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La Lazio ha scoperto i limiti della Roma

Hury-El: Amico mio, ma dimmi, non riesco a credere che tu non abbia concentrato le tue forze sulla previsione di qualche evento. Mentre assaporo questo vino, raccontami cosa hai visto, non tenerlo per te. Misterioso di un oracolo.

Spleen: Ci hai preso vecchio Hury, io dovevo soddisfare la mia sete di calcio, non ho resistito allo spettacolo del derby. Peccato piovesse, abbastanza forte. Peccato le forze dell’ordine fossero pronte alla battaglia. Sai la morte di quell’ultras, Diabolik, ha messo in grossa agitazione un po’ tutti. Temevano che le due curve si alleassero contro le autorità.

Hury-El: Ci sono stati disordini?

Spleen: Hanno avuto buon senso, per Diana. C’è stato qualche striscione d’omaggio.

Hury-El: C’è qualcosa che non ti ha convinto Spleen? Sei corrucciato.

Spleen: L’Olimpico mi ha deluso, o meglio mi ha deluso la presenza all’Olimpico, era in gran parte biancoceleste ma poco più di 40mila. Le arene dovrebbero essere completamente piene per queste partite. Sarà giocare alle 18, sarà l’ultima domenica d’estate canonica. Sarà…

Hury-El: Ma non ti sei divertito?

Spleen: Certamente, lo spettacolo non si è fatto attendere, chi non l’ha visto se lo è perso.

Le squadre sono arrivate che erano quasi le 17.

Dovevi vederli gli uomini di Inzaghi, leggeri, impegnati a sorridere e masticare enormi gomme, avevano gli occhi ancora pieni della partita di Marassi e il sabato pomeriggio concessogli di libertà.

Gli altri, invece, quelli di Fonseca, erano abbastanza nervosi. Solari ma preoccupati. Vecchio Hury, lo sapevano bene che se avessero difeso come contro il Genoa…ecco, le avrebbero prese di santa ragione.

Hury-El: Ma come erano schierati?

Spleen: Sai Simone ha schierato la stessa e identica formazione messa in campo a Marassi, con l’eccezione per Leiva. Ha recuperato il brasiliano e non poteva farne a meno. Ha rischiato. Il portoghese no, è stato furbo. Ha confermato in parte la squadra schierata contro il Genoa, tranne la coppia centrale Fazio-Juan Jesus e Kluivert. Dentro Mancini, Florenzi a sinistra da ala e a destra dietro ci ha messo Zappacosta.

Quando i ragazzi sono entrati in campo, ammetto che anche se pochi i tifosi si sono fatti sentire. Mi hanno fatto un po’ ricredere. È stato uno spettacolo suggestivo: i cori, qualche fumogeno, le sciarpe, la pioggia, il cielo basso e greve. Sembrava la speranza piangere, sembrava l’inizio di una battaglia. Cosi è stato amico mio.

Hury-El: Racconta…

Spleen: Quando l’arbitro ha fischiato, la Lazio si era messa in testa di studiare i cugini. I tre di difesa facevano girare la palla, Lucas Leiva effettuava una salida valdopiana, mettendosi a 10 metri dalle mezzali e gli esterni stavano poco alti. Luis Alberto dava qualità. Ma non spingevano caro Hury e quando la Roma pressava, cercavano Milinkovic.

D’altro canto i giallorossi erano imprecisi, Cristante e Pellegrini in regia, facevano molta fatica. I primi dieci minuti sono stati di una noia assurda. Si rimpallavano.

Poi, sarà stato il 14esimo, Zaniolo si è intestardito con la palla, Radu gli è saltato addosso, per non perderla ha appoggiato su Under ma lento, Lulic come una furia gli ha sottratto il pallone. L’entrata è stata violenta, da arancione, ma l’arbitro non ha fischiato nulla. Luis Alberto si è trovato in possesso e senza pensarci due volte ha lanciato Immobile, scappato alle spalle di Mancini. L’ha stoppata d’esterno, si è involato, Pau Lopez è uscito, lui ha tirato d’interno con una sorta di scavetto, voleva farla girare ma…era troppo largo e la palla è andata sul fondo.

