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Come perdere un Gran Premio già vinto

La trasferta russa che avrebbe dovuto regalare gioie e certezze al team Ferrari si è trasformata nell’ennesima – decisiva – doppietta Mercedes. Un vero e proprio suicidio sportivo quello a cui si è assistito durante il Gran Premio di Russia.

Dopo le prove e la pole position di Charles Leclerc, la domenica in quel di Sochi sembrava potersi concludere con una vittoria della Rossa, invece – tra sfortuna ed errori strategici – la campagna in Russia del Cavallino si è conclusa con soli 15 punti, abbandonando così ogni sogno mondiale.

Le Ferrari hanno dominato il week-end di Sochi, ma la gara ha avuto tutt’altro sviluppo. A servire sul piatto d’argento la vittoria al quasi sei volte campione del mondo ed al team di Brackley ci ha pensato però la Ferrari. Ferrari che, nonostante la macchina più veloce, ha gettato al vento il poker di trionfi tra errori di strategia, problemi di affidabilità ed una gestione dei piloti a dir poco confusionaria.

Se al tramonto i tedeschi hanno esultato per l’undicesima affermazione stagionale, all’alba il GP di Sochi lasciava presagire un’ingannevole facile doppietta rossa. Con la sicurezza della vittoria in tasca, in casa Ferrari dopo poche curve sono iniziate delle lunghe conversazioni via radio su chi dovesse avere il diritto di essere la prima guida del GP di Sochi e non solo.

Come dichiarato dal team principal Mattia Binotto, la strategia era chiara e semplice. Leclerc doveva concedere la scia al via a Vettel e farlo andare al comando, ottenendo indietro il favore nei giri seguenti. Seb si è però rifiutato tirando dritto, mantenendo un secondo di vantaggio sul compagno di squadra fino all’ottavo passaggio. Dopo lunghe conversazioni radio, il muretto ha detto a Charles che la posizione gli sarebbe stata restituita in seguito, per cui il monegasco si è messo in totale gestione dei consumi e delle gomme concedendo al tedesco di allungare in testa.

Sfruttando l’aria pulita Seb ha scavato un margine di quattro secondi che ha mantenuto sino alla sosta anticipata del #16.

Il Cavallino ha condotto la prima parte di gara, ma il colpo di scena è avvenuto dopo la sosta di Sebastian Vettel. Il tedesco ha accusato un guasto alla parte ibrida, fermandosi al centro di una via di fuga nell’ultimo settore e causando una VSC. Le frecce d’argento ne hanno quindi approfittato per la propria sosta.

Una guerra fratricida quella in casa Ferrari che inizia a causare non pochi problemi, con l’affidabilità che torna nettamente a sfavore di una vettura che attualmente è la migliore.

Russell è andato a muro subito dopo la ripartenza causando una safety, con il secondo rientro di Leclerc per montare le Soft. La strategia è abbastanza incomprensibile in quanto viene persa la posizione anche su Bottas.

Alla ripartenza Leclerc prova diverse volte ad impensierire il finnico, ma la sua monoposto non ha il giusto grip nell’ultimo settore.

La competitività della Mercedes W10 nelle curve permette alle due Frecce d’Argento di rimanere davanti al monegasco, chiudendo il Gran Premio di Russia rispettivamente in prima e seconda posizione.

 La Ferrari si è suicidata e la Mercedes ne ha approfittato, dimostrando perché è il team più forte anche quando non ha l’auto migliore.

E’ bastato un attimo per rovesciare la medaglia, per cambiare le sorti di un Gran Premio di F1 che sembrava già scritto dopo la partenza. Dalla doppietta Ferrari, alla doppietta Mercedes. La Ferrari ha perso alla roulette russa e dovrà rivedere anche la gestione piloti, soprattutto in ottica 2020.

In una recente intervista Mattia Binotto ha affermato che la sua esperienza con Schumacher e Barrichello e, successivamente, con Massa è stata formativa per determinare l’importanza dei ruoli ben definiti all’interno del team Ferrari.

Avere due piloti forti crea difficoltà di gestione”, ha dichiarato Mattia Binotto. Il Cavallino Rampante, al di là delle illazioni e fazioni mediatiche, ha due piloti capaci di vincere. D’ora in avanti, attestata la crescita esponenziale della vettura, diventerà fondamentale saper gestire i piloti altrimenti il rischio è che a godere sarà sempre un terzo litigante, come già accaduto in Russia alla Ferrari. 

