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Il Napoli sbanca Firenze!

Il campionato calcistico di Serie A è iniziato sabato 24, ore 18, con la vittoria in trasferta dei campioni d’Italia della Juventus al Tardini di Parma, ottenuta non senza sudare, dato il nuovo sistema di gioco sul quale mister Sarri deve ancora lavorare.

Ma non è di questa partita che vi voglio parlare. La risposta che è giunta dall’Artemio Franchi di Firenze da parte degli azzurri, ormai da anni seconda forza del campionato, è stata chiara e perentoria: noi ci siamo.

La nuova proprietà viola si attendeva un esordio certamente differente, tuttavia le forze in campo si sono palesate per i loro reali valori.

Il Napoli viene schierato in campo da Ancelotti con un 4-4-2, modulo che in fase offensiva maschera il celebre albero di Natale ancelottiano. Gli interpreti sono gli stessi che hanno affrontato in amichevole il Barcellona poco più di due settimane fa. Un’unica eccezione, Koulibaly sostituisce Maksimovic e va a formare il tanto celebrato muro azzurro con Manolas.

La Fiorentina risponde con l’ormai abituale modulo di Montella, il 4-3-3, schierando quasi tutti i nuovi acquisti negli undici titolari: Dragowski tra i pali, linea difensiva composta da Pol Lirola, Pezzella, Milenkovic e Biraghi; a centrocampo Badelj, tornato a Firenze dopo l’esperienza romana, a dare equilibrio e geometrie, affiancato da Pulgar e Benassi; in avanti il tridente offensivo formato da Chiesa, Boateng e il giovane 99′ Riccardo Sottil.
Il grande acquisto del mercato gigliato, Franck Ribéry si accomoda in panchina, avrà tempo di prendersi la squadra, ma contro questo Napoli servono meccanismi già calibrati.

Il Franchi è gremito e l’eccitazione palpabile. I tifosi napoletani sono arrivati in centinaia a Firenze per inaugurare una stagione che sperano possa riservar loro grandi emozioni e traguardi importanti. Il tifo è caldo ma onesto, qualche sfottò ogni tanto, tuttavia i cori sono più a incitare i propri beniamini piuttosto che a denigrare l’avversario.

Il match inizia in perfetto orario, tornato alle ore 20.45 dopo la prova durata due anni delle 20.30.

Il primo pallone è toccato dal Napoli, la Fiorentina è costretta subito ad arretrare, poiché Zielinski con una sventagliata dalla propria trequarti tenta subito di trovare lo scatto di Callejon sulla destra, il quale, immediatamente dopo il fischio di inizio, ha bruciato Benassi, il suo diretto marcatore sulla fascia, e si è fatto trovare smarcato tra difesa e centrocampo viola. Lo spagnolo controlla con l’interno destro la palla, alza la testa, e dopo aver fintato un passaggio filtrante verso l’interno del campo per il sopraggiungente Fabian Ruìz, scatta nuovamente verso il fondo ingaggiando una sfida in velocità con Biraghi. Arrivati quasi spalla a spalla sul a fine campo, Callejon anticipa l’intervento del terzino viola, il quale si aspettava un cross in mezzo, con un rasoterra in linea con il limite dell’area piccola. Mertens sbuca da dietro le spalle di Pezzella e di prima calcia verso lo specchio della porta. La conclusione, purtroppo per il belga, si spegne alla destra di Dragowski, rimasto immobile e sorpreso dalla partenza lampo del Napoli.

Neppure un minuto di gioco e i ragazzi di Ancelotti hanno saputo subito rendersi pericolosi.

La Fiorentina tenta di scrollarsi di dosso il brivido iniziale, cercando di costruire la manovra partendo dal basso, ma i tempi di pressing del Napoli sono eccellenti, sintomo di una determinazione evidente nel voler ottenere i 3 punti e chiarire subito le cose con la Juventus.

