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Il Napoli ha preso coraggio

Sulla riva orientale del Nilo, a mezza strada tra Karnak e Luxor, sorge il grande tempio di Amon, immenso e fiero. Vegetazione rigogliosa ne maschera la facciata in pietra antica, davanti a esso si apre il Gran Cortile, punto massimo cui possono accedere i seguaci. Recentemente è diventato unico ritrovo degli oracoli, che, seduti al fresco del “Viale delle Sfingi”, coltivano la passione per lo sport e condividono le proprie visioni. 

Tra i tanti, Hury-El e Spleen discorrevano animosamente della seconda giornata di Serie A.

Hury-El: Mio vecchio amico, ho visto vivere grandi emozioni a Torino, nuove speranze nascere, nuovi idoli issarsi su zebre sazie. È il momento dei cambiamenti.

Spleen: Vecchio Hury, mi stai davvero dicendo che sotto il cielo della città magica hai assistito ad una capovolgersi degli scenari? Erano così abituali negli ultimi anni.

Hury-El: Proprio così. Mio caro Spleen, i tempi son maturi. I ragazzi di Ancelotti hanno raggiunto la giusta maturazione e ambizione. Il Napoli ha preso coraggio. Sentono il premio essere alla loro portata. Lo vogliono, hanno fame.

Spleen: Fame? Hury? La fame ha sempre contraddistinto gli altri? Cosa è successo? Raccontami.

Hury-El: Spleen, Napoli è arrivata a Torino con un solo obiettivo. Non tanto conquistare i tre punti, quanto lanciare un segnale forte e chiaro: quest’anno si tingerà di azzurro. Il pullman partenopeo ha raggiunto lo Juventus Stadium tra il tifo non certamente civile dei supporter bianconeri, che dopo le polemiche di Firenze, non potevano ovviamente sottrarsi dall’essere ugualmente primitivi. Poco dopo, quello della Vecchia Signora è stato accolto da urla di gioia e di incitamento. Ha fatto il suo arrivo, senza il proprio comandante a bordo, ancora costretto al riposo dai postumi della polmonite contratta solo due settimane fa. Immagina…Lo stadio, gremito, è pronto ad ospitare questo grande match. Le squadre stanno scendendo in campo. Gli allenatori si accomodano sulle rispettive panchine e l’arbitro Orsato richiama i capitani per il lancio della monetina. 

Sono le 20.45 in punto, si parte. 

La Juventus schiera nove undicesimi della formazione vista a Parma con l’uniche eccezione di De Ligt e Rabiot, l’olandese prende il posto dello sfortunato Chiellini, l’ex Psg sostituisce Matuidi sul centrosinistra. Il Napoli risponde con la propria squadra tipo, anch’essi tuttavia optano per un cambio, Maksimovic prende il posto di Di Lorenzo per arginare al meglio il fuoriclasse portoghese della Juventus. 

Spleen: Chi è stato il primo ad impossessarsi del gioco? 

Hury El: A dir il vero, i primi quindici minuti sono stati per lo più di studio da parte di entrambe le squadre in campo. Era palpabile la tensione, così come il rispetto che i giocatori dimostravano per i loro avversari. Solamente uno strappo di Douglas Costa al minuto 17 sembra spezzare l’equilibrio e il tatticismo iniziale. Il brasiliano, ricevuta palla da Rabiot, grazie ad un eccellente pressing portato su Fabian Ruiz, sceso per aiutare la mediana nell’impostazione, innesta la marcia e si invola sulla destra. Mario Rui tenta di stargli a fianco cercando di rallentarlo nella corsa, ma Costa sterza improvvisamente verso l’interno e salta secco il portoghese del Napoli. Cristiano Ronaldo, come un treno lanciato, taglia dalla sinistra verso il centro dell’area aspettandosi il suggerimento del compagno. Ma il brasiliano si allunga leggermente il pallone concedendo così il tempo a Koulibaly di accorciare, impedendo così una rifinitura precisa. La palla, infatti, viene fatta filtrare per CR7, ma troppo forte perché possa raggiungerla e indirizzarla verso lo specchio della porta. La sfera termina sul fondo, prima occasione vera della partita. Lo Juventus Stadium si scalda, il tifo dei padroni di casa si fa incandescente. I supporter napoletani rispondono con tutta la loro passione.

Spleen: Insomma la Juve li ha spaventati? Lo faceva anche con Allegri, aggrediva all’improvviso e gli azzurri si impaurivano. Indirizzavano sempre la partita così. Ti ricordi? Con Higuain al San Paolo, l’anno scorso con Ronaldo subito dopo il vantaggio dei partenopei. Azzanna. Immagino che poi si è tirata indietro. Si, ha fatto così, ha lasciato un po’ il pallino per trovare l’imbucata e metter loro più paura. Sono sicuro.