Hury-El: Oh Dei, la difesa della Roma…

Spleen: Credimi se Fonseca avesse potuto avrebbe ammazzato Fazio, che aveva perso la linea. Ma aspetta.

Stancamente e impaurita la Roma ha preso a far girare la palla. Tenendola più sulle fasce, ci provava con tutti gli uomini esterni a rendersi pericolosa: Kolarov, Florenzi, Zappacosta e Under. Zaniolo si muoveva finalmente molto bene tra le linee e dialogava alla grande. La Lazio si è trovata in difficoltà perché Lucas Leiva non poteva seguirlo e lasciare la parte centrale scoperta.

Milinkovic ciondolava e Luis Alberto, che dire, non ha attitudini difensive, tanto che anche Cristante e Pellegrini salivano.

Per cinque minuti è stato un bel vedere, i giallorossi erano veloci e intensi ma non trovavano lo sbocco, Dzeko era sempre rimpallato da Acerbi o Luiz Felipe. Un’occasione buona c’è stata verso il minuto di 17’, calcio d’angolo per la Roma. Fazio ci è andato davvero vicino, terzo tempo un po’ sporco non letto da Lulic. Strakosha si è disteso sulla sua sinistra e l’ha presa sulla linea, con la manona. Mi ha ricordato la parato di Buffon a Cagliari. Ce l’hai presente quella del primo anno della Juve in A dopo la B? Quando fece il gesto de’ “los cuevos”. Si ce l’hai presente.

Hury-El: Certo che ricordo. Ma i gol sono arrivati o no?

Spleen: Sii paziente. Anche se in difficoltà, gli uomini di Inzaghi hanno fatto un altro strappo. Il tabellino segnava il 20esimo. Acerbi non ci ha pensato due volte e ha lanciato sulla destra, mi viene difficile dirti chi ha peccato, però con Milinkovic ci è andato a saltare Kolarov, lasciando lo spazio dietro di lui completamente sguarnito, con Florenzi un po’ spaesato sulla trequarti. Il serbo l’ha spizzata superbamente, la palla è arrivata sui piedi di Lazzari che ha corso come un fulmine e l’ha messa in mezzo. Il taglio di Correa sul primo palo è stato da piè veloce, si è portato via due giocatori e il pallone giocato all’indietro ha trovato il rimorchio di Luis Alberto. Per Diana cosa ha sbagliato lo spagnolo, l’ha presa d’interno a schiacciare e l’ha messa sulla traversa. Cose da pazzi. Poi…

Sarà stato lo spavento, i giallorossi si sono riversati in avanti, un po’ alla rinfusa. Credimi se ti dico che tutte le tattiche sembravano già saltate al 25’. Non sapevi dove sarebbe finita la sfera e sul rettangolo se le davano di santa ragione. È stato Leiva, forse indietro di condizione, ha mancare un intervento a centrocampo su Cristante. Mio Dio, se lo avesse premo gli spezzava una gamba. Ma l’ex atalantino si è divincolato felinamente e ha scaricato su Zaniolo, questo senza nemmeno guardare l’ha messa in avanti verso Dzeko che invece di scappare e venuto incontro.

Sai cos’ha fatto il bosniaco? Aveva Acerbi alle spalle ma non ha scaricato, l’ha toccata di mezzo esterno per Under che si era accentrato, Radu nemmeno ha avvertito la presenza del turco, gli è sgattaiolato davanti. Tiro di destro a giro e palla alle spalle di Strakohsa. Uno a zero per gli “ospiti”, per dirla così.

Hury-El: Non me lo sarei mai aspettato.

Spleen: Nemmeno Inzaghi, era furioso. Fonseca, non l’ho mai visto cosi contento.

I giallorossi hanno cominciato a giocare davvero bene, probabilmente galvanizzati dal vantaggio.

Ho visto una velocità nei passaggi e una precisione, tanta roba. Per dieci minuti ho assistito ad un dominio della Roma. Per farla breve: Pellegrini prima con un tiro da fuori, Dzeko di testa su cross di Florenzi e poi Zaniolo in fuga ma con diagonale sbagliato, potevano raddoppiare a loro piacimento.

