Sans-serif

Aa

Serif

Aa

Font size

+ -

Line height

+ -
Light
Dark
Sepia

VAR e falli di mano, che incubo la prima di campionato – I fatti

“Bentornato campionato”, direbbero i nostalgici. Ma noi non siam qui per tirar fuori le lacrime da coccodrillo per i tempi andati. Al 2019, infatti, c’è da fare i conti con diversi fattori, sconosciuti ai nostri avi: uno su tutti è la tecnologia applicata al gioco del calcio. E mentre qualcuno dice che quest’ultima non sostituirà mai l’essere umano, noi analizziamo tutto ciò che ci appare dubbioso o degno di riflessione.

L’incipit della Serie A 2019/2020 è stato davvero più che entusiasmante: VAR e falli di mano, calci di rigore, oltre a polemiche aspre, soprattutto giunti oramai al fatidico lunedì post gara.

Prematuro analizzare i risultati, la prima di campionato resta una grande incognita anche per chi è abituato a predire il futuro e ad avere a che fare con divinità ultraterrene.

Restiamo con i piedi ben ancorati alla Terra, non a caso, per analizzare, quindi, gli episodi dubbio della prima giornata di campionato.

Impossibile non citare Fiorentina-Napoli, primo big match di giornata, andato in scena sabato sera alle ore 20:45. In un Artemio Franchi infuocato e gremito di supporters viola per la prima di Franck Ribery, l’arbitro Davide Massa è stato, probabilmente non in maniera voluta, il vero protagonista della serata.

Pronti, via. Pochi minuti dopo il fischio d’inizio già il primo on field review della stagione. E c’è anche il battesimo del nuovo regolamento sui tocchi di mano introdotte dall’IFAB e recepita dall’AIA.

Al minuto 8 il direttore di gara Davide Massa viene chiamato al monitor del VAR posto a bordo campo per verificare la punibilità del tocco col braccio di Piotr Zielinski: il polacco, in marcatura su Gaetano Castrovilli, ha il braccio largo, sul quale gli carambola, fortunosamente, la sfera. Nulla da fare per la SSC Napoli, posizione innaturale del braccio: le nuove regole non transigono, per l’arbitro è calcio di rigore.

Che piaccia o meno, bisognerà farci l’abitudine per il resto della stagione calcistica.

Questo episodio controverso, insieme a quello relativo al calcio di rigore fischiato in favore di Dries Mertens, costerà, con ogni probabilità, un turno di stop per Massa e Valeri.

Prima Firenze, poi Udine: in Friuli ad imbufalirsi è il Milan. Il difensore bianconero Samir tocca la palla con il braccio nella sua area di rigore: abolita la volontarietà, adesso tocca solo valutare la naturalezza o meno del movimento. E quello del calciatore di Igor Tudor sembra tutto tranne che naturale. Fabrizio Pasqua corre al VAR per assumersi ogni tipo di responsabilità: non chiama il penalty, Giampaolo si infuria.

Eppure l’episodio non è poi così tanto diverso da quello visto a Firenze con protagonista proprio Zielinski: c’è, forse, ancora un po’ di confusione? Difformità di giudizio, malafede o c’è qualcosa di diverso di cui nemmeno gli oracoli riescono ad accorgersi? VAR e falli di mano, cantiere ancora aperto.

A peggiorare la situazione c’è, poi, un altro grave episodio, che non fa altro che complicare il tutto.

Cagliari-Brescia, la svolta al minuto 53: il direttore di gara fischia il calcio di rigore in favore degli ospiti. Alberto Cerri colpisce la palla con un braccio, posizionato non in maniera innaturale e nemmeno largo: qui è penalty, ad Udine no. La squadra di Massimo Cellino segnerà poi il calcio di rigore e si aggiudicherà i tre punti vittoria.

Oggi, seduti ad un comodo tavolino, i quesiti da porsi sono diversi.

Forse il nuovo regolamento sui falli di mano non è chiaro? Forse chi dovrebbe applicarlo non lo ha compreso appieno?

Resteremo con il dubbio, almeno fino a quando gli arbitri non saranno autorizzati a fornire spiegazioni, magari nel post gara, ai microfoni delle varie emittenti sportive.

“Calcante morì di vergogna poco dopo la fine della guerra di Troia”.

Per ora, non possiamo far altro che lasciare, qualche riga più giù, il regolamento completo.

Lascia un commento