Hury El: E infatti, amico mio, i ragazzi di Don Carlo hanno ben imparato la lezione e fatta propria. Hanno lasciato ai bianconeri un quarto d’ora in cui sembrava potessero prendere in pugno il gioco, con due conclusioni da parte di Cristiano Ronaldo da fuori area e il Pipa Higuain, che dopo aver caparbiamente mantenuto palla sul vertice sinistro dell’area di rigore, si volta in un fazzoletto e lascia partire un destro a giro che, purtroppo per i tifosi bianconeri, finisce in curva. Poi, improvvisamente, durante il fraseggio a centrocampo dei padroni di casa, la squadra di Ancelotti alza il baricentro guidata dal pressing di Allan. Questo costringe la Juventus a retrocedere sino la propria area di rigore. 

Bonucci con un rilancio che nelle intenzioni del difensore bianconero avrebbe dovuto raggiungere Cristiano sulla trequarti avversaria, favorisce purtroppo il break di Callejon, che intercettata la palla di petto sul cerchio di centrocampo, la addomestica e chiede triangolo a Dries Mertens, il quale restituisce la sfera con i giri contati per il compagno spagnolo. Alex Sandro è però un mastino da superare in velocità, così Callejon arresta la propria corsa, temporeggia, e poi scarica per il sopraggiungente Fabian Ruiz al vertice dell’area di rigore. Ruiz protegge il pallone dall’intervento di Pjanic in ripiegamento, poi, con la classe che lo contraddistingue, trova il pertugio tra Bonucci e De Sciglio, reo di perdersi il capitano del Napoli, che scappattogli alle spalle può ricevere palla. La accarezza con l’esterno sinistro una volta, poi lascia partire un interno collo sul secondo palo sul quale nulla può il portiere Szczesny. Siamo al minuto 37’, il Napoli è passato in vantaggio contro la Juventus a Torino. Ancelotti assapora immobile il momento. Insigne esplode verso la panchina azzurra con gli occhi di colui che sa essere il suo anno. Cosa avrà pensato Sarri in questo momento, neanche a noi è dato sapere vecchio mio.

Spleen: Però! Mancava poco alla fine del primo tempo e coloro una volta affamati hanno preso gol. Sai più che a Sarri penso ad Allegri. Acciughina. Lui lo diceva sempre “bisogna leggere i momenti della partita”. Sarà una convinzione personale ma quelli, con Max, in panchina si sarebbero chiusi come una roccaforte per aspettare il duplice fischio e poi vedere. Al duplice fischio, dimmi questo, sono arrivati in svantaggio?

Hury-El: Proprio così Spleen. La Juventus ha tentato di riportarsi in parità con un paio di tentativi, più di rabbia che di volontà, ma Orsato ha fischiato l’intervallo dopo un solo minuto di recupero e un primo tempo tutto sommato corretto da parte di entrambe le formazioni. 

Spleen: E poi? Cosa è successo dopo?

Hury-El: La seconda frazione di gioco ha mostrato a noi oracoli e all’intera Serie A cosa è in grado di fare il Napoli quest’anno. Vedi Spleen, quando il gioco è ripreso la Juventus si è mostrata subito differente rispetto quanto fatto vedere nella prima parte della gara. Veloci, ordinati, precisi nel dettare il passaggio e nel farsi trovare smarcati. Ancelotti certamente si aspettava una reazione da parte dei bianconeri ma onestamente anche lui, con la sua esperienza, non è potuto non rimanerne sorpreso. Era solo una questione di tempo. 

La Vecchia Signora, esprimendo il proprio potenziale riagguanta la partita al minuto 53’, grazie al gol di Pjanic su calcio di punizione. Il fallo è stato costretto a spenderlo Manolas, il quale ha rimediato anche l’ammonizione per l’intervento duro su Higuain. Così, come una saetta scoccata, il bosniaco calcia sopra la barriera il pallone che scende quel tanto che basta per accarezzare la parte interna della traversa e insaccarsi alle spalle di Meret, rimasto pietrificato. Avresti dovuto sentire l’urlo dello Stadium. Tuttavia ti avrei sconsigliato di porgere l’orecchio verso i cori che hanno fatto seguito all’indirizzo della compagine napoletana. 

Spleen: Beceri. Non ne voglio sentire parlare. Raccontami gli sviluppi.

Hury-El: Il clima è cambiato in campo, il gioco si scalda e gli interventi si fanno più maschi. Orsato sventola due cartellini gialli nell’arco di 5 minuti all’indirizzo di Allan e di Rabiot, vuole mantenere la partita in pugno, memore probabilmente di qualche errore passato. 