Solo la dea bendata ha fatto si che i padroni di casa non raccogliessero un’altra palla sul fondo della porta. Fosse stato per loro, non riuscivano ad imbastire un’azione che possiamo definire tale. Erano finite le risorse, perché i giallorossi pressavano altissimi e loro non riuscivano più a scappare alle spalle. Sembrava non ne uscissero più.

Hury-El: Sembrava?

Spleen: Sembrava. Al 37’ Milinkovic ha fatto a sportellate con Pellegrini, è passato con la suola e ha visto l’unica e sola strada percorribile: pallone interno per Correa. L’argentino non l’ha nemmeno stoppata, si è rilanciato, Fazio è rimasto fermo e Mancini ha provato a seguirlo. Ha corso per venti metri, davanti a Pau Lopez si è allungato, saltandolo, e poi morbido morbido l’ha appoggiata dentro. Tutti in piedi, o almeno dopo il Var. Pensavano fosse in fuorigioco ma era tutto regolarissimo. 1 a 1.

Successivamente per arrivare al duplice fischio sembra si fossero messi d’accordo, il possesso andava da l’una all’altra e nessuna affondava, Ho visto più errori che buone giocate.

Hury-El: Mi è parso piacevole.

Spleen: Ma alla ripresa, c’è stato da divertirsi ancora di più.

Non erano passati nemmeno due minuti dal fischio di inizio che la Lazio ha messo su una fotocopia del gol di Correa. Lucas Leiva, sempre più duro negli interventi, ha rubato palla a Zaniolo, strattonandogli anche un po’ la maglia, palla larga per Lulic che taglia dentro seguito da Zappacosta, appoggio centrale per il Tucu che la lascia lì vicino a Luis Alberto. Lo spagnolo salta Pellegrini secco, piantandolo proprio sul posto, parte veloce in diagonale a tagliare il campo, Fazio arranca a stargli dietro. Traversone basso sulla corsa di Immobile, Ciro se la porta d’interno, Fazio prova a metterlo a terra, l’attaccante incespica ma non vuole cadere, Pau Lopez si fionda, Immobile ha già calciato alla sua sinistra, la palla rasoterra è veloce, colpisce il pallo basso e si insacca. Che gioia all’Olimpico che cecchino Immobile.

Hury-El: Povero Lopez, ha corso più lui che i difensori.

Spleen: La Roma è tramortita psicologicamente ma lancia il cuore oltre l’ostacolo. Appena si riparte, la palla gira tra la coppia di centrali, arriva a Kolarov, poi Pellegrini bravo ad eludere il pressing avversario, inzucca Zaniolo che è davvero imprendibile, fugge come una lepre, uno due con Dzeko che è arretrato, allarga su Under, traversone, Florenzi scappa alle spalle di Lazzari, Luiz Felipe si addormenta, il capitano la prende al volo col piede buono ma la mette fuori di molto.

Si riparte e per almeno cinque minuti il dominio e nettamente giallorosso. Al minuto 60’ Fonseca ne cambia due, fuori Zappacosta per Kluivert e dentro Veretout per Cristante, Al 64’ proprio dai piedi di Veretout parte un missile dai 30 metri, lontano pochi centimetri dal sette. Strakosha non l’ha nemmeno vista. La Lazio è in difficolta al centro. Esce Leiva per Parolo.

Hury-El: C’è un vero è proprio assedio.

Spleen: Ma sai che gli assedi devono essere rapidi per non rischiare controffensive. Al 67’ il Tucu assume la figura di guastafeste, salta la coppia di mediani con un sol tocco e allarga per Lazzari. L’ex Spal ingaggia un duello con Kolarov, Kluivert rientra in ripiegamento, appoggio sempre su Correa che lascia in velo per Luis Alberto, Immobile imbeccato in inserimento, Mancini va in scivolata senza apparente motivo, essendo davanti al centravanti, Ciro si fa toccare e va terra. Rigore e giallo per il difensore.

