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Perché Insigne ha potuto ripetere il calcio di rigore: il regolamento

E’ tempo di cambiamenti in Serie A. E non lo si scopre di certo adesso. Nell’ultimo turno di campionato, infatti, è andata in scena la nuova regola sulla posizione dei portieri durante un calcio di rigore. Durante Lecce-Napoli, il direttore di gara Marco Piccinini di Forlì ha fischiato un calcio di rigore in favore della squadra di Ancelotti a causa di un fallo di mano di Tachtsidis. La conclusione a tu per tu è stata fatta ripetere a Lorenzo Insigne. Nonostante alla prima occasione avuta il capitano della SSC Napoli abbia malamente sbagliato il tiro, consegnando il pallone tra i guantoni di Gabriel, gli azzurri sono passati in vantaggio.

Il motivo? I piedi del portiere dei pugliesi non toccavano la linea di porta al momento della conclusione dell’attaccante partenopeo. Un episodio controverso, fino ad ora mai visto in campionato, da quando sono in vigore le nuove regole varate dalla FIGC ed approvate dall’IFAB in occasione della 133esima Assemblea Generale Annuale del 2 marzo 2019.

Al 38′ del primo tempo, allo stadio Via del Mare di Lecce, i tifosi salentini hanno contestato ferocemente la decisione del direttore di gara di far ripetere ad Insigne il calcio di rigore inizialmente sbagliato. Alla seconda chance, il talento di Frattamaggiore ha messo la palla a mezza altezza e bucato il portiere di Fabio Liverani.

Dagli spalti si sono innalzati cori feroci contro la Lega, in evidente protesta contro il nuovo regolamento.

Inutili le proteste, perché la posizione di Gabriel non era corretta. E’ stato lo stesso Piccinini ad accorgersi dell’infrazione e a decretare la ripetizione del penalty. Se Insigne avesse, invece, segnato alla prima occasione, il calcio di rigore sarebbe stato comunque convalidato, poiché l’infrazione dell’estremo difensore sarebbe stata ininfluente.

Di seguito, nel dettaglio, la disposizione a riguardo del nuovo regolamento:

 

 

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