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La fatica è del diavolo e il derby dell’Inter

La voce inascoltata

Ascoltate, o tifosi, la voce della profetessa Cassandra, colei che tante disgrazie ha previsto, rimanendo inascoltata. Ascoltate la mia visione sull’epica lotta dello stadio Meazza, ove la sfida fra i due cugini di Milano andrà in scena. I due condottieri, io prevedo, saranno decisivi: il re Conte e il prode Giampaolo. Milan-Inter è lo scontro che le muse m’han permesso di vedere anzitempo. Le muse m’han permesso di dire: la fatica è del diavolo e il derby dell’Inter

I nerazzurri

La retroguardia di tinte nerazzurre è al completo, HandanovicSkriniar, De Vrij e Godin la compongono, davanti ad essi agisce come regista Brozovic, affiancato dall’instancabile, anche se peperino Barella e dal sorprendente Sensi, il quale tanto ha già fatto per il suo re e i suoi compagni d’armi. Sugli esterni il fedelissimo Asamoah e il lavoratore D’Ambrosio son pronti a lasciare il segno a suon di corsa e cross. Là davanti si vede scattante ed attento il “Toro” Lautaro Martinez e la “Montagna” Lukaku.

I rossoneri

Sull’altro fronte un cambio è stato forzato dalla temporanea dipartita di Calabria, che troppo ha osato a Verona, così, ecco Andrea Conti prendere il suo posto sulla destra, con i fidi compagni Romagnoli, Musacchio e Rodriguez al suo fianco. Il giovane Bennacer c’è, lo vedo davanti ai compagni della difesa, pronto ad essere la mente della sua squadra. In una così epica contrapposizione servono il talento innato di Calhanoglu e la forza  fisica di Kessiè, mentre non degno di fiducia, almeno per oggi, è giudicato Paquetà, che col suo leader ha litigato.

Novità… sì la vedo, è alto e biondo, viene dalla Germania, ma il suo sangue racconta una storia croata, è Rebic, Giampaolo gli ha affidato la fascia sinistra del suo 4-3-2-1; a destra, invece, troviamo il leader dei diavoli: Suso.  Là, tra le mura della difesa interista, si trova lui, il goleador che a lungo si era perduto e che a Verona ha ritrovato il gol e un po’ di sicurezza: Piatek è pronto a ripetersi. A guardia del forte il solito Donnarumma.

Tanta fatica

Ecco che la mia visione mi porta oltre, precisamente al fischio d’inizio, vedo l’orario, sono le 20.45.  Il fischio e via, parte Milan-Inter. Subito pressing molto alto e preciso dell’Inter sui portatori di palla, il Milan si svincola con non poche difficoltà grazie alle abilità di Bennacer. Alza la testa e vede il solito Suso che chiede palla, lancia la sfera verso di lui, ma Skriniar, memore dei movimenti dello spagnolo lo anticipa e il possesso diventa nerazzurro.

I primi 15 minuti raccontano una storia triste per il diavolo, con molte palle perse sulla fascia sinistra e ripartenze micidiali dell’Inter, come al 12′, quando Calhanoglu, tentando il secondo dribbling dopo quello ai danni di Lautaro, viene fermato dalla veemenza di Barella, che lancia Lukaku sulla  fascia destra, il gigante si accentra e lascia partire un tiro che l’istinto e la manona di Donnarumma mettono in angolo.

La prodezza

Nel secondo quarto d’ora ecco il Milan, più possesso palla, meno sprechi, Romagnoli aiuta Bennacer nell’impostazione e dai piedi del centrale rossonero nasce, al 28′, il primo vero pericolo per l’Inter: lancio lungo a pescare Rebic che si è smarcato bene, cross in mezzo al bacio per Piatek, il quale, però, non raggiunge di poco il pallone che, sporcato da De Vrij, finisce in calcio d’angolo. Il vantaggio nerazzurro arriva sul finire di primo tempo, quando Lukaku viene atterrato da Musacchio al limite e guadagna un calcio di punizione insidioso. Va Sensi, che ha esercitato il suo piede per questo e che contro lo Slavia Praha ha fatto le prove generali, il suo tiro è perfetto, a giro sopra la traversa e Gigio battuto.