Silent check, tutto confermato.

La tensione si taglia con un grissino. Sul dischetto sempre Immobile. Tutti fermi. Fischio. Palla a destra e portiere a sinistra. 3 a 1. Curva laziale in visibilio, il gruppo di giocatori è impazzito di felicità, tutti a rincorrere il bomber. Il Tucu urla verso i tifosi qualcosa in argentino, ripetendo “vamos, vamos”.

Alla ripresa delle ostilità, la Lazio si abbassa. Entra Jony, il cui transfer è arrivato da poco, al posto di Lulic, stanco. La Roma ha il possesso ma non trova l’imbucata.

Kluivert prova a portare superiorità numerica ma la maggior parte delle azioni sviluppate sull’esterno termina con un cross centrale anticipato dai difensori o da un rimpallo vinto a ridosso dell’area dai laziali.

Il più pericoloso è Dzeko che ci prova due volte da fuori, trovando sempre Strakosha.

Al 77’ Zaniolo è atterrato da Parolo in zona pericolosa, Alla battuta Kolarov sfiora il palo con una conclusione violentissima. Ci avevano creduto.

Hury-El: Eppure la Roma…

Spleen: Si amico mio, il gioco ha una sola tinta, quella giallorossa. All’80’ Fonseca richiama Pellegrini, si gioca il tutto per tutto con Pastore. L’argentino giochicchia ma non porta imprevedibilità, a questa ci pensa Kluivert.

85’esimo, l’olandese salta due uomini sulla sinistra, Milinkovic di netto e poi Patric, entrato per Lazzari, tocca centrale per Zaniolo, Dzeko si muove bene, regge l’urto con Acerbi, viene servito. Il bosniaco se la trascina di prepotenza e insacca. È la rete della speranza 3 a 2. C’è tempo per riparare.

Gli ultimi dieci minuti sono un vero e proprio assedio, un tripudio di emozioni. La Lazio è stanca, delusa per l’indirizzo preso dalla partita, ma saggia, arroccata.

La Roma è pimpante, non doma. Prendete qualsiasi giallorosso in campo, chiunque è nel vivo del gioco, cerca le verticalizzazioni. C’è troppo poco spazio, l’unico a crearlo sul serio è Dzeko. Se non puoi avere qualche uomo in più per dribbling allora te lo trovi con la forza.

Al minuto 89’ è proprio il bosniaco a svettare in aria, su una palla messa in mezzo da Florenzi, ha i giri giusti, Dzeko l’anticipa come un falco, la colpisce un po’ di fronte piena e un po’ di nuca, traiettoria in diagonale, alta di un niente.

Inzaghi trema e urla.

La Lazio non ne viene più fuori, dall’uscita di Leiva nessuno riesce a tenere la palla in mediana e a farla girare. Il dominio della Roma è inarrestabile. Mancano pochi minuti, Zaniolo scappa ancora ai centrocampisti, Dzeko gli lascia la parte centrale portando a spasso Acerbi, lui non tira, apre per Under. Il turco si ferma inspiegabilmente, rallenta il gioco, la tocca per Pastore. L’ex Psg cambia tutto per Kluivert, fa finta di scappare verso la linea di fondo, si arresta. Manovra articolata, tocca in mezzo per Veretout che legge il movimento di Kolarov, la tocca leggera. Il serbo non ci pensa due volta, scocca una botta clamorosa. Anche questa è fuori.

Mancano pochi secondi, Strakosha la butta più lontano che può. L’arbitro fischia è finita.

Il derby del cupolone finisce alla Lazio, i padroni di casa. La squadra che forse ha meritato meno si prende tre punti. Alla Roma resta l’amarezza, il gioco spumeggiante e una coppia di centrali disastrosa, Petrarchi ha preso Smalling, Fonseca spera sia quello giusto.

Questa lupa ha buone potenzialità, è viva. La Lazio ha scoperto i limiti della Roma, è una squadra ostica, ha ricordato le squadre di Simeone.

Volevo lo spettacolo amico mio, me lo hanno offerto.

Hury-El: Siamo deliziati vecchio mio.

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