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La panchina rossonera ha cominciato a scricchiolare

Salve, il buon vecchio Hury-El augura ancora una volta il benvenuto a tutti voi cari lettori. Quest’oggi avrò il piacere di raccontarvi in che modo, dopo il pessimo inizio, la panchina rossonera ha cominciato a scricchiolare rumorosamente. Non sono ancora in grado di poter predire il destino di Marco Giampaolo, probabilmente non ancora calatosi in quella che è la dimensione Milan, forse troppo “talebano”, come lui stesso si è definito. Rimane il fatto che non ha trovato ancora la quadra in campo, che alcune decisioni appaiono fin troppo discutibili. Tuttavia, colleghi e società continuano a professarne la sua conoscenza tattica e la competenza. Ci auguriamo per questo povero diavolo che sia così. Magari già dalla trasferta di Genova di sabato 5 ottobre, poiché il match che vi andrò a raccontare ha portato in dote un solo punto nella partita casalinga tra Milan e Fiorentina.

Prepartita

Dopo due sconfitte consecutive nell’arco di cinque giorni, di cui la prima dolorosissima nel derby con l’Inter, il Milan è tenuto a dare un segnale in casa. Giampaolo ostenta tranquillità, ma è perfettamente consapevole che una terza sconfitta di fila lo condannerebbe quasi certamente a lasciare la panchina rossonera. Boban e Maldini sono visibilmente tesi in tribuna d’onore, d’altronde anche il loro operato è adesso in discussione. La scelta di un allenatore votato al gioco offensivo forse avrebbe dovuto tener conto che una prima esperienza in un grande club con giocatori non ancora esperti rende il lavoro molto più difficile. Montella, arriva a questo match proprio dopo aver conquistato i primi 3 punti viola in campionato, dopo che la Fiorentina aveva iniziato con due sconfitte e due pareggi. Una boccata d’ossigeno vera e propria in vista di questa partita, e viste le condizioni del Milan, puntare a due vittorie consecutive non appare impossibile.

Inizia la partita

Tanto Giampaolo quanto Montella optano per gli undici titolari della partita infrasettimanale, con una sola eccezione nella Fiorentina: Benassi per Badelj. Il tifo rossonero è assordante, si percepisce un’atmosfera particolare a S. Siro. All’ingresso in campo dei giocatori i decibel aumentano ulteriormente, quasi a voler rimarcare il messaggio. Gli allenatori si accomodano in panchina dopo essersi stretti la mano, l’arbitro Giacomelli riceve gli ultimi ok. Fischio, si inizia. Il primo pallone è giocato dalla Fiorentina, palla a Pulgar, spostatosi in mezzo nello scacchiere iniziale per consentire a Benassi di giocare mezz’ala. Il cileno gestisce bene la sfera sulla pressione di Piatek e comincia a far girare il gioco in orizzontale sfruttando i cinque uomini a centrocampo che Montella ha schierato col 3-5-2. La superiorità numerica viola in mezzo costringe i terzini rossoneri a pressare alti e a fare attenzione ai movimenti delle mezz’ali alle proprie spalle. Serve grande attenzione.

Bennacer subito in regia

Ed è quella che dimostra di avere Bennacer al 6’ quando, dopo aver letto il movimento di Benassi alle spalle di Theo hernandez, interrompe il triangolo cercato da Lirola inserendosi nella traiettoria della palla. Riconquistato il possesso verticalizza immediatamente su Piatek, il quale regge il contatto con Pezzella e smista a sua volta su Leao decentrato a sinistra. Il portoghese innesta le marce basse e parte contrastato da Pulgar in ripiegamento, ma l’esterno del Milan lo dribbla con l’esterno destro e si accentra leggermente. Con la coda dell’occhio Leao intravede Theo sovrapporsi a sinistra. Il francese viene servito sulla corsa e, giunto sul fondo, lascia partire un cross teso ma appena troppo alto per lo stacco di Piatek, impegnato nel corpo a corpo con Pezzella. La palla arriva nella zona tra Suso e Caceres, appena fuori dall’area di rigore. Lo spagnolo è più reattivo dell’uruguayo e, controllata la sfera, esegue la sua ormai tipica, quanto prevedibile, finta e calcia di mancino verso la porta. La conclusione si spegne abbondantemente a lato.