Badelj continua a proporsi, tuttavia è costantemente tallonato da Fabian Ruìz, il quale impedisce al croato di trovare gli spazi per dettare i tempi. Quindi è Pulgar prima e Benassi poi a tentar di impostare la manovra e superare il pressing napoletano. Ogni pallone in verticale è preda del duo brasiliano-polacco, Allan-Zielinski, che impediscono a Boateng di fare da boa centrale per le imbucate di Chiesa. Il pallino è nettamente in mano agli uomini di Ancelotti, che sembrano potersi rendere pericolosi in qualsiasi istante nei pressi dell’area viola, peccando però talvolta di precisione nella rifinitura finale negli interpreti di maggior classe come Insigne e Ruiz. Mertens si muove molto e bene, portando fuori zona uno dei due centrali a ogni azione offensiva del Napoli. Manca però la scintilla dopo lo squillo iniziale.

Intorno al minuto 16′, la Fiorentina sembra pian piano ritrovare un po’ di fiducia e, grazie al movimento di Badelj sceso tra i due centrali a ricevere palla per impostare la manovra, i viola iniziano a girare. Pulgar si dimostra intraprendente con un paio di strappi, uno dei quali conclusosi con un pallone consegnato a Chiesa al limite dell’area, il cui pensiero dal momento della ricezione è solo uno: tirare. Così, domata la sfera, punta i 16 metri e si appresta a lasciar partire la stoccata, quando Manolas esce con i tempi giusti e gli ribatte il tiro sul nascere, deviando così il pallone in calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner Boateng e Milenkovic creano movimento all’interno dell’area piccola, ma i centrali azzurri la fanno da padrone, e Koulibaly allontana la palla con un colpo di testa verso la fascia laterale sinistra, dove Insigne, con una finta di corpo si libera di Lirola e, dopo il primo controllo, si lancia in contropiede. Mertens corre al suo fianco, Pezzella e Badelj, rimasti in posizione arretrata sulla battuta del calcio d’angolo, scappano all’indietro mentre il centrocampo viola tenta di recuperare terreno sulla fuga dei due folletti napoletani. Nel frattempo Callejon, come un treno lanciato, si invola sulla destra fornendo una seconda opzione a Insigne. Questi, però, arrivato in prossimità dell’area avversaria, sfrutta il taglio di Mertens, controlla ancora la sfera con un tocco, e, anziché servire sulla corsa lo spagnolo, calcia a rientrare verso la porta. Il pallone sembra indirizzato all’incrocio dei pali, e solo un intervento prodigioso di Dragowski e una conclusione non potentissima evitano lo 0-1.

Ancelotti accenna una smorfia di disappunto in panchina, Montella sbuffa per il pericolo scampato. Qualcosa comunque sta per accadere. Passano altri 10 minuti più o meno interlocutori, in cui le due squadre sembrano voler trovare la giusta chiave di volta. Si segnalano due cartellini gialli, uno all’indirizzo di Zielinski, per un intervento duro su Benassi nel tentativo di recuperare palla in pressing, il secondo per Boateng, causato da tocco da dietro su Allan giudicato dal direttore di gare eccessivamente duro.

Arriviamo dunque al minuto 29′, il Napoli ha appena guadagnato il suo secondo calcio d’angolo della partita. Insigne alla battuta dalla bandierina. Palla a spiovere perfettamente al limite destro dell’area piccola, incornata sontuosa di Di Lorenzo subito dietro alle spalle di Manolas, secondo grande intervento del portiere gigliato che tuttavia non riesce e respingere verso l’esterno. Come un rapace d’area di rigore Ruiz batte a colpo sicuro alla sinistra di Dragowski. Napoli in vantaggio. I tifosi napoletani fanno sentire tutto il loro supporto. Ancelotti stringe il pugno e si volta verso la panchina con sguardo sornione.

Il gioco riprende e la Fiorentina non sembra volersi scuotere. Montella continua a dare indicazioni, ma adesso che il Napoli si trova in vantaggio e senza alcun bisogno di forzare il pressing, i tempi di gioco e copertura dei partenopei sono ancoro più sincronizzati e naturali. Ennesima dimostrazione di maturità della squadra allenata da Carletto Ancelotti.

La Fiorentina cerca con continuità eccessiva Chiesa o le sponde di Boateng, ma così facendo non fanno altro che semplificare la strategia difensiva del Napoli. Il giovane Sottil non riesce quasi mai ad entrare nel vivo del gioco e i pochissimi palloni toccati ne sono la prova. Al minuto 37′ ancora Chiesa ci prova con una conclusione dai 30 metri, ma il pallone finisce in curva Fiesole per lo sconforto del suo centravanti Boateng, intenzionato a giocare in dai e vai con il figlio d’arte viola. Il Napoli mantiene la calma e non si fa spaventare, riprende la manovra, i triangoli e le imbucate improvvise, ma come a inizio partita è l’ultimo passaggio a difettare un po’.

