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L’Inter domina una Lazio troppo leggera

Inter-Lazio: certezze contro voglia di fare

Salute a voi, tifosi che risposte cercate, ecco mi aspettavate, io Cassandra son giunta con le risposte tanto agognate circa il big match di stasera. L’Inter domina una Lazio troppo leggera, posso anticiparvi.

Si scontrano il gigante Conte e il guerriero Simone Inzaghi, il primo giunge con certezze figlie della vittoria contro il cugino Giampaolo, il secondo con tanta voglia, ma con molto da lavorare. Ecco Inter-Lazio.

Le formazioni

La mia visione mi porta all’inizio dello scontro e posso scorgere i 22 combattenti. Si scontrano due schieramenti speculari: entrambi hanno 3 difensori, 5 cetrocampisti e 2 punte.

Da un lato vedo la ormai collaudata difesa interista, con De Vrij, Skriniar e Godin pronti a non fare passare nulla dalla loro zona e dall’altro si oppongono al muro nerazzurro Bastos, Acerbi e Luiz Felipe.

In mezzo al campo sono schierati col la maglia biancoceleste la freccia Lazzari, l’artista Milinkovic-Savic, il condottiero Leiva, l’impavido Luis Alberto e l’eroe del popolo Lulic. Invece, con la maglia nera e azzurra, ci sono l’ex Candreva, il trio delle meraviglie Brozovic, Sensi e Barella e sulla fascia il fido Asamoah.

Lo scontro in attacco sarà fra titani, in quanto da un lato guida il reparto offensivo il gigante Lukaku e dall’altra il condottiero biancoceleste  Ciro Immobile. A loro si affiancheranno l’apprendista Correa e l’ottimo Politano.

Il primo tempo

Ecco che sento il fischio di inizio: son partiti. Il primo possesso agli ospiti della Lazio. Manovra attentamente Leiva, cercando subito lo scatto di Immobile, il quale riceve e  fa salire la squadra, avanza e si porta al limite, dal quale cerca il passaggio per Lulic, ma è Godin a bloccare tutto e a far partire la manovra dei suoi. Il pallone passa dai piedi dell’uruguaiano a quelli di Brozovic, il quale vede l’ottimo scatto di Asamoah, che riceve, corre con voglia e forza fisica duellando con Lulic, il quale concede il cross  all’ex Juve solo a fondo campo: esce bene Strakosha.

All’8′ arriva la prima vera occasione della partita. La sfera viene consegnata da Handanovic a Brozovic, il quale sale fino alla trequarti e serve Barella, l’italiano vede l’inserimento di Sensi sul fronte opposto e in contemporanea la pressione sui centrali portata da Politano e Lukaku; serve l’ex Sassuolo, il quale con una ottima sponda di testa serve Lukaku, il belga stoppa e tira, ma il colpo di reni di Strakosha è encomiabile: calcio d’angolo e mani tra i capelli per Conte.

Dopo una decina di minuti di possesso palla continuato da parte dell’Inter, l’equilibrio viene rotto da Milinkovic-Savic. Il serbo al 19′ anticipa un passaggio in orizzontale a metà campo di Barella per Brozovic; parte il contropiede, Savic per Immobile che scatta sulla sinistra si porta dietro Godin, che lo segue attentamente. La punta della nazionale si porta al limite dell’area e fa partire un diagonale che incontra all’ultimo le mani di Handanovic che sfiorano la sfera il tanto che basta per metterla in calcio d’angolo.

La svolta

L’Inter non si fa spaventare e continua un match intelligente fatto di pressione e possesso palla, ciononostante la Lazio sembra reggere, come al 25′, quando un bellissimo lancio di Skriniar fa partire in velocità Candreva, che riceve, dribbla Lucas Leiva e tira, ma sulla traiettoria si frappone Felipe Luiz e la palla finisce in fallo laterale.

Nel recupero del primo tempo arriva il primo gol del match. Barella riceve da Brozovic, porta palla sulla trequarti, dribbla Luis Alberto e conclude verso la porta di Strakosha, il quale è, però, attento e riesce a respingere. Sulla respinta arriva come un avvoltoio Romelu Lukaku, che conclude in rete con un gol simile al suo primo gol in serie A contro il Lecce.

L’Inter domina una Lazio troppo leggera, anche nel primo tempo.

La ripresa

Simone Inzaghi rimanda in campo gli stessi undici dei primi 45 minuti, convinto di quanto buono fatto nel primo tempo. E i fatti danno ragione al tecnico dei biancocelesti. Al 5′ della  ripresa arriva la reazione della Lazio, con il solito Milinkovic-Savic che recupera un pallone sporco a metà campo e arriva in corsa in area di rigore, dove viene abbattuto da un intervento scomposto di De Vrij: calcio di rigore.  Sul dischetto va lo specialista immobile, Handanovic intuisce e sfiora, ma il tiro è angolato e potente: 1-1.

Il gol galvanizza gli uomini di Inzaghi, che ora ci credono e portano l’assalto all’area dell’Inter. All’8′ minuto Lucas Leiva lancia bene in area di rigore Correa, il quale stoppa e tira, ma Handanovic è attento e para con certezza.

Solo Inter

Dopo 10 minuti di assalto l’Inter recupera le energie mentali per reagire. E da qui in poi c’è solo la squadra di Conte. Al 2o’ c’è l’episodio che cambia la partita. Godin pesca sulla fascia Candreva, il quale vede il movimento di Politano, che riceve e si accentra al limite e fa partire una conclusione che si trasforma in un eurogol. E’ 2-1. Inzaghi prova a svegliare la squadra con un doppio cambio: fuori Leiva e Correa, dentro Caicedo e Parolo al 25′. La reazione non arriva, con l’Inter che continua a dominare il la partita. Per segnare il gol decisivo servono anche i cambi dell’Inter, che arrivano al 30′, Lautaro per Politano e Sanchez per Lukaku.

La pressione aumenta e al 40′ proprio uno scambio tra Sanchez e Lautaro porta al tiro di quest’ultimo che finisce sulla schiena di Acerbi e in angolo. Proprio sugli sviluppi di questo corner arriva il gol del definitivo 3-1. Cross in mezzo di Sensi, colpo di testa di Skriniar che batte un incolpevole Strakosha.

Gli ultimi due cambi sono senza incisività, entrano Vavro per Luiz Felipe e Gagliardini per Sensi.

L’arbitro fischia. L’Inter domina una Lazio troppo leggera.

Il match va alla compagine di Conte che così resta in testa alla classifica, mentre il cantiere della Lazio è ben avviato, ma ancora con delle problematiche da risolvere, soprattutto in fase difensiva.

Così ha parlato Cassandra, la profetessa inascoltata, profetizzando la sconfitta di Simone e l’ampliarsi del regno di re Antonio. Le mie visioni ancora non vedono la fine di tale potere, ma il futuro è sempre in movimento…

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