Prima occasione viola

La partita non sembra voler trovare un padrone durante i primi 10 minuti. Il gioco viene sviluppato da entrambe le squadre in orizzontale, se non per qualche colpo individuale che verticalizza, il che non favorisce il rompersi dell’equilibrio. Al minuto 13 assistiamo alla prima conclusione in porta del match ad opera di Federico Chiesa. Calhanoglu, dopo aver ricevuto tra le linee di centrocampo e difesa viola da Bennacer, si allunga di poco il pallone e Pulgar, piombato su di lui, recupera il possesso per la Fiorentina. Il cileno apre immediatamente per Dalbert a sinistra, il quale supera Calabria in velocità e serve a Ribery una palla in diagonale verso il vertice dell’area di rigore. Musacchio esce, ma il francese arriva un istante prima, sposta la palla e l’argentino gli frana addosso commettendo fallo un metro dal limite. Il numero 7 viola reclama per il cartellino giallo, tuttavia Giacomelli non è dello stesso avviso e si limita ad assegnare la punizione.

Punizione potente, Donnarumma respinge

Ribery e Chiesa parlano sulla zona di battuta, poi il francese posiziona la palla ma entrambi preparano la rincorsa. L’arbitro fischia, Ribery parte, finta e oltrepassa il pallone su cui Chiesa scarica tutta il suo destro. La sfera passa alla destra della barriera e vola verso lo specchio. Tuttavia, Donnarumma, ben posizionato, di pugni respinge la cannonata direttamente in fallo laterale. Pochi minuti dopo è ancora la Fiorentina a rendersi pericolosa quando Lirola, scappato a Theo, mette un bel traversone dalla trequarti in area rossonera a cercare Ribery sul secondo palo. Superati entrambi i centrali milanisti è Donnarumma a doversi estendere in aria per deviare la palla.

Risposta Milan

Dopo che la Fiorentina ha spaventato il Milan due volte nel giro di pochi minuti, il pubblico inizia a rumoreggiare e sul fraseggio orizzontale tra difesa e centrocampo si ode qualche fischio. Quando al 23’ Bennacer smista su Kessie che prolunga in profondità, fa correre Suso sulla fascia con Dalbert. Lo spagnolo arriva sulla sfera dopo il brasiliano, ma un buon pressing congiunto con Calabria fa guadagnare al Milan un calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner Milenkovic allontana proprio sui piedi del playmaker rossonero al limite dell’area. Bennacer non ci pensa due volte e calcia forte e teso. Dragowski si tuffa con un pizzico di ritardo, ma la palla sibila accanto al palo ed esce. Prima vera occasione dei ragazzi di Giampaolo. La risposta della Fiorentina non si fa attendere. Ribery semina il panico tra Calabria e Kessie al minuto 27. Castrovilli sciupa un gran passaggio filtrante del francese e spara da dentro l’area di rigore sopra la traversa protetta da Donnarumma. Poi, improvvisamente, una fiammata rossonera porta al vantaggio del Milan.

Primo gol di Piatek su azione

Al minuto 34 i rossoneri passano in vantaggio grazie al gol di Piatek, il primo su azione in questo campionato. In seguito a due minuti di attacco continuo della Fiorentina al limite dell’area milanista, Dalbert affretta un traversone dalla trequarti per la facile presa di Donnarumma. Il giovane portierone innesca con un rilancio con le mani Theo, sulla sinistra, già scappato per la ripartenza. Il francese controlla bene la palla e si invola. Lirola tenta il recupero, ma Hernandez è un gran cavallo nella corsa e costringe Milenkovic ad accorciare su di lui. Non appena il centrale di destra viola ha fatto movimento, Theo immediatamente di esterno destro tocca la palla al centro per Leao, il quale vede il taglio di Piatek sulla sua verticale e lo serve con i giri contati. Pezzella in leggero ritardo rinviene sul polacco, ma il numero 9 milanista ha già calciato di destro, forte, sotto la traversa. Dragowski non può nulla.

