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Atletico-Juventus: pareggio ed equilibrio

“Atletico-Juventus: pareggio ed equilibrio”

Hury-El

Sono passati solo pochi giorni dal nostro ultimo incontro. Speranzoso siate sempre dell’umore di accogliere le nostre visioni con leggerezza, non badando ai tiri mancini che gli Dei talvolta volgono verso noi oracoli, oggi vi racconterò cosa ho captato nell’etere sportivo al mio risveglio.

La Champions League 2019/2020 ha avuto inizio ieri e già abbiamo avuto modo di vedere fuochi d’artificio esplodere su vari campi, tra cui il San Paolo di Napoli. Ma è a Madrid che la visione concessami ha condotto il mio sguardo. Ben sapendo che i blancos erano di scena contemporaneamente a Parigi, ho volto la mia attenzione verso il Wanda Metropolitano impaziente di assistere al match tra Atletico Madrid e Juventus. Una partita che negli ultimi due anni ha racchiuso in sé una microstoria tutta sua, fatta di rimonte e huevos. Una partita Atletico-Juve dove il potere è dell’equilibrio.

I bianconeri ripartono anche quest’anno tra le squadre candidate alla vittoria finale della competizione, così come i colchoneros da anni ormai sono nel novero delle migliori otto d’Europa.

Le condizioni delle squadre

La Juve arriva a questo impegno dopo un pareggio ottenuto in campionato sabato pomeriggio a Firenze a reti inviolate. L’Atletico Madrid deve riscattare la sconfitta per 2 a 0 subita all’Anoeta ad opera della Real Sociedad. Entrambe le squadre hanno qualcosa da dimostrare e voglia di rivalsa, oltre all’importanza intrinseca della partita stessa.

Lo stadio è tutto esaurito. In tantissimi sono giunti da Torino per supportare questo inizio di percorso Champions subito irto e ricco di insidie. Il tifo colchoneros è assordante all’ingresso in campo delle formazioni. Diego Pablo Simeone schiera il suo tipico 4-4-2 composto da: Oblak; Trippier, Savic, Gimenez, Hermoso; Koke, Saul, Marcos Llorente, Lemar; Joao Felix, Diego Costa.

Maurizio Sarri aveva invece un nodo da sciogliere legato a chi avrebbe dovuto sostituire Douglas Costa, infortunatosi sabato e costretto a rimanere lontano dal terreno di gioco per almeno un mese. Pjanic, fortunatamente per la Juve, sarà a disposizione, ma per natura precauzionale partirà dalla panchina. Le scelte del mister bianconero sono ricadute quindi su questi interpreti che andranno a comporre il solito 4-3-3: Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Bentancur, Matuidi; Bernardeschi, Higuain, Cristiano Ronaldo.

Inizia la partita

Alle 21.00 in punto l’arbitro olandese Danny Makkelie fichia il calcio d’inizio. Palla toccata da Diego Costa all’indirizzo di Llorente. Scatta subito e rapidissimo il pressing bianconero nella persona di CR7, ma lo spagnolo appoggia su Koke alla sua destra, il quale allarga di seconda su Trippier. Subito fronteggiato da Matuidi, a l’inglese non resta che ricominciare da dietro la manovra.

Savic controlla, elude il pressing di Higuain con un filtrante per Saul. Questi alza la testa e tenta subito il lancio da 50 metri per la torre di Diego Costa. Tuttavia, il brasiliano naturalizzato spagnolo viene anticipato prepotentemente dal giovane De Ligt, niente affatto intimorito dal confronto fisico con Diego Costa. Il centravanti dell’Atletico reclama per una scorrettezza, ma Makkelie fa cenno di proseguire. Il numero 19 accende subito la radio e si rivolge all’olandese con parole certamente non gentili, magari anche con l’intento di destabilizzare sin da subito il ventenne difensore juventino.

La Juve cerca di giocare come vuole il sarrismo

I ragazzi di Sarri iniziano a cercare un possesso che possa allargare le maglie biancorosse facendo girare il pallone tra i centrocampisti e richiedendo triangoli tra le mezz’ali e i vertici offensivi. Notevole fin dalle prime battute il movimento creato da Bernardeschi nella zona di campo di Hermoso. Colpevole quest’ultimo già nei primi 8’ nel ritrovarsi spesso in difficoltà, o fuori posizione, costringendo Gimenez a fare la diagonale e un paio di rilanci alla viva il parroco. Simeone non è affatto sereno per ciò che sta vedendo. Infatti la prima conclusione della partita è bianconera ad opera di Bentancur, da fuori area, zolla centrale, finita a lato di un paio di metri.

