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Conte rimandato dal maestro Sarri

Cassandra vi saluta e richiama la vostra attenzione su una delle visioni che ho avuto di recente, una di quelle che lasciano il segno, una di quelle che possono cambiare un campionato. Inter-Juventus: il match chiave della stagione.  Due universi opposti, due modi di vivere il calcio differenti. Lukaku e Ronaldo, Lautaro e Dybala, Brozovic e Pjanic. Due grandi in panchina: il Re e il teorico. Conte rimandato dal maestro Sarri.

Le formazioni

I combattenti in bianconero si schierano a quattro dietro, con in mezzo il muro composto da De Ligt e Bonucci, mentre sulle fasce ci saranno il jolly Cuadrado e la certezza Alex Sandro.

In mezzo al campo ci sono i tre moschettieri, i fedelissimi della Juventus targata Sarri: Pjanic, Khedira e Matuidi. Davanti invece c’è il figliol prodigo Gonzalo, affiancato da Cristiano Ronaldo e alle loro spalle agisce Ramsey, pronto a inserirsi e a far tremare la retroguardia nerazzurra. In difesa del castello bianconero ecco Szczesny.

Re Conte, per difendere il suo trono, manda in campo la solida difesa a tre composta da Skriniar, De Vrij e Godin. Davanti a loro un terzetto all’altezza del match: Barella, Brozovic e Sensi. Sulle fasce, invece, ci sono D’Ambrosio e il fedelissimo di re Conte Asamoah.  Il fronte offensivo è occupato da Lautaro Martinez e Lukaku. Il ponte levatoio è tenuto alto da capitan Handanovic.

La lotta

Con la voglia di recuperare il primo posto, la Juve parte all’attacco e lo fa alla maniera di Sarri: molto possesso palla e fraseggio corto. AL 3′ Pjanic riceve da Bonucci e fa partire un lancio lungo che trova il petto di Higuain. L’argentino si gira e lascia partire il primo tiro della partita, che, però, è alto.

Al 7′ arriva l’azione che rompe il monopolio del possesso palla della Juve. Brozovic si abbassa e riceve da Godin, dribbla Khedira, allarga per D’ambrosio, il quale fa dieci metri palla al piede e si porta al limite dell’area, crossa in mezzo per Lautaro, che arriva di testa: Szczesny para, ma il tap-in vincente arriva dai piedi del gigante Romelu Lukaku. L’Inter è avanti e ci crede. Infatti, al 15′ c’è un’altra palla gol, questa volta per Sensi. Asamoah riceve palla da Handanovic, alza la testa e vede l’inserimento dell’ex Sassuolo, che riceve e lascia partire una sassata che si stampa sulla traversa. La Juve è ancora in partita, ma visibilmente in difficoltà.

Conte rimandato dal maestro Sarri Lukaku

La reazione bianconera si concretizza verso il 22′, quando il pressing asfissiante di Alex Sandro su D’Ambrosio permette al brasiliano di recuperare palla, si fa vedere e riceve Miralen Pjanic. Viene incontro con esperienza Gonzalo Higuain, chiede palla al bosniaco che scarica su di lui, in contemporanea scatta in verticale Ramsey. L’argentino si gira bene e consegna all’ex Arsenal un assist al bacio; Ramsey riceve e tira, ma è impressionante la rapidità di Handanovic, il quale riesce a sfiorare e mettere in angolo.

I successivi 15 minuti sono il risultato dei precedenti 22′ a ritmi elevatissimi, infatti il gioco è sterile e rallenta. Da una parte la Juve fatica a trovare varchi, con Ronaldo che non pare in serata, mentre i nerazzurri si accontentano di chiudere la prima frazione in vantaggio di un gol. Solo al 38′ si muove qualcosa. E’ l’Inter ha fare un tentativo. L’iniziativa parte dai piedi di Barella, il quale si fa strada in mezzo al campo e scarica verso Lautaro Martinez, il quale alza la testa e vede lo scatto di D’Ambrosio e lo serve. L’italiano sembra essere in forma, infatti si fa la fascia, si accentra e arriva al limite. La sua conclusione è potente, ma centrale, Szczesny para senza problemi.

