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Napoli-Liverpool, una notte da leoni

Sempre lì, sulla medesima riva del Nilo, mentre godevo il vento che agitava le foglie lungo il Viale delle Sfingi, ho visto “Napoli-Liverpool, una notte da leoni”.

Conosciamo bene il fato e il suo spirito sardonico. Il Napoli ritrova il Liverpool. La scorsa stagione gli azzurri giocarono l’ultima in Champions League ad Anfield, dove videro il sogno qualificazione sgretolarsi tra le mani di Alisson, miracoloso su Milik.

Così la prima della nuova annata europea ha detto per Ancelotti ancora Reds: è un richiamo alla vendetta ma, attenzione, potrebbe essere una trappola.

I campioni d’Europa vanno rispettati, il Liverpool sta già dominando la Premier con 5 vittorie in 5 giornate, in campo sono spesso un ciclone inarrestabile. Gli azzurri in Serie A hanno vinto due gare su tre, sono in rodaggio, i meccanismi difensivi vanno ancora a rilento, davanti c’è abbondanza tecnica.

Il San Paolo nella sua nuova veste colorata è gremito, si era molto discusso circa il mancato attaccamento continuo dei tifosi alla squadra, questo martedì cadono le questioni. Nessuno vuole perdersi “Napoli-Liverpool, una notte da leoni”.

Le formazioni

I padroni di casa indossano una veste tattica taglia: 4-4-2. Il turnover visto contro la Samp è spazzato via dall’incombenza europea, scende in campo la formazione da serate di gala. Davanti a Meret, la linea difensiva è composta da Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly e Ghoulam. A centrocampo, Callejon prende la sua fascia destra, a Insigne tocca la sinistra, la zona centrale è presidiata da Allan e Fabian Ruiz. Mertens è affiancato da Llorente.

Gli inglesi, orfani del solo Alisson, schierano Adrian fra i pali e la formazione dei titolarissimi. Difesa a 4 con Arnold, Matip, Van Dijk e Robertson. A centrocampo Henderson si riprende il suo posto accanto a Fabinho e Wijnaldum. Il tridente offensivo è quello che conosciamo tutti: Salah-Firmino-Mane.

Il primo tempo

Il tedesco Brych fischia “la notte da leoni” alle ore 21. Si apre il primo tempo della gara.

I primi 5’ minuti vanno sotto la categoria “studio tattico”. Gli azzurri fanno girare bene la palla per vie centrali, provano un paio di verticalizzazioni in velocità e sbagliano. 

Il pressing del Liverpool è altissimo e forsennato, difficile trovare la misura.

Prima palla gol a tinte azzurre

La prima palla gol è del Napoli. Wijnaldum prova a dialogare con Mane, sul quale si è incollato Di Lorenzo che rimpalla il passaggio. La sfera finisce tra i piedi di Robertson, aggredito da Callejon lo scozzese cerca ancora Wijnaldum che nel traffico è stoppato da Allan. Il brasiliano scarica su Fabian, lancio alle spalle di Matip, Mertens s’inserisce, controlla, diagonale. 

Il San Paolo ha l’impressione del gol, la palla colpisce la rete esterna. Brivido per i Reds. Klopp è nervoso.

Dominio Reds

I Reds diventano più intensi, cominciano a girare. I mediani azzurri fanno fatica contro i tre dirimpettai in maglia rossa. La fisicità degli inglesi diventa preponderante. Insigne rientra poco e male su Arnold. Al 14esimo il terzino scarica centrale su Fabinho e corre verso il fondo del campo, il brasiliano tocca per Salah che è venuto dentro, Firmino si stacca, riceve dall’egiziano e lo imbecca nuovamente tra Ghoulam e Koulibaly. Il Messi del deserto colpisce forte a girare sul secondo. Meret può solo guardare la palla sfiorare l’incrocio ed uscire.

Il Napoli è spaventato. Dal 15esimo al 25esimo è dominio Liverpool. Meret è bravo su Henderson dalla distanza prima e poi su Van Dijk sugli sviluppi di un calcio d’angolo. 

Liverpool in vantaggio

Gli azzurri hanno un problema a sinistra: non tengono Arnold e Salah. Al 27’ l’egiziano riceve da Fabinho, salta Ghoulam, mette in mezzo basso e forte. Firmino anticipa i centrali e tocca in rete. Liverpool in vantaggio.

Gli azzurri sono bloccati, il gioco latita e manca velocità. Sul versante offensivo non si riesce a creare: Mertens è oscurato da Van Dijk, Llorente si dimena tra i centrali, Insigne è inseguito da Arnold e bastonato da Henderson, Callejon ha trovato uno che corre quanto lui. Al 32esimo è sempre Mertens a provarci dalla distanza, poi niente più.