La Juve sta alzando il baricentro, l’assenza di Godin, passato all’Inter quest’estate, a comandare il reparto difensivo dell’Atletico è difficilmente rimpiazzabile, anche e soprattutto per la leadership in campo. I colchoneros hanno però fatto un grande investimento nell’ultimo calciomercato, acquistando per l’enorme cifra di 126 milioni di euro Joao Felix dal Benfica. Adesso si comincia a capire il reale valore del ragazzo appena ventenne.

Prima occasione targata Felix

Al minuto 14 la stellina portoghese di Simeone, erede della camiseta numero 7 di Griezmann, riceve da Saul dopo che Lemar aveva interrotto il fraseggio juventino sulla trequarti biancorossa. Felix dribbla con leggerezza e velocità Bentancur che aveva stretto la marcatura su di lui sul cerchio di centrocampo, serve poi Diego Costa, il quale, ricevuta e controllata la palla, attende la sovrapposizione veloce di Trippier.

Alex Sandro, rimasto leggermente avanzato, viene preso d’infilata dal nazionale inglese che riceve il passaggio del proprio centravanti e taglia in diagonale verso il vertice alto dell’area di rigore. Accortosi della marcatura di Bonucci in chiusura e del rimontare da dietro di Matuidi, strappa ancora verso il fondo e fa partire un traversone sul secondo palo eludendo l’intervento del centrale italiano in allungo. Palla alta, troppo per Diego Costa, ma non per Felix che stoppa la sfera sull’esterno sinistro dell’area di rigore.

Finta di corpo verso il fondo, sposta il pallone leggermente con il destro e lascia partire una parabola a giro insidiosa. Szczesny si allunga alla sua sinistra e devia in calcio d’angolo un tiro velenosissimo. Il boato del Wanda scuote i colchoneros, Simeone applaude l’iniziativa. Serve maggiore coraggio. Dalla battuta del corner De Ligt svetta di testa mettendo in fallo laterale. Nulla di fatto, ancora 0-0.

Attesa Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo non si è ancora visto molto, si è limitato al momento ad essere ingranaggio del sistema, senza prendersi libertà dallo spartito. Ogni suo tocco è scandito dai fischi dei supporters colchoneros, memori non solo della remuntada avvenuta l’anno precedente, ma anche del suo glorioso passato con la camiseta blanca. Per non parlare delle due finali-derby di Champions conquistate. Improvvisamente però, dal nulla, quando non sembrava potesse essere pericoloso, lascia partire una frombolata pazzesca di collo a cui Oblak può rispondere solo con i pugni e fortunosamente, vista la direzione centrale del tiro.

La palla rimbalza fino alla trequarti dove viene addomesticata da Lemar e girata immediatamente con un’apertura sinistra-destra verso Koke. il capitano dell’Atletico tenta di innescare l’inserimento tra le linee di centrocampo juventino di Saul, ma l’azione viene interrotta da un intervento falloso di Bentancur sul numero 8 dell’Atletico. Primo richiamo per l’uruguayo al minuto 23.

Interlocutori i seguenti dieci minuti in cui la Juventus tenta ancora il fraseggio e l’Atletico Madrid cerca la ripartenza. La mancanza di aggressività della difesa spagnola favorisce il pressing bianconero e costringe gli uomini di fantasia a giocare 10 metri più indietro. Questa situazione porta a due conclusioni dei ragazzi di Sarri, entrambe finite fuori dallo specchio della porta. Una di Bernardeschi da fuori area e terminata abbondantemente sopra la traversa, l’altra di Higuain che, dopo aver ricevuto da CR7, ha lasciato scorrere in orizzontale per poi calciare forte ma non preciso a lato.

Cristiano-Gonzalo, si può!

Al minuto 37 il lampo. Dopo un’azione manovrata dell’Atletico sulla trequarti juventina, un cross per la torre di Diego Costa sul secondo palo finisce tranquillamente tra le mani di Szczesny in presa alta. Il portiere polacco innesca con una rimessa di braccio Cristiano Ronaldo, lasciato colpevolmente solo da Trippier sopravanzato.

Il campione portoghese controlla e si porta subito la palla avanti in corsa. Savic arretra fino ai vertici dell’area, poi opta per il contrasto. CR7 decide però di essere meno cannibale stavolta e non cercare a tutti i costi il tiro. Con un delizioso tocco di punta esterno fa scorrere il pallone in diagonale sulla sua destra dove il Pipa Higuain ringrazia per il suggerimento, primo tiro rimpallato, ci riprova e inchioda Oblak, mettendo a segno un gol simile a quello fatto contro l’Olympiakos nel 2017.

