pesca quasi sulla metà campo il neo acquisto Pulisic, il quale si invola verso la trequarti avversaria. I Reds sono un po’ sbilanciati e si ritrovano a dover fronteggiare un tre contro tre in transizione. Abraham si fa vedere tagliando dal centro verso la sinistra costringendo van Dijk a seguirlo, mentre Gomez deve fronteggiare l’avanzata di Pulisic. Sulla destra intanto Pedro si allarga con i tempi giusti, consentendo allo statunitense di origini croate di imbeccarlo. Lo spagnolo riceve, controlla, e con il terzo tocco anticipa il ritorno di van Dijk mettendo la palla al centro dell’area dove Abraham, adesso smarcato, impatta di interno destro direttamente sotto la traversa dell’incolpevole Adriàn, portando così a sorpresa il Chelsea in vantaggio.

I supporters Blues esplodono in un urlo di gioia, Frank Lampard esulta stringendo il pugno. Klopp dal canto suo, applaude i suoi invitandoli a reagire e a continuare col loro gioco. E così infatti si riprende dove eravamo prima della rete del vantaggio.

il Liverpool esegue le proprie trame, cerca verticalizzazioni rapide, i terzini si sovrappongono creando la superiorità numerica.

Due conclusioni, una di Fabinho, l’altra di Salah finiscono fuori dallo specchio della porta. La condizione fisica è nettamente dalla parte dei Reds.

Arriviamo così al minuto 34, quando dopo una palla ribattuta in calcio d’angolo il Liverpool agguanta il pareggio grazie ad un poderoso stacco di testa di Wijnaldum sul secondo palo che favorisce il tocco sotto porta di Firmino. Difesa Blues imbambolata, decisamente poco reattiva. Forse i meccanismi difensivi devono ancora essere registrati dopo la partenza di David Luiz.

La Kop ruggisce, il Liverpool non cammina mai da solo. Klopp dà il cinque ai propri collaboratori e ne approfitta subito per dare altre indicazioni a Henderson.

Il gioco riprende e i Reds anche, in meno di dieci minuti abbiamo avuto botta e risposta delle due società inglesi. Ma non è ancora finita la prima frazione di gara.

Al minuto 42 difatti, dopo che Kovacic perde una palla sanguinosa sulla pressione di Henderson, Salah riceve sulla trequarti, e dopo aver fintato il tiro dai 25 metri, allunga la sua corsa in diagonale e scocca un mancino letale a giro che va ad infilarsi proprio sotto l’incrocio dei pali. Kepa non accenna neppure la parata tanto è stato improvviso e forte il tiro della stella egiziana.

L’urlo della Kop si innalza di nuovo e con ancora maggior vigore, poi intonano il loro inno e non cessano più di cantare fino a che la direttrice di gara non fischia l’intervallo.

Le squadre rientrano negli spogliatoi dopo un primo tempo giocato a ritmi non altissimi e con diverse interruzioni di gioco dovute probabilmente al timore della Frappart di perdere il piglio della partita. Un solo cartellino giallo a scapito dei Reds con l’ammonizione di Gomez per un intervento su Pulisic al minuto 29.

C’è grande spettacolo sugli spalti, durante la pausa le due tifoserie continuano ad incitare con cori su cori. Al rientro delle squadre sul terreno di gioco la Kop fa risuonare nello stadio ancora una volta il proprio inno “You’ll never walk alone”, i supporters del Chelsea rispondono con il loro “Blue is the colour”. Vero tifo inglese.

Al fischio della direttrice di gara la palla è questa volta battuta dai ragazzi di Lampard che sembrano voler ritrovare la serenità dimostrata a inizio gara, giocando semplice e a uno o due tocchi. Nessun cambio per entrambi gli allenatori.

Tuttavia, i buoni propositi dei Blues si scontrano ancora con una condizione fisica dei ragazzi di Klopp nettamente superiore, e questo consente al Liverpool di continuare a pressare alti e organizzati, così come accaduto nei primi 45 minuti di gioco.

Da segnalare le difficoltà di Mateo Kovacic nel trovare uomini liberi quando è in possesso della palla, e nel farsi trovare libero nelle prime fasi di costruzione della manovra. Infatti, dopo 12 minuti Lampard decide che è arrivato il momento per il primo cambio, e l’uomo indicato ad accomodarsi in panchina è proprio il croato, il quale viene rilevato dal brasiliano naturalizzato italiano Jorginho.

Le geometrie migliorano leggermente grazie alla velocità di pensiero sviluppata dall’oriundo sotto la gestione Sarri, prima a Napoli poi a Londra.

Ciononostante il Liverpool si dimostra essere troppa grazia in questo momento della stagione per il Chelsea e riprende con disinvoltura il pallino del gioco. Henderson agisce in modo perfetto come equilibratore insieme al brasiliano Fabinho, gli strappi continui delle due frecce sulle fasce, corrispondenti al nome di Mané e Salah, mettono costantemente in apprensione la linea difensiva londinese. La retroguardia dei Reds sale con i tempi corretti mantenendosi sempre abbastanza alta.

Sembra solo questione di tempo, e così infatti è. Al minuto 71 dopo aver dribblato sia Azpilicueta che Christensen al limite del vertice sinistro dell’area di rigore Blues, Mané si ritrova solo faccia a faccia con Kepa, il quale tenta di uscire per ridurre lo specchio della porta al giocatore senegalese, a cui però non manca il sangue freddo. Tocco sotto a mezzo metro dal portiere e palla in rete.

3-1 Liverpool, sembra fatta ormai.

Lampard provvede immediatamente a richiamare Giroud dalla panchina per rilevare uno spento Mason Mount, che dimostra tutta la fragilità dei suoi vent’anni. Il Chelsea passa a un 4-4-2 molto offensivo che si tramuta in 4-2-4 in fase di attacco. I Blues ci provano a riaprire la partita con un paio di conclusioni da fuori area che terminano tra le mani sicure di Adriàn. Il Liverpool ormai sembra voler gestire il ritmo, sente di averne di più e di poter controllare.

Al minuto 83 però il palo alla destra del giovane portiere spagnolo dei Reds conserva le distanze invariate dopo essere stato centrato con una cannonata paurosa calciata di prima intenzione da Pulisic su sponda proprio del neo entrato Giroud. Su quel destro, e quel palo, svaniscono di fatto tutte le speranze d riacciuffare la Supercoppa.

Il Liverpool dopo aver tremato in quella circostanza, aumenta nuovamente i giri del motore portandosi a un passo dal 4-1 con il colpo di testa di Origi, subentrato a Firmino al minuto 78. Cross splendido di Robertson che pesca il colosso belga, il quale, quasi indisturbato, angola di testa eccessivamente indirizzando la palla di poco a lato.

Dopo aver assegnato 3 minuti di recupero l’arbitro Frappart decreta la fine del match.

Il Liverpool sbanca anche la Vodafone Arena di Istanbul dopo aver violato il Wanda Metropolitano a giugno, e si aggiudica così il primo trofeo continentale della stagione, ribadendo che i campioni d’Europa sono loro.

Jurgen Klopp, il grande artefice di questa squadra, ha inciso profondamente tanto nel gioco quanto nella testa dei suoi ragazzi, portandoli ad avere una consapevolezza di sé che solo i grandi club possono vantare.

Il nostro augurio a Frank Lampard è quello di poter diventare un ottimo manager e un fine allenatore, come il collega tedesco, tanto più che il dolore sul suo volto al triplice fischio fa ben capire quali siano i suoi sentimenti verso i colori del Chelsea.

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