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Juve-Napoli è una storia già letta

Juventus-Napoli sembra essere una di quelle storie già lette.

Un romanzo che presenta suspense nelle ultime pagine, dove può succedere qualsiasi cosa, un “best seller”, la storia “della partita” della vita, dove il protagonista si chiama Kalidou Koulibaly.

Era il 22 Aprile del 2018 quando al novantesimo, nelle ultime righe del racconto, il gigante senegalese accese quell’euforia che tanto mancava nella città partenopea. Finalmente Napoli poteva sognare in grande, sconfiggere l’antagonista. Peccato, però, che qualche settimana dopo a Firenze veniva presentato il sequel della storia, che buona parte del calcio italiano ricorda con dispiacere. 

Due stagioni dopo, alla sola seconda giornata di campionato, è ancora Juventus-Napoli. Che sia settembre o maggio le emozioni pre-partita sono le stesse: tra tensione ed eccitazione, si vive di paura e allegria. In città i problemi sono accantonati per un po’, perché se vince la squadra azzurra allora vince anche Napoli. 

Ci si unisce tutti, si invitano parenti ed amici a casa per l’evento dell’anno. C’è sempre qualcuno, però, sfiduciato. Si conosce il finale della collana da otto anni oramai. Per qualcuno conta, per altri meno. Anche perché al cuore non si comanda e l’amore passionale del napoletano verso la propria squadra di calcio è infinito.

Il romanzo è edito ancora sabato 31 settembre e non sembra promettere bene. Nel primo capitolo sono due le sberle subìte dagli azzurri, la seconda fa più male perché è messa a segno da colui che saltava e cantava con gli eroi qualche anno prima, quell’Higuain reso re nella sua breve, ma intensa, storia sotto il Vesuvio. Il capitolo secondo si apre ancora peggio quando, a 17 minuti dall’inizio della lettura, l’antagonista degli antagonisti, Cristiano Ronaldo, sembra chiudere la lotta.

Come un fulmine a ciel sereno, però, gli eroi azzurri reagiscono. Prima Manolas, poi Lozano. I volti nuovi del Napoli rendono più interessante la storia. Si entra nella fase clou. Di Lorenzo firma il pareggio all’Allianz Stadium per 3-3. È una reazione degna di un romanzo, un viaggio narrativo, un film di Sylvester Stallone.

Ma è una storia già letta, un romanzo già visto. Sì, perché è proprio quando tutto sembra andare al meglio, o al peggio, a seconda della fede del lettore, che le ultime righe del capitolo ti spiazzano per l’ennesima volta.

Poteva concludersi così, con un conto in sospeso, e sarebbe stata una battaglia ugualmente spettacolare.
Invece è il protagonista prescelto Koulibaly ad essere bersagliato dallo scrittore: con un colpo goffo tradisce, involontariamente, la sua armata. Era scritto, non poteva esserci finale diverso.
Poteva concludersi diversamente, ma dimentichiamo che questo autore sconosciuto da otto anni indossa la maglia bianconera.

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