Urla di gioia l’argentino mentre abbraccia il compagno di reparto più celebrato. In questo momento viene da pensare perché la dirigenza juventina abbiano deciso di far fare il giro dei quattro cantoni a Higuain per poi farlo ritornare e capire che con Cristiano formano una grande coppia d’attacco. Misteri del calciomercato.

Simeone è visibilmente nervoso, ma continua a spronare i suoi cercando di trasmettere sicurezza tramite la propria personalità guerriera. Tuttavia il primo tempo si conclude senza altri sussulti, se non un cartellino giallo all’indirizzo di Matuidi per un fallo tattico su Joao Felix al 43’. La Juventus va dunque negli spogliatoi in vantaggio di un gol, legittimando una prima frazione in cui aveva prodotto più dei padroni di casa.

Secondo tempo, orgoglio Atletico

Al rientro dall’intervallo gli allenatori non hanno effettuato nessuna sostituzione. L’arbitro Makkelie fischia la ripresa del gioco e la Juventus tocca il primo pallone del secondo tempo. Sembrano si siano invertiti i ruoli, adesso sono gli uomini di Simeone a portare un pressing indiavolato. Il Cholo deve essersi fatto decisamente sentire negli spogliatoi vista la reazione immediata mostrata in campo dai giocatori.

Infatti inducono i giocatori bianconeri ad accelerare la rete di passaggi a scapito della precisione, e questo favorisce i contatti e gli scontri, terreno abituale per l’Atletico.

Al minuto 52, da una rimessa laterale in fase d’attacco, i colchoneros costruiscono un ottimo scambio tra Hermoso e Saul in dai e vai. Dopo di che, il centrocampista spagnolo vede Diego Costa staccarsi, non senza qualche strattone, dalla marcatura di De Ligt e decide di servirlo sui piedi. Il centravanti controlla la palla, attende che il centrale bianconero si muova incontro verso di lui, poi sposta la palla verso destra e tenta la percussione centrale. Szczesny è però attento, e in uscita si getta tra i piedi di Costa lanciato.

Proteste Atletico, Var in corso

Tocca decisamente il pallone ma coinvolge nell’intervento anche l’attaccante spagnolo che, accortosi dell’occasione sfumata, immediatamente si volta verso l’arbitro reclamando un rigore a suo avviso netto. Simeone schizza in aria come un tappo di Champagne e richiama il quarto uomo. Pausa VAR, silent check, tutto regolare. Il Cholo continua a protestare finché l’arbitro non lo richiama alla calma.

Passano pochi minuti e un’altra occasione spaventa il popolo bianconero. Un ottimo triangolo cercato e ottenuto sul vertice sinistro dell’area di rigore juventina tra Joao Felix e Diego Costa, porta alla conclusione centrale di Lemar. Tiro bloccato in due tempi senza troppe difficoltà dal portiere polacco.

Occasione per il raddoppio, attenta la difesa

Al minuto 62 la Juventus si fa rivedere in avanti abbastanza pericolosamente con una bella azione imbastita tra Alex Sandro che, giunto sul fondo, vince il confronto fisico con Trippier e serve una palla precisa per il Pipa Higuain. L’attacante argentino, di prima intenzione, appoggia per Cristiano Ronaldo. Il portoghese calcia subito verso lo specchio della porta, ma l’uscita provvidenziale di Savic rimpalla la conclusione di CR7 sopra la traversa in calcio d’angolo.

Solo tre minuti più tardi l’Atletico sembra voler riproporre l’azione appena sviluppata dalla Juve con Alex Sandro. Infatti Trippier, dopo una sovrapposizione con i giusti tempi, infila alle spalle il terzino brasiliano bianconero e, servito alla perfezione da Koke, lascia partire un traversone rasoterra forte e teso nel cuore dell’area di rigore. Szczesny è però in un periodo di forma e concentrazione particolarmente buono, e gettandosi sul pallone lo blocca anticipando Costa sul primo palo.

Sarri vede che qualcosa non va, che l’Atletico sta cominciando a prendere sempre più campo. Decide così di affidarsi alla prima sostituzione al minuto 68. Fuori uno spento Bernardeschi, nonostante il tanto movimento fatto nel primo tempo non ha saputo trovare la sua zona di competenza in questa partita, dentro Quadrado, il quale può offrire sia copertura che spinta.