L’arbitro fischia dunque l’intervallo dopo un minuto di recupero concesso. Le squadre vanno negli spogliatoi con umori opposti. Gli azzurri consapevoli della loro forza, i gigliati con un “vorrei ma non posso”.

Il secondo tempo inizia con un cambio nella formazione di Montella, fuori Sottil e dentro il Cholito Simeone a dare peso davanti e dirottando Boateng sull’esterno-trequarti. Nessuna sostituzione per Ancelotti.

La Fiorentina tocca il primo pallone della ripresa e sembra voler emulare la partenza napoletana nel primo tempo, tuttavia, il pressing immediato di Dries Mertens su Benassi costringe quest’ultimo ad affrettare il lancio cosicché la precisione del centrocampista gigliato venga meno e il pallone si spenga sull’out di sinistra. Mario Rui rimette in gioco il pallone su Zielinski che restituisce subito al portoghese, il quale triangola per Insigne, atterrato fallosamente all’altezza del centrocampo. Il Napoli batte la punizione indietro e ritorna a far girare il pallone così come aveva terminato il primo tempo. Non hanno nessuna fretta di affondare il colpo di grazia gli uomini di Ancelotti e continuano a gestire la palla con maturità e a due tocchi. Ogni tanto qualche fiammata di Fabian Ruiz, mette sotto pressione la retroguardia viola, ma senza far correre eccessivi rischi al portiere polacco.

Tutto ciò fino al minuto 56, quando un triangolo stretto, eseguito con precisione e velocità, tra Mertens e lo stesso Ruiz, sposta l’intero baricentro della difesa viola sulla destra. Lo spagnolo dopo un primo controllo, alza la testa e pennella un traversone delicato come la seta sul secondo palo, dove Lorenzo Insigne non deve far altro che battere a rete. Il capitano del Napoli si volta mentre gioisce verso il guardalinee per accertarsi che non sventoli la bandierina. Nessun cenno, la VAR conferma, 0-2. Adesso la partita della Fiorentina sembra davvero una montagna da scalare senza rampini.

A questo punto l’orgoglio della città e dei padroni di casa sembra volersi destare, ma la reazione furente affidata agli strappi di Federico Chiesa, e a qualche colpo di Boateng nel tentativo di servire Simeone, ha dovuto inesorabilmente fare i conti con una difesa ben preparata e fortissima fisicamente per vie centrali, tanto da annullare qualsiasi tentativo di profondità del Cholito Simeone. Il primo vero intervento di Meret si segnala al minuto 74′ su un rasoterra di Benassi, lasciato partire dai 20 metri e deviato in calcio d’angolo dal giovane portiere azzurro.

Montella ricorre ai due cambi rimasti, sostituendo Boateng con Vlahovic e Pulgar con Castrovilli, risparmiando a Ribéry un amaro esordio. Ancelotti all’80esimo minuto da riposo al grande protagonista della giornata Fabian Ruiz, richiamandolo in panchina per far subentrare il giovane talento turco Elmas e far assaggiare a quest’ultimo uno scampolo di partita. La partita sembra definitivamente incanalata a favore del Napoli, anche gli ultimi assalti viola appaiono sterili e non convinti davvero. L’ultimo sussulto della partita arriva proprio da giovane turco, che, rubata palla su un controllo difettoso di Badelj, si invola in contropiede in un uno contro uno con Pezzella. Lo punta, lo salta con discreta facilità ma si allunga un pelo la palla, che sicura termina tra le braccia di Dragowski in uscita scivolta.

La partita termina 0-2. Il Napoli sbanca Firenze.

Ancelotti sa di avere una squadra e un gruppo solido per puntare in alto, verso traguardi importanti. Montella non può che raccogliere i cocci di una sconfitta certamente non indolore ma tutto sommato ammissibile nell’arco di un campionato, e ripartire a testa alta con un Ribéry in più nel motore. Firenze attende e pretende.

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