was successfully added to your cart.

Carrello

Sans-serif

Aa

Serif

Aa

Font size

+ -

Line height

+ -
Light
Dark
Sepia

Leclerc si è preso SPA e la Ferrari

Era chiaro sin da venerdì chi sarebbe uscito vincitore da questo entusiasmante weekend sul secondo tracciato più veloce del circus. Ma, sebbene abbia soli 21 anni, Charles Leclerc non si è fatto travolgere dall’euforia. É restato concentrato, deciso e perseverante nella lotta alla conquista della sua prima vittoria in Formula1, e della sua prima vittoria in Ferrari come pilota più giovane alla guida della rossa di Maranello.

Dopo aver collezionato ottimi tempi in tutte e tre le sessioni delle libere di venerdì, il sabato – complice le poche opportunità capitate sotto mano alla Mercedes e alla RedBull – il cavallino riesce a rifilare una storica doppietta in qualifica, su uno dei percorsi più favorevoli alla livrea Mercedes.

Una storica doppietta che ha saputo concedere un attimo di respiro a quelle che erano le gerarchie ormai strenuamente rodate e confermate per tutta la prima parte della stagione. Charles Leclerc e Sebastian Vettel riescono ad accendere un lume di speranza nei centinaia di cuori di tifosi della rossa che si sono spinti sino in Belgio alla ricerca della prima vittoria stagionale targata Ferrari. 

La gara della domenica non inizia nel migliore dei modi, dovendo dolorosamente ricordare la perdita di un pilota francese in Formula2, amico d’infanzia di Charles e Max Verstappen.

Il primo giro a Spa è fatale: Max Verstappen si ritrova coinvolto in un’arruffa alla prima curva con Kimi Raikkonen. Dopo neanche mezzo giro viene chiamato il regime di Safety Car prima per Verstappen e poi per Carlos Sainz, anch’esso coinvolto in un parapiglia alle prime battute.  

Per Albon, nuovo acquisto della RedBull, la gara diventa tutta in discesa potendo garantirsi – a rigor di logica – un piazzamento miglior del suo compagno di squadra olandese.

E proprio Albon si rende protagonista di una scalata dalla 15esima posizione sino alla quinta, alla conquista del suo miglior piazzamento stagionale. Non male per un neo-promosso.

Un altro storico risultato raggiunto – sempre partendo dai bassi fondi – è quello ottenuto da Dany Kvyat: 18esimo in qualifica e 7imo in griglia finale. Non male per una seconda scelta che avrebbe dovuto patire le pene dell’inferno nel lottare contro il predestinato Pierre Gasly, retrocesso alla ToroRosso.

Sul versante Renault, Spa è stata una debacle parziale. Qualificatisi in ottime posizioni, con ottime speranze per la gara belga, il motore Renault non ha retto alla verve di Daniel  Ricciardo e all’ambizione di Nico Hulkenberg – già appiedato dalla scuderia francese per il campionato 2020/2021 – che però riesce comunque a strappare con i denti un ottimo ottavo posto.

Perez si riconferma l’ottima scelta della Force India, garantendosi la sesta posizione finale a discapito proprio di Lando Norris. Un Lando Norris che lascia i Paesi Bassi del tutto amareggiato per quella che è stata la sua gara. 43 giri effettuati controllando e mantenendo la quinta posizione, beffato sul più bello all’inizio del 44esimo giro dal motore McLaren. Che peccato per un talentino che sta portando in auge l’onore della storica scuderia McLaren.

 Discorso a parte per le Haas di Grosjean e Magnussen che paiono, sin dal primo giro, totalmente inadatte alla competizione. Veramente ridicola la prestazione offerta sin ora dalla scuderia americana, la quale è riuscita a far meglio solo della Williams – collezionando 26 punti costruttori iridati.

Da ricordare la bella prestazione offerta da Antonio Giovinazzi, conclusasi in malo modo con un fuori pista e una 18esima posizione finale. Ed infine un Kimi Raikkonen che non si è mai ripreso dallo scontro con Verstappen. Problemi a non finire per l’Alfa Romeo Racing che, immeritatamente, non raccoglie alcun punto utile in Belgio.

Avendo scalato in senso ascendente le posizioni in griglia finale, ora arriviamo alla tanto sudata festa targata Ferrari.

La tattica formulata in pre-gara nei box del cavallino è chiara: Sebastian Vettel, differentemente quanto successo in Bahrein, avrebbe dovuto fare da sostegno e da argine agli attacchi della Mercedes, per concedere al giovane monegasco la possibilità di portarsi a casa la prima vittoria stagionale.

La tattica funziona fino al momento in cui, a ridosso del primo pit-stop, si avverte la strana sensazione di un Vettel in seria difficoltà nella gestione dei pneumatici e nella gestione della monoposto in generale. Vettel inizia a viaggiare a velocità del tutto differenti dal quartetto iniziale di cui lui stesso fa parte (Leclerc, Vettel stesso, Hamilton e Bottas). Complice un’usura dei pneumatici importante, Vettel inizia a difendere la posizione non solo per evitare guai a Leclerc, ma anche perché egli stesso non riesce a proporre uno stile di guida più offensivo ed aggressivo. 

La storia cambia dopo il primo pit-stop: pneumatici nuovi, sebbene siano di mescola media, concedono maggior grip per poter dimezzare lo svantaggio acquisito nei confronti di Hamilton e Bottas. 

Svantaggio alla fine recuperato solamente nei confronti di Bottas, visto che il 5 volte campione mondiale riesce ad aumentare il passo e a mettere in seria difficoltà Charles Leclerc.

Difficoltà che però non impensieriscono il talento del cavallino, che in tutta scioltezza allunga il passo e riesce a mantenere un contenuto vantaggio fino alla fine nei confronti di Lewis Hamilton.

Valtteri Bottas risulta non pervenuto in questa querelle a Spa. Addetti ai lavori parlano di riposo sugli allori dopo la sua riconferma per il prossimo anno da parte della Mercedes. Lasciando da parte le futili speculazioni, è innegabile però che del Bottas di inizio stagione non c’è più traccia. 

Charles Leclerc oltre ad aver portato in casa Ferrari la prima vittoria stagionale, festeggiata in special modo dal team principal Mattia Binotto, è riuscito a porre in serio dubbio la posizione di Sebastian Vettel come primo pilota della Scuderia di Maranello. 

Molti parlano di una vettura improntata molto di più sulle esigenze del pilota monegasco che su quelle del tedesco, viste le difficoltà in cui è incappato Sebastian in questa gara e anche nelle precedenti.

Se fosse così, sarebbe l’inizio di una rivoluzione che avrebbe dello spettacolare.

Certo è che Leclerc – oltre ad aver conquistato Spa – pare essersi preso proprio la Ferrari, strappandola al 4 volte campione mondiale, Sebastian Vettel. Non una cosa di tutti i giorni, insomma.

Lascia un commento