Pareggio meritato e forze fresche

Il supporto del Wanda Metropolitano si fa più caldo; il momento è propizio.

Al minuto 73, in seguito ad una azione personale di Joao Felix sulla sinistra, Danilo è costretto a chiudere la stellina portoghese in calcio d’angolo con un intervento deciso spalla a spalla. Battuta dalla bandierina di Koke direttamente nel cuore dell’area, dove un blocco decisamente duro ma regolare di Lemar libera Gimenz per lo stacco di testa. Palla impattata un po’sporca, sulla quale nulla può stavolta il portiere juventino. La sfera si infila vicino al palo destro e gonfia la rete. Boato del Wanda. Simeone corre ad abbracciare tutta la panchina. Atletico Madrid – Juventus 1-1.

“Atletico-Juventus: pareggio ed equilibrio”

Quindi tra il 75’ e il 77’ i due allenatori preparano la scacchiera per l’assalto finale con due doppi cambi. Il Cholo fa uscire tra gli applausi del pubblico uno stanchissimo Joao Felix, autore di un’ottima partita, per Correa, sogno dell’estate rossonera, e Marcos Llorente, prova sufficiente la sua, per Vitolo.
Sarri risponde due minuti più tardi con Dybala per Higuain, buona la sua prestazione oltre alla marcatura del momentaneo 0-1, e Rabiot per il connazionale Matuidi.

La Joya ci prova

È proprio la Joya bianconera infatti a tentare appena quattro minuti dopo il suo ingresso in campo la conclusione verso la porta.

Un ottimo scambio tra Rabiot e Cristiano porta il francese ad allargare il gioco verso la trequarti destra della difesa dell’Atletico, dove Dybala, ricevuta palla sui piedi, dribbla secco Saul, si coordina e lascia partire un bel mancino a giro. Purtroppo per lui trova ben posizionato Oblak, che devia senza troppe difficoltà in calcio d’angolo.

Brivido finale per la Juve

Al minuto 83 i tifosi juventini tremano in seguito ad un palo colpito da Saul.

Una bella accelerazione di Correa sulla sinistra conclusasi con un traversone un po’ troppo esterno per Costa, diventa buona per il capitano dell’Atletico Madrid. Questi di seconda la tocca per Saul, che dai 25 metri cogli il palo alla destra di Szczesny tra il rammarico di tutto il Wanda. Simeone cade in ginocchio, poi si lascia andare a un sorriso amaro. L’occasione per ribaltare la partita si è appena spenta sul palo. Sarri urla qualcosa a Quadrado, poi si volta e sembra per la prima volta pensare che la partita potrebbe anche finire male.

Il legno pare però aver dato l’ultima scossa ai bianconeri che, riordinate le idee, fatica permettendo, tentano l’ultimo assalto per portarsi a casa i tre punti e cominciare così nel migliore dei modi questa rincorsa alla Champions.

Bentancur viene a ricevere palla tra i centrali juventini e poter così cominciare l’impostazione della manovra in superiorità numerica in palleggio. Smista il pallone a destra e a sinistra, facendosi sempre trovare come punto di riferimento per chiudere triangoli e appoggi di manovra. Non a caso a fine partita saranno ben 12.7 i km percorsi dal centrocampista uruguayo, colui che ha corso di più tra i 28, inclusi i cambi, scesi in campo. E proprio da una sua palla in verticale per il movimento a tagliare di Dybala arriva l’ultima occasione della partita per la Juve.

Ultima occasione per i bianconeri

L’argentino, ricevuta palla, prosegue il proprio taglio da destra verso sinistra, quando nota Rabiot inserirsi alle sue spalle. Così, con un colpo di tacco da palati fini serve il francese che, penetrato in area tocca verso il dischetto del calcio di rigore. Gimenez si avventa sul pallone, ma il falco con la numero 7 bianconera sulle spalle anticipa l’intervento del centrale dell’Atletico e calcia di prima intenzione di collo mancino. Oblak si tuffa in ritardo. La palla sibila vicino al palo alla sinistra del portiere sloveno tra l’UUUHH generale dello stadio. Cristiano si mette le mani sul volto e cade a terra stremato e incredulo. Onestamente questi non sono gol che è solito sbagliare.

L’arbitro Makkelie assegna tre minuti di recupero, ma entrambe le squadre sembrano aver dato tutto e non riescono più a rendersi pericolose nei cinque minuti finali.

“Atletico-Juventus: pareggio ed equilibrio”, un punto ciascuna, prima e seconda posizione del girone fino alla gara di ritorno a Torino, Lokomotiv e Leverkusen permettendo.

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