La viola accusa

Le pistole sparano ancora, e questa volta è un gran gol su azione, confezionata e servita da due dei nuovi acquisti. Giampaolo tira un sospiro di sollievo, ma sa che la partita è ancora molto lunga. La sua personale lunghissima.La Fiorentina sembra aver subito il colpo. La circolazione che la superiorità numerica aveva favorito nella prima mezz’ora, adesso appare confusa e affrettata. Bennacer e Kessie recuperano diversi palloni interessanti, vanificati quando dalla testardaggine di Suso nel dribbling, quando dagli anticipi, puliti e non, di Pezzella su Piatek. Così termina il primo tempo: Milan-Fiorentina 1-0.

Secondo tempo, ancora Milan

Il secondo tempo inizia esattamente come era terminato il primo. Il Milan in fiducia tenta di assestare il colpo del K.O. facendo girare la palla sulle fasce e cambiando manovra rapidamente da sinistra verso destra e viceversa. Bennacer sta disputando un’ottima partita da metronomo, gestendo i tempi e verticalizzando quando possibile. La Fiorentina tenta di ritrovare le distanze, ma adesso il pressing rossonero non permette alla squadra di Montella di riorganizzarsi in campo e costringe i viola a rilanci lunghi, preda dei centrali milanisti. Al 54’ Calhanoglu vede il taglio di Suso alle spalle di Pulgar e lo serve preciso sul piede. Lo spagnolo neppure si volta, proseguendo il taglio col secondo tocco si sistema la palla e calcia verso la porta. La conclusione è bassa e non particolarmente potente, così da permettere a Milenkovic di respingerla senza grossi problemi. Adesso però è il Milan che si avvicina abbastanza facilmente all’area viola, e, infatti, solo tre minuti più tardi il pressing di Kessie su Castrovilli favorisce il recupero palla. L’ivoriano serve immediatamente Suso alla sua destra, il quale finta e controfinta su Dalbert e lascia partire un traversone ancora troppo lungo per Piatek ma buono per Leao, che di piatto conclude sull’esterno della rete.

Risveglio Fiorentina

Al minuto 63 la Fiorentina orchestra una buona manovra tra Pulgar, Dalbert e Castrovilli per liberare al tiro Benassi. In seguito alla riconquista del possesso palla viola ad opera di Pulgar su un controllo difettoso di Kessie all’altezza del centrocampo, i ragazzi di Montella ricominciano il gioco da dietro e provano a rimettere ordine. Il pressing del Milan è nel frattempo calato, quasi come se sentissero l’avversario morente in fin di vita. Ma così non è, inesperienza di un gruppo e di un allenatore a vestire il rossonero. Pulgar serve Dalbert a sinistra, il quale attende il contromovimento di Castrovilli e chiede il dai e vai. La palla di ritorno è precisa, il brasiliano la mette al limite dell’area per Ribery, che con uno splendido velo elude sia Musacchio che Bennacer, e lascia sfilare per Benassi a cui non resta che calciare di prima. La traiettoria è resa insidiosa da un tocco di Romagnoli con il tacco. Donnarumma si tuffa alla sua sinistra ma la palla esce di una decina di centimetri sul fondo.