Il ritorno del terzino prodigo

La seconda frazione di gioco comincia con un protagonista assoluto: Andrea Conti. Ripresa la confidenza col terreno di gioco, il terzino inizia a diventare un problema serio per Asamoah. Infatti, al 49′ parte una  azione pericolosa sulla sua fascia; da Donnarumma a Conti, che avanza  fino alla metà campo, dove lascia palla a Kessiè, il quale si gira bene e lancia Suso sulla trequarti, sovrapposizione dello stesso Conti che riceve, entra in area e fa partire un destro preciso che, però viene neutralizzato da Samir Handanovic.

Dopo cinque minuti ci risiamo sulla destra, ma sta volta Conti si fa tutta la fascia palla al piede e serve Piatek in mezzo, il quale riceve e calcia, ma la porta sembra ancora in parte stregata per lui, perchè la sfera si stampa su palo ed esce.

Assalto Inter, eroi rossoneri

All’ora di gioco ecco riapparire l’Inter, che ora sembra decisa a chiuderla. La palla è tra i piedi di Barella, che però viene raddoppiato da Calhanoglu in supporto a Rodriguez; il nazionale azzurro allora, dietro suggerimento urlato dal suo tecnico, effettua un cambio di fronte e pesca Asamoah in posizione favorevole, il quale lascia partire un cross che raggiunge i piedi di Lautaro che, suo malgrado, spara alto da due passi.

A questo punto, galvanizzati dall’occasione, i giocatori dell’Inter iniziano un forcing estremo intorno all’area di rigore del Milan. Si contano vari atti eroici nelle fila  rossonere, come quello di Donnarumma che nega la doppietta a Sensi parando un suo diagonale diretto al sette al 63′ e il salvataggio sulla linea di Bennacer sul  colpo di testa di Skriniar sugli sviluppi di un calcio d’angolo al 70′.

Forze fresche

I due allenatori si studiano e al 72′ il loro sguardo si incontra, sanno che manca qualcosa, ad uno per chiuderla e all’altro per provare a pareggiare: è tempo di cambi. Ecco che lascia il campo il generoso e grintoso Rebic, spazio a Rafael Leao, il portoghese si posiziona al fianco di Piatek. Esce anche Suso, ormai decodificato in abbondanza dal terzetto difensivo interista ed entra Bonaventura: ora sarà 4-3-1-2. Dalla panchina nerazzurra si alzano i soliti Gagliardini e Politano, i quali rilevano rispettivamente Sensi e Lautaro Martinez: standing ovation meritata per l’ex Sassuolo.

Sfortuna Milan

Il Milan, al minuto 75, si porta in avanti con Leao, il quale dribbla Gagliardini e Brozovic e fa partire un tiro molto potente che si stampa sulla schiena di Godin. La palla favorisce la ripartenza diretta da  D’Ambrosio, che corre sulla fascia in un due contro tre insieme a Lukaku, lascia sul posto Rodriguez, si porta sul vertice dell’area e serve l’assist per il 2-0 di Lukaku, il quale trova il tempo giusto e svetta fra Romagnoli e Musacchio.

All’85’ Giampaolo fa all-in, ecco il terzo cambio, fuori Kessiè e dentro Paquetà. Il brasiliano si piazza come trequartista e riceve subito palla, si gira bene e serve Bonavetura, il quale si porta sul vertice sinistro dell’area interista e fa partire il cross: a vuoto Handanovic, svirgola Skriniar e Piatek col piattone la imbuca per l’ 1-2. E’ solo un fuoco di paglia, perchè gli ultimi 8 minuti (tre di recupero) sono ad appannaggio esclusivo dei ragazzi di Conte, bravi a tenere palla e a pressare con forza e organizzazione.

L’arbitro fischia: la fatica è del diavolo e il derby dell’Inter.

Avete udito la mia voce su Milan-Inter, ma so che non crederete a ciò che avete udito.

Non crederete a “la fatica è del diavolo e il derby dell’Inter”. Non crederete alla sconfitta del Diavolo rossonero e alla vittoria convincente del Biscione nerazzurro, ma, per sfortuna del prode Giampaolo, questo è ciò che il futuro gli riserva.

La fatica è del diavolo e il derby dell’Inter.

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