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La Juve vola e la viola è ancora a zero

“La Juve vola e la viola è ancora a zero”

Hury El

È ancora il vostro Hury-El a parlarvi dal grande tempio di Amon, in cui noi oracoli, tra una profezia e l’altra, ci intratteniamo parlando di sport. Non sempre le nostre visioni sono veritiere, ma questo è da tenere in conto vista la nostra natura e le conseguenti interpretazioni. Tuttavia, per quanto sia nelle nostre capacità divinatorie, tenteremo sempre di offrire la profezia più accurata possibile al gentile lettore.

Oggi, durante la mia passeggiata giornaliera lungo il Viale delle Sfingi, improvvisamente un tumulto interiore di curiosità ha iniziato a scuotere la mia pace. Ho capito immediatamente che si poteva trattare solamente di qualcosa accaduto nell’etere sportivo, e che io, fortunatamente, avevo avuto modo di intercettare. Colori viola su sfondo striato bianco e nero. La Juve vola e la viola è ancora a zero.

L’anticipo della terza giornata di Serie A mi si stava palesando così come in altre occasioni ma questa volta è diverso. La ormai trentennale rivalità tra Fiorentina e Juventus avrebbe visto nascere un nuovo capitolo da ricordare.

Firenze attende ancora di conquistare i suoi primi punti in questa stagione. I bianconeri non possono permettersi di steccare. Non quest’anno, data la concorrenza più decisa rappresentata da Inter e Napoli. Il clima prepartita è teso. La frustrazione dei tifosi viola per non essere ancora riusciti a raccogliere un punto dopo il finale di mercato scoppiettante, si somma all’antipatia palese verso i supporters juventini, creando così una potenziale Santa Barbara. Il Franchi è pronto a offrire spettacolo.

Maurizio Sarri non è voluto mancare per questa partita. Nonostante non sia ancora al meglio delle condizioni, il comandante ha voluto esserci in tutti i modi per questa sfida importante, nella sua Toscana.

Il tecnico juventino schiera la sua squadra con il suo classico 4-3-3 rappresentato negli interpreti da: Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Rabiot; Douglas Costa, Higuain, Cristiano Ronaldo.

Vincenzo Montella, graziato dalla società solo in virtù dell’affetto che lo lega alla piazza grazie ai risultati e il gioco mostrato nella sua precedente avventura in viola, risponde con il proprio 4-3-3. Gli undici della Fiorentina schierati dall’allenatore campano sono: Dragowski; Lirola, Milenkovic, Pezzella, Dalbert; Castrovilli, Badelj, Pulgar; Chiesa, Boateng, Sottil.

Ore 15.00, l’arbitro Irrati (considerato tra i migliori d’Europa nell’utilizzo del VAR) fischia il calcio d’inizio, la Fiorentina gioca il suo primo pallone indietro e subito scatta il pressing bianconero. Badelj mette ordine cercando e ottenendo un triangolo in disimpegno con Pezzella.

La pressione portata dalla Juventus è coordinata e rapida, tant’è che costringono Castrovilli ad un appoggio approssimativo all’indirizzo di Boateng. Rabiot intercetta la palla, la tocca per Pjanic, leggermente arretrato sulla trequarti ospite, il quale, alzata la testa, tenta subito il lancio per Cristiano Ronaldo sulla sinistra. Il colpo è preciso, ma lo è anche l’intervento di Lirola, che anticipa il portoghese con un bel colpo di testa e innesca, involontariamente, la corsa di Sottil, andato poi a schiantarsi su Alex Sandro in chiusura in fallo laterale. Al minuto 5 già si intuisce che le ripartenze non mancheranno.

Con lo scorrere dei minuti gli ospiti si fanno sempre più padroni del gioco, con un Rabiot attento su tutti i palloni e intelligente nel rigiocarli quando in verticale, quando sui compagni di reparto, così da dar respiro alla manovra.

Gli interventi non mancano in campo, costringendo Irrati a sventolare all’undicesimo minuto un cartellino giallo all’indirizzo di Pulgar per un intervento col piede a martello commesso in pressione su Pjanic. Polemiche vistose da parte dei giocatori della Fiorentina mentre alto si alza un coro ingiurioso dalla fiesole nei confronti dell’arbitro. Il direttore di gara ha tutta l’intenzione di non lasciarsi sfuggire di mano la partita. Il gioco spezzato e l’ammonizione ne sono la prova provante.

Tuttavia, controllo e protagonismo a volte tendono a confondersi nell’egocentrico mondo dei fischietti. Ma ci torneremo in seguito.