Reazione degli ospiti

S. Siro tira un sospiro di sollievo così come Giampaolo. Questa scintilla ha improvvisamente ravvivato la Fiorentina e intimorito il Milan, sindrome ormai piuttosto nota ai tifosi rossoneri. Al 68’ Chiesa, innescato in contropiede, brucia sul posto Calhanoglu e taglia verso il centro. Punta dritto Romagnoli, vede poi il taglio dalla sinistra di Ribery e tenta di servirlo. Il passaggio viene tuttavia sporcato dal capitano del Milan e Donnarumma può far sua la sfera. I tifosi viola si fanno sentire, sentono che lo scricchiolio si è fatto più rumoroso. Al minuto 74 Montella sostituisce Benassi con Badelj, consentendo così a Pulgar di sfruttare le sue doti da incursore. Due minuti più tardi Giampaolo sostituisce Leao per Rebic, non cambia nulla dal punto di vita tattico, richiede però più copertura sulla zona di Chiesa.

Pareggio viola

Nel momento di maggior sforzo della Fiorentina accade quello che nel calcio è definita la regola del gol sbagliato-gol subito. Al minuto 81 Piatek si guadagna un calcio d’angolo in seguito a un suo tiro dai venticinque metri, piuttosto improvvisato, rimpallato da Pezzella. Il Milan porta le torri a saltare, incluso lo stesso Rebic, carattere sanguigno. Calhanaglu batte il corner dalla bandierina di sinistra, la palla è forte e a spiovere al centro dell’area. Milenkovic sfiora ma alle sue spalle Romagnoli impatta benissimo la sfera. Dragowski si tuffa alla sua destra, in evidente ritardo. Il centrale rossonero sta quasi per esultare quando la palla finisce sul palo e poi tra le mani del portiere viola a terra. Desolazione sul volto del nativo di Anzio. E non altro che il preludio a uno sconforto maggiore.

Je suis Ribery

Esattamente cinque minuti più tardi la Fiorentina manovra a centrocampo con Badelj, che smista a sinistra su Castrovilli. Il giovane centrocampista viola gioca a testa alta e vede il movimento di Ribery a decentrarsi sulla fascia. La palla arriva puntuale al francese che la controlla, mentre Calabria lo fronteggia. In quel momento sopraggiunge con i giusti tempi la sovrapposizione di Dalbert, che fa pensare il terzino milanista quella frazione di secondo necessari a Franck per dribblare Calabria, fare altri due metri ed entrare in area. Non appena Musacchio tenta di uscire Ribery con un delizioso tocco di interno punta anticipa sia il centrale argentino, sia il portiere del Milan, autore di un’ottima prova fin lì. Forse avrebbe potuto anticipare la parata, il fatto rimane però. Milan-Fiorentina 1-1.

Ribery se la ride, tutti i compagni gli sono attorno. Un leader è arrivato a Firenze, forse proprio quello che manca a Milano sponda rossonera. Montella esulta e prova una certa soddisfazione personale. Giampaolo si fa sentire dai suoi, poi sembra udire che la panchina rossonera ha cominciato a scricchiolare, rumorosamente e per davvero.

Fine partita: 1 punto, 2 sapori diversi

S. Siro rumoreggia, i fischi si fanno più pesanti. I giocatori sentono una certa responsabilità su di loro che non riescono a fronteggiare. E nonostante le urla di incitamento del capitano e dei giocatori più “esperti”, il linguaggio del corpo dice tutt’altro: paura di perderla, non voglia di vincerla. Ed è esattamente così che si spengono i restanti quattro minuti di gioco regolamentari più tre di recupero. La Fiorentina con il timore di sbilanciarsi e mostrare la schiena proprio sul finale ha gestito e portato a casa un punto prezioso a Milano. Il Milan ha tentato di riportarsi avanti con verticalizzazioni casuali su Piatek o Rebic e quasi tutte preda della difesa viola.

Giacomelli con il triplice fischio sancisce il pareggio tra Milan e Fiorentina, un punto ciascuno, dal sapore ben diverso però. Montella torna a Firenze un po’ più sicuro della sua squadra. Giampaolo sente davvero adesso la panchina scricchiolare rumorosamente. Genova sarà il suo porto finale o salperà finalmente il gioco che tutti hanno visto all’ombra della lanterna?

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