Il lampo d’Insigne

Il pallino è sempre Reds. Al minuto 40’ Manolas ridicolizza Mane con un intervento difensivo da applausi. Il San Paolo si galvanizza e lo fa anche Fabian. Lo spagnolo manda Henderson e Fabinho al bar, tocca per Llorente che si abbassa, lo spagnolo apre prima di essere atterrato da Van Dijk. L’arbitro lascia continuare, palla a Insigne, punta Arnold, Mertens taglia davanti a Matip, Lorenzo ha spazio, prova a giro, segna. 1 a 1. Un gol bellissimo. Lo stadio è un bolgia azzurra. Il capitano bacia la maglia.

Brych fischia, si va negli spogliatoi.

Il secondo tempo

I primi minuti del secondo tempo vedono un Napoli diverso, più ordinato. Ghoulam cede il posto a Mario Rui. Il Liverpool è vibrante ma impreciso.

Al 55’ Robertson lancia dal fondo, Firmino salta con Manolas, il greco ha il braccio largo, per l’arbitro tedesco è un atteggiamento scorretto: rigore e giallo.

L’ex Roma è incredulo. Ancelotti scuote la testa sconsolato.

Sul dischetto Salah spiazza senza problemi Meret, portiere a destra e palla a sinistra. Liverpool di nuovo in vantaggio.

La reazione del Napoli non arriva. Il Liverpool continua a martellare, la vuole chiudere. Al 65’ esce Wijnaldum per Chamberlain, i Reds cambiano l’assetto mediano passando a 4. È proprio il nuovo entrato a spaventare gli azzurri con una grande botta dal limite che finisce fuori.

Ecco Llorente, il primo ruggito

Il tecnico di Reggiolo corre al riparo: fuori Mertens, dentro Lozano.
Il leone di Pamplona entra in scena in “Napoli-Liverpool, una notte da leoni”: Lozano riceve palla centrale da Allan, salta Fabinho e Matip, scarica a mezz’aria, Fernando di testa va vicino al gol. Grande parata di Adrian.

L’occasione dello spagnolo cambia poco o nulla, il registro della gara è sempre nelle mani degli inglesi. Firmino stremato lascia il posto ad Origi che prende la fascia, lasciando accentrare Mane.
Esce anche Robertson acciaccato, al suo posto Milner.

Al 75’ Fabian perde una palla sanguinosa a centrocampo sulla pressione di Wijnaldum, l’olandese serve veloce Mane che corre alle spalle di Di Lorenzo, Meret esce dai pali ma il senegalese indeciso mette in mezzo una palla sbilenca che entra nelle possibilità di Salah, salva Mario Rui. 

Ancelotti tenta il tutto per tutto, via Allan, spazio a Zielinski. 

Dai piedi del polacco, all’82esimo, parte un lancio per Callejon. Lo spagnolo, mai domo spinge Milner a ripiegare, Llorente si posiziona al centro dell’attacco spintonando Matip ma l’esterno la mette bassa all’indietro, è uno schema, perché Insigne arriva a rimorchio e calcia fortissimo di destro. La palla esce di un centimetro. C’è la disperazione negli occhi dei tifosi.

All’87, con il Napoli riversato in avanti, Origi taglia il campo dopo aver ricevuto da Van Dijk, fa 20 metri e appoggia per Salah. L’egiziano velocissimo è imprendibile, la mette facile facile in mezzo dove Mane ha bruciato Koulibaly, appoggio semplice a due passi dalla porta. Palla fuori di un metro. Rete divorata. Klopp imbestialito.

L’ultima occasione

Meret batte dal fondo direttamente in avanti. Llorente svetta su Fabinho, palla sui piedi di Fabian, appoggio per Insigne che vede Callejon, lo serve sfruttando un movimento atavico. Lo spagnolo impatta, è rimpallato da Milner: calcio d’angolo.

Al 90’ Callejon è poggiato alla bandierina e chiama lo schema: è l’ultima occasione. La strategia è semplicissima: palla in mezzo verso il centro dell’area. Manolas non arriva spinto da Matip, Fabinho la sfiora ma Llorente la impatta. Palla alle spalle di Adrian, è 2 a 2.

Il Leone di Pamplona ruggisce su “Napoli-Liverpool, una notte da leoni”.

La gioia è incontenibile. L’arbitro fischia poco dopo. La beffa questa volta è per i Reds, padroni della pericolosità ma non dello spirito del Napoli.

Gli azzurri escono a testa altissima con una prestazione da squadra con gli attributi. Il San Paolo ha un nuovo idolo.

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