Il Napoli si scuote di dosso quel timore reverenziale che pareva riapparso in questi primi dieci minuti di secondo tempo e torna a fare il proprio gioco. I ritmi sono alti. La Juventus continua a cercare triangoli ma i ragazzi di Ancelotti coprono bene il campo adesso e attendono il momento propizio per far male. Tanto Meret quanto Szczesny si sono dovuti superare in ben due occasioni ciascuno. Il primo con una parata bassa su conclusione secca di CR7, il quale si era bevuto con un doppio passo Maksimovic all’interno dell’area, e su Khedira, inseritosi con i tempi perfetti su uno spunto di Douglas Costa sulla destra, il quale, messa palla radente verso il centro dell’area piccola, trova il nazionale tedesco che colpisce a botta sicura. Meret vola alla sua sinistra e devia con la mano in calcio d’angolo un gol praticamente fatto. Szczesny non è da meno su un bolide da fuori area calciato di prima intenzione da Zielinski sugli sviluppi di un corner. E sempre da calcio d’angolo, il portiere polacco si esalta con un intervento, tanto prodigioso quanto fortunato, su un colpo di testa di Manolas. Nella mischia, il greco, marcato da De Ligt, riesce a liberarsi grazie ad un blocco involontario di Khedira, stacca con i giusti tempi e incorna verso la porta con forza, tuttavia l’estremo difensore bianconero intuisce la direzione e respinge come può verso la linea laterale. 

Spleen: Sapevo fosse stata combattuta, adesso arriva al dunque. Chi l’ha spuntata?

Hury-El: Non essere impaziente. Siamo al minuto 71’ e Ancelotti opera un doppio cambio: fuori Mario Rui e Allan, ammonito e diffidato, dentro Ghoulam ed Elmas. Due minuti più tardi Martusciello, il secondo di Sarri, fa uscire dal campo Khedira per Federico Bernardeschi. Il messaggio è chiaro la Juve vuole vincere non meno del Napoli. Così facendo però la Vecchia Signora ha cominciato un po’ a perdere di equilibrio e il Napoli grazie alla freschezza e alla personalità del giovane Elmas, che chiede e smista palla, riesce ad ottenere lentamente una certa padronanza del gioco. 

Gli ultimi dieci minuti della partita, mio caro Spleen ne riparleremo ancora e ancora. So che hai una domanda stretta in gola, ma ti prego di attendere e ascoltare, poi mi dirai tutto. Dal minuto 81 al minuto 87 è accaduto davvero di tutto. Un intervento molto duro di Maksimovic su Cristiano Ronaldo ha quasi innescato una mischia tra i giocatori, solamente Orsato grazie al VAR ha potuto constatare che il fallo era da ammonizione e non da espulsione, come richiesto dalla Juventus. Neppure il tempo di riprendere il gioco che Martusciello fa uscire Gonzalo Higuain per Dybala, nel tentativo di rilegare la costruzione ormai non più precisa e pulita come a inizio ripresa. Ed effettivamente le trame sembrano migliorare, consentendo a Cristiano di accentrarsi nell’attacco juventino. Ma è il Napoli a colpire al minuto 87, proprio come la Juve di Allegriana, memoria vuole. 

Spleen: Chi di spada ferisce…

Hury-El: Di spada perisce. Dopo aver assorbito l’ultima ondata bianconera, conclusasi con un tiro da dentro area proprio di Dybala, ma neutralizzato con sicurezza da Meret, l’estremo difensore rilancia con le mani all’indirizzo di Insigne, il quale elude abbastanza facilmente il tentativo di intervento di De Sciglio e si invola nella meta campo juventina. Come sempre “Ciro” Mertens gli corre affianco, facendo movimento e disorientando la decisione che De Ligt dovrà prendere. Insigne punta Bonucci, l’olandese allora decide di stringere e convergere verso il capitano del Napoli per impedirgli la conclusione. Lorenzo, rallenta la sua corsa, e con un delizioso tocco di punta esterna sinistro mette solo davanti al portiere il folletto belga. Mertens non ci pensa due volte, e di prima scarica con tutta la potenza sotto la traversa. Il Napoli si porta nuovamente in vantaggio a tre minuti più recupero dalla fine della partita. I tifosi napoletani sono in delirio, un boato vero e proprio nonostante il numero ridotto di supporter a cui è stato possibile assistere alla partita. Ancelotti alza il pugno, il segnale è più che mai chiaro: ci siamo. Poi da istruzioni ai suoi di non mollare e coprirsi con criterio senza farsi prendere dal braccino. I ragazzi sembrano aver colto l’importanza del momento, lo testimonia l’impegno messo in campo nel fare muro negli ultimi sei minuti di recupero, in cui la Juventus ha espresso il massimo sforzo per riuscire a riottenere il pareggio. Invano tuttavia. Lo Juventus Stadium è espugnato, il campionato si è fatto un po’ meno bicromatico. Adesso la sfida è lanciata a tutti gli effetti. Ammesso che qualche outsider non si manifesti improvvisamente.    

Spleen: Avvincente Hury. Avvincente. Hai acceso una fiamma su questo campionato, l’hanno accesa. Ci sarà da divertirsi.

Continua…

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