Al minuto 13 la prima vera conclusione pericolosa nello specchio della porta ad opera di Higuain viene sventata da un grande intervento di Dragowski. Fraseggio della Juve a centrocampo, poi Khedira trova lo spazio per il suggerimento lungolinea per l’accorrente Danilo. In slancio supera in velocità e fisico il neo acquisto viola Dalbert e taglia verso il limite destro dell’area di rigore. CR7 dalla sinistra taglia verso il cuore dell’area, il Pipa si sgancia rimanendo vicino al dischetto. Servizio preciso e radente per l’argentino che di prima intenzione calcia verso lo specchio. Il buon posizionamento del polacco gli ha consentito di raggiungere il pallone sotto la traversa e alzarlo in calcio d’angolo. Applausi da parte del popolo juventino all’indirizzo di Higuain e Danilo, altrettanto scoscianti da parte dei tifosi viola per l’intervento di Dragowski.

Sarri tenta di rimanere calmo, non è semplice tuttavia. Ogni tanto torna a sedersi in panchina masticando nervosamente il filtro di una sigaretta. Montella battendo le mani fa cenno di svegliarsi, non ricordando probabilmente che pochi minuti prima dell’ammonizione di Pulgar, erano state proprio della Fiorentina le prime conclusioni offensive: un potente destro di Chiesa finito in tribuna, e una buona triangolazione ottenuta tra Sottil e Boateng, consentendo a quest’ultimo di calciare verso la porta. Tiro centrale, bloccato da Sczszesny.

La Juve continua ad avere il pallino del gioco. La Fiorentina sembra non riuscire a pressare con i giusti tempi. Pare un mezzo miracolo il fatto che la difesa gigliata non abbia consentito altre occasioni da rete clamorose ai bianconeri. Si segnalano due tiri di CR7, uno potente ma finito abbondantemente a lato della porta al minuto 16, l’altro troppo schiacciato e terminato docilmente tra le braccia del portiere in presa bassa al 20’.

Pochi minuti più tardi, in seguito al quarto calcio d’angolo della squadra ospite, e alla ribattuta di Pezzella con un vigoroso colpo di testa, la palla arriva tra i piedi di Chiesa che immediatamente tenta il break. Superato Khedira, il tedesco non può che afferrarlo per la maglia e rimediare inevitabilmente un cartellino giallo, che se non avesse speso avrebbe consentito a Chiesa un 1 vs 2 in campo aperto. La Fiorentina tenta intorno alla mezz’ora di alzare il baricentro, ma fatalmente viene colpita proprio in transizione. La difesa viola aveva retto bene negli ultimi 25 metri, ma quel pizzico di coraggio in più è stato pagato a caro prezzo.

Minuto 29, la Juventus si porta in vantaggio grazie alla rete di Cristiano Ronaldo. Un errore in fase di impostazione offensiva di Badelj apre alla possibilità di contropiede. Pjanic anticipa Boateng sceso a fare sponda, serve immediatamente Khedira, il quale prima taglia verso il centrocampo, poi passa la palla sulla corsa di Douglas Costa. Il brasiliano controlla la sfera in corsa, dribbla il suo connazionale ex Inter, e punta il vertice sinistro dell’area di rigore. Pezzella fa movimento per chiudergli la diagonale, ma Costa sterza ancora verso il fondo costringendo il centrale viola a un recupero affannoso. Raggiunto il limite si arresta, Pezzella scivola via, cross di sinistro sul secondo palo dove svetta Cristiano Ronaldo. Colpo di testa forte, preciso, a fil di palo.

Nulla può Dragowski. Esulta CR7 sotto la curva dedicata ai supporters bianconeri. La macchina da gol portoghese non si ferma mai.

Sarri sorride mentre stringe ancora tra le labbra il filtro della sigaretta. Montella osserva in silenzio a braccia conserte e sguardo di disappunto. D’altronde il gol è arrivato in seguito ad un errore tecnico e non tattico stavolta. Poi meriti ai giocatori juventini per l’esecuzione del contropiede e alla classe degli interpreti.

I tifosi della Fiorentina si fanno sentire. Incitamento misto a rabbia e frustrazione, visto anche chi si affronta, e dove lo si affronta. Commisso osserva scuro in volto.

La partita riprende ma il copione sembra non essere affatto cambiato. Juventus padrona del gioco e Fiorentina nuovamente cauta e pronta a ripartire. L’obbiettivo viola pare essere non voler subire un passivo peggiore prima dell’intervallo.