I prossimi 5 GP potrebbero aiutare la Scuderia a comprendere le dinamiche interne per proiettarsi al 2020 con più certezze e team radio in meno.

La trasferta russa che avrebbe dovuto regalare gioie e certezze al team Ferrari si è trasformata nell’ennesima – decisiva – doppietta Mercedes. Un vero e proprio suicidio sportivo quello a cui si è assistito durante il Gran Premio di Russia.

Dopo le prove e la pole position di Charles Leclerc, la domenica in quel di Sochi sembrava potersi concludere con una vittoria della Rossa, invece – tra sfortuna ed errori strategici – la campagna in Russia del Cavallino si è conclusa con soli 15 punti, abbandonando così ogni sogno mondiale.

Le Ferrari hanno dominato il week-end di Sochi, ma la gara ha avuto tutt’altro sviluppo. A servire sul piatto d’argento la vittoria al quasi sei volte campione del mondo ed al team di Brackley ci ha pensato però la Ferrari. Ferrari che, nonostante la macchina più veloce, ha gettato al vento il poker di trionfi tra errori di strategia, problemi di affidabilità ed una gestione dei piloti a dir poco confusionaria.

Se al tramonto i tedeschi hanno esultato per l’undicesima affermazione stagionale, all’alba il GP di Sochi lasciava presagire un’ingannevole facile doppietta rossa. Con la sicurezza della vittoria in tasca, in casa Ferrari dopo poche curve sono iniziate delle lunghe conversazioni via radio su chi dovesse avere il diritto di essere la prima guida del GP di Sochi.

Come dichiarato dal team principal Mattia Binotto, la strategia era chiara e semplice. Leclerc doveva concedere la scia al via a Vettel e farlo andare al comando, ottenendo indietro il favore nei giri seguenti. Seb si è però rifiutato tirando dritto, mantenendo un secondo di vantaggio sul compagno di squadra fino all’ottavo passaggio. Dopo lunghe conversazioni radio, il muretto ha detto a Charles che la posizione gli sarebbe stata restituita in seguito, per cui il monegasco si è messo in totale gestione dei consumi e delle gomme concedendo al tedesco di allungare in testa.

Sfruttando l’aria pulita Seb ha scavato un margine di quattro secondi che ha mantenuto sino alla sosta anticipata del #16.

Il Cavallino ha condotto la prima parte di gara, ma il colpo di scena è avvenuto dopo la sosta di Sebastian Vettel. Il tedesco ha accusato un guasto alla parte ibrida, fermandosi al centro di una via di fuga nell’ultimo settore e causando una VSC. Le frecce d’argento ne hanno quindi approfittato per la propria sosta.

Una guerra fratricida quella in casa Ferrari che inizia a causare non pochi problemi, con l’affidabilità che torna nettamente a sfavore di una vettura che attualmente è la migliore.

Russell è andato a muro subito dopo la ripartenza causando una safety, con il secondo rientro di Leclerc per montare le Soft. La strategia è stata abbastanza incomprensibile in quanto viene persa la posizione anche su Bottas.

Alla ripartenza Leclerc prova diverse volte ad impensierire il finnico, ma la sua monoposto non ha il giusto grip nell’ultimo settore.

La competitività della Mercedes W10 è stata essenziale nel limitare il monegasco, chiudendo il Gran Premio di Russia rispettivamente in prima e seconda posizione.

 La Ferrari si è suicidata e la Mercedes ne ha approfittato, dimostrando perché è il team più forte anche quando non ha l’auto migliore.

E’ bastato un attimo per rovesciare la medaglia, per cambiare le sorti di un Gran Premio di F1 che sembrava già scritto dopo la partenza. Dalla doppietta Ferrari, alla doppietta Mercedes. La Ferrari ha perso alla roulette russa e dovrà rivedere anche la gestione piloti, soprattutto in ottica 2020.

Recentemente  Mattia Binotto ha affermato che la sua esperienza con Schumacher e Barrichello è stata formativa per determinare l’importanza dei ruoli ben definiti all’interno della Scuderia.

Avere due piloti forti crea difficoltà di gestione”, ha dichiarato Mattia Binotto. Il Cavallino Rampante, al di là delle illazioni e fazioni mediatiche, ha due piloti capaci di vincere. D’ora in avanti, con una vettura migliorata, diventerà fondamentale saper gestire i piloti altrimenti il rischio è che a godere sarà sempre un terzo litigante. 

I prossimi 5 GP potrebbero aiutare la Scuderia a comprendere le dinamiche interne per proiettarsi al 2020 con più certezze e team radio in meno.

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