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Milan mai così brutto: i numeri condannano Giampaolo

E’ vero, forse è ancora presto per iniziare a guardare con attenzione alla classifica, ma è pur vero che, giunti oramai alla sesta giornata di campionato, una prima idea sulla forza dei club di Serie A è possibile farla.

Tutti sotto esame, nessuno si salva. Il Milan di Marco Giampaolo è in difficoltà e tutti se ne sono accorti. La classifica parla chiaro: sedicesimo posto e quattro sconfitte nelle prime sei di campionato. Tutti sotto esame: sul banco degli imputati finiscono anche Maldini e Boban. Elliott non è contento, così come i tifosi rossoneri, che da tempo non navigavano in acque così burrascose.

Piatek sembrava essersi sbloccato, Suso è solo il fantasma del calciatore visto lo scorso anno; Donnarumma, attorno al quale il progetto Milan avrebbe dovuto svilupparsi, è troppo poco concentrato e, ultimamente, poco attento tra i pali. Il capro espiatorio non può non essere l’allenatore. Ancora senza identità, Giampaolo non è riuscito a dare animo ad una squadra che, ad inizio stagione, aveva gran voglia di rivalsa. Eppure il mercato non è stato affatto dei peggiori, anzi. A palla ancora ferma, i colpi Bennacer e Krunic sembravano giocarsela con Barella e Sensi degli storici cugini nerazzurri. E invece così non è stato.

Dando uno sguardo superficiale alle statistiche, sono solo quattro le reti segnate; ben otto, invece, i gol subiti. Un bottino che, ovviamente, non fa felice nessuno.

La sconfitta contro la Fiorentina di Vincenzo Montella è solo l’ultimo degli insuccessi rossoneri. Eppure, fino ad ora, la viola non pare essere così ben organizzata. L’ennesima batosta ha fatto infuriare tifoseria e dirigenza, già annoiata dopo la sconfitta nel derby contro l’Inter ed il fallimento contro il Torino di Walter Mazzarri. L’ultima vittoria risale al match contro la neopromossa Hellas Verona, giocato il 15 settembre scorso. Tre punti arrivati dopo novanta minuti di battaglia, giocati dalla squadra veneta con il coltello tra i denti.

Quattro sconfitte nelle prime sei partite non si vedevano dalla lontanissima stagione 1938-’39. Il peggior avvio degli ultimi vent’anni, con un ritmo da neopromossa ma un gioco decisamente peggiore rispetto a Lecce, Brescia e Verona. In questo momento della stagione, le tre squadre citate hanno gli stessi punti in classifica. Il dato è preoccupante ma ciò che più allerta è la totale mancanza di idee tattiche.

E non a caso, negli ultimi giorni, si rincorrono voci che vedrebbero l’ex tecnico della Sampdoria lontano da Milano. Il fondatore e presidente dei piccoli azionisti del Milan, Giuseppe La Scala, si è già sbilanciato: “La società sta pensando a Massimiliano Allegri. Proprio Max, l’ultimo allenatore degno di nota che si è accomodato sulla panchina di San Siro. Sullo sfondo anche le ombre di Rudi Garcia e Luciano Spalletti.

E’ il momento di non lasciare più nulla al caso, la società se n’è resa conto. La primavera rossonera arriverà, speriamo il prima possibile.

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