Poi la beata incoscienza di Castrovilli, classe 97, detta un’azione personale in strappo, seminando il centrocampo juventino, che termina con un filtrante molto bello per Sottil. Tuttavia, ingolosito dalla possibilità, il nativo di Torino calcia prepotentemente sull’esterno della rete per la disperazione di Boateng, il quale aveva tagliato sul primo palo anticipando i tempi di De Ligt e aspettandosi il passaggio giustamente.

Arriviamo dunque all’intervallo segnalando un tentativo velleitario da fuori area di Douglias Costa al minuto 39, e un dai e vai leggermente troppo lungo perché Higuain possa arrivarci e conclusosi tra le braccia di Dragowski in uscita bassa.

Tra primo e secondo tempo le due tifoserie si sbeffeggiano a vicenda, andando anche decisamente al di là del buon gusto. Il ritorno in campo dei giocatori della Fiorentina è accompagnato da un boato viola, mentre piovono fischi assordanti per il rientro sul terreno di gioco della Juventus.

Schierate le due squadre, accomodatisi i due allenatori, la partita può riprendere per la seconda frazione al fischio di Irrati.
Il primo pallone della ripresa è giocato dalla squadra bianconera. Higuain tocca all’indietro verso il regista bosniaco della Juventus al quale basta alzare la testa per tentare il lancio in direzione di Cristiano Ronaldo. La palla è precisa, il portoghese controlla, ma su di lui piomba il raddoppio di marcatura di Castrovilli e Lirola, costringendo CR7 a rinunciare all’offensiva e a rigiocare palla su Rabiot al centro del campo. Il francese gestisce bene la sfera e apre su Khedira, inseritosi tra centrocampo e trequarti. Il tedesco con due tocchi cerca immediatamente Higuain, sceso per cercare lo scambio, ma Milenkovic interviene subito in maniera decisa ma fuori tempo, commettendo fallo appena fuori dall’area di rigore. Irrati redarguisce il centrale viola e gli dà l’ultimatum prima che scatti l’ammonizione.

Minuto 47 punizione da posizione favorevole per la Juventus. Pjanic si avvicina il pallone, tuttavia Cristiano cannibalizza la piazzola e si incarica lui della battuta. Dragowski posiziona la barriera, Irrati fischia, battuta forte del portoghese direttamente su Pulgar. Steso il calciatore cileno, preso proprio dove fa più male dalla cannonata di CR7. La ribattuta termina tra i piedi di Douglas Costa che, anziché arrestare il gioco per permettere al giocatore a terra di riprendersi, si coordina e lascia partire un tiro a giro che termina sul fondo. Nuove vibranti proteste da parte del pubblico e dei giocatori nei confronti del direttore di gara per l’atteggiamento poco sportivo dello juventino.

La partita si riaccende subito con l’inizio della ripresa. La Fiorentina, sentendosi non tutelata in quel momento, mossa da un moto di rivalsa, ha iniziato a buttare la gara sull’agonismo. L’aggressività si fa sempre più evidente, ne sono prova gli interventi duri di Badelj su Rabiot al 49’, e di Castrovilli su Cristiano Ronaldo 51’, quest’ultimo rimediando anche un giallo. Chiesa non molto assistito, nonostante il grande movimento prodotto tra le maglie bianconere, inizia a dare segno di insofferenza allargando le braccia o abbassando la testa.

Al minuto 57, proprio come nel primo tempo, a causa di uno sbilanciamento eccessivo della Fiorentina in avanti, da una rimessa laterale battuta velocemente da Alex Sandro si scatena il contropiede con CR7. Higuain si sgancia dalla marcatura di Pezzella e cerca di farsi vedere dal portoghese per un fraseggio rapido. Cristiano, affiancato da Lirola nella corsa, si arresta e mulina un paio di volte i piedi davanti alla sfera prima di toccarla rapida sulla volta di Alex Sandro alle sue spalle in sovrapposizione.

Il brasiliano controlla e si porta avanti la palla, mentre Higuain, visti gli sviluppi, riparte ad attaccare l’area di rigore. Il terzino bianconero arrivato quasi sul fondo alza la testa, vede il movimento del suo centravanti, poi nota che un treno con la numero 7 sulle spalle sta arrivando al limite dell’area di rigore. Opta per questa ultima soluzione Alex Sandro, e la tocca per Cristiano che di prima fa partire un bolide direttamente su Dragowski che non può che respingere. Sulla ribattuta Pezzella va per spazzare via la palla, tuttavia il Pipa anticipa leggermente il suo connazionale costringendolo a calciargli la caviglia. Higuain va a terra. Per Irrati non ci sono dubbi: è rigore.

La Fiorentina accenna la protesta più per frustrazione che per effettivo dubbio sulla concessione della massima punizione. Cristiano prende il pallone, lo posiziona sul dischetto tra i buu e i fischi del Franchi. L’arbitro fischia, il portoghese calcia. Dragowski si tuffa alla sua destra, la sfera si insacca a sinistra. La Juventus raddoppia. Sembra quasi fatta per i ragazzi di mister Sarri.

Montella dopo il secondo gol subito dalla propria squadra opera un doppio cambio al minuto 61. Fuori Sottil per Ribery e Boateng per Vlahovic. Ormai l’allenatore viola sa che non ha più nulla da perdere e vuole giocarsi tutte le carte a sua disposizione. E immediatamente, forse sarà stata la carica che il campione francese della Fiorentina ha portato con sé in campo, forse la sensazione che il compito sia stato svolto da parte della compagine bianconera, la Viola si desta e inizia a giocare più spregiudicatamente in velocità. Ribery e Vlahovic si trovano alla grande spostando l’attenzione della retroguardia juventina sulla destra, consentendo così di avere maggiori spazi tanto per Chiesa, quanto per gli inserimenti di Pulgar.

Adesso il possesso palla sembra essere appannaggio della Fiorentina. Montella chiede a Chiesa e Ribery di scambiarsi di fascia ogni tanto, e quando il francese si trova sulla sinistra dimostra a Danilo che ancora può fare la differenza e che la classe non svanisce col tempo. Al 66’ uno scambio tra Pulgar, Badelj e Vlahovic favorisce sulla destra la stoccata di Chiesa che termina alta sopra la traversa.

Pochi minuti più tardi Sarri decide di sostituire Higuain, applaudito anche oggi dai tifosi bianconeri, per inserire Dybala e creare così maggiore imprevedibilità in fase di possesso e impostazione. Ma in questo momento della partita la Fiorentina sembra averne di più, non si sa cosa esattamente, forse rabbia agonistica, forse lo spettro della terza sconfitta consecutiva e, oltretutto contro i rivali più acerrimi, ma in questa fase ne ha più della Juve.

L’orgoglio di Ribery fa da guida al gruppo, tanto che i bianconeri dal momento del raddoppio fino al minuto 78 non tireranno più in porta. Arriviamo dunque al 81’, quando sembrano rinascere le speranze nel popolo viola in seguito alla rete segnata da Badelj che accorcia le distanze.

In seguito alla battuta di un calcio d’angolo, guadagnato da Ribery su tentativo di dribbling, Bonucci respinge di testa non lontano, e su quella palla si avventa il croato della Fiorentina che con un rasoterra preciso verso l’angolo destro di Szczesny porta la partita sul 1-2. Il finale di match diventa incandescente. Il tifo viola si fa assordante al Franchi. Montella applaude e li incoraggia a riagguantare il risultato.

Sarri decide di fare il secondo cambio: fuori Khedira, dentro Matuidi. Servono polmoni freschi e gambe forti per questo assalto finale. Infatti, al minuto 86, in seguito ad un pallone perso banalmente da Chiesa, decisamente stanco ma inamovibile agli occhi di Montella, Danilo si invola e scambia rapidamente con Costa che gli restituisce la palla in profondità. Dybala si sposta sulla destra quasi a voler suggerire il dai e vai con il terzino destro bianconero, il quale asseconda l’intenzione dell’argentino.

La Joya però, ricevuta palla, sulla pressione di Milenkovic, si volta splendidamente sul perno e aggira il serbo portandosi la sfera sul mancino. Neanche a dirlo lascia partire il suo splendido sinistro che va a infilarsi proprio sotto la traversa lasciando fulminato Dragowski. Conclusione splendida dell’argentino che chiude definitivamente i conti. A un grande talento bastano pochi minuti per fare la differenza.

Lo spirito viola cede di schianto quindi, così come il tifo che si fa sempre più un mugugnare. Commisso promette tempesta.

La partita va a terminare così, senza un’ultima reazione da parte della Fiorentina, abbattuta nel risultato e nel morale. Dopo tre minuti di recupero l’arbitro Irrati fischia la fine del match consegnando i tre punti alla Juventus e lasciando la città di Firenze ancora a zero.

La Juve vola e la viola è ancora a zero.

Il mugugnare del Franchi si tramuta in contestazione per la propria squadra mista a insulti per la compagine juventina. Ma questa è un’altra storia, e a noi interessa relativamente. La partita è stata maschia ma divertente, ed io Hury-El ho goduto della mia visione almeno quanto nel raccontarvela.

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