Il secondo tempo: strigliata del maestro

La seconda frazione di gioco di Inter-Juventus dà l’impressione che si sia già al match di ritorno, perchè lo spartito cambia totalmente. La variabile è l’ingresso in campo di Bernardeschi, che al 55′ rileva uno spento Ramsey. Sarri torna al 4-3-3, con Ronaldo che si allarga sulla sinistra e Higuain si piazza al centro dell’attacco. Il primo vero squillo di Sarrismo della partita arriva al 60′, quando Alex Sandro, Matuidi e Ronaldo si scambiano la palla diverse volte sulla sinistra, finchè questa non torna nei piedi di del brasiliano, il quale fa un cambio di gioco al bacio. Riceve Cuadrado, che fa valere tutta la sua velocità e si porta sul lato destro del limite dell’area, la copertura non è efficace e il cross parte. A ricevere è Higuain, che colpisce di testa, ma, suo malgrado, spedisce fuori di centimetri. ù

Ora la Juve ci crede ed è di nuovo padrona del campo. Il possesso palla è praticamente ad appannaggio bianconero. Il gol del pareggio arriva al 66′. Khedira sbaglia in mezzo al campo e Sensi recupera e si appresta a partire; il raddoppio difensivo, però, è perfetto, Pjanic recupera e lascia il pallone a Cuadrado. Il Colombiano è ormai perfettamente integrato negli schemi di Sarri e sa che sulla sinistra arriverà puntuale il taglio in verticale di Cristiano e infatti lo serve. Il portoghese riceve e di contro balzo segna riequilibrando il risultato. Salto ed esultanza Inter-Juventus è sull’1-1.

Conte rimandato dal maestro Sarri Ronaldo

I cambi

Al 70′ arrivano i tre cambi dell’Inter, con Conte che si gioca il tutto per tutto. fuori Barella e dentro Vecino per dare più fisicità, dentro Gagliardini per uno sfinito Sensi e Politano per Lautaro. Sul fronte opposto i cambi arrivano due minuti più tardi, con un ottimo Higuain che lascia il posto a Dybala e Pjanic che viene rilevato da Bentancur.

La (non) reazione

Conte striglia i suoi e si sgola per invitarli a reagire: c’è tempo. Ma la reazione non arriva e la Juve continua a dominare, infatti il vantaggio degli uomini di Sarri arriva ed è definitivo. Nessuna pecca interista, solo tecnica eccelsa di un calciatore: Federico Bernardeschi. L’ex Fiorentina all’80’ va incontro a Bentancur, riceve dal regista, si gira, dribbla Gagliardini e De Vrij e dai 3o metri fa partire un sinistro che è un capolavoro calcistico: palla sotto il sette, Handanovic impotente e vantaggio juventino.

Nei minuti finali l’Inter imbastisce due azioni, ormai tardive, per cercare di riagguantare il pareggio. La prima parte dalle mani di Handanovic, il quale con un rinvio lungo trova un Asamoah lasciato un po’ troppo solo, il quale si accentra lasciando sul posto Cuadrado e crossa in mezzo. La palla attraversa l’area di rigore e incontra una deviazione di De Ligt, per poi stamparsi sul palo e vedersi spazzata da Leonardo Bonucci. L’ultimo brivido della partita è per i bianconeri. La palla passa da Godin a Brozovic e dal croato sul petto di Lukaku, il quale si gira perfettamente all’altezza del dischetto, ma si vede deviare la conclusione da un Bentancur molto attento alla fase difensiva.

Conte rimandato dal maestro Sarri

Il fischio finale alle arriva alle 22:33 e segna un cambio al vertice: la Juve torna prima e ridimensiona, almeno per il momento, l’Inter di re Conte. La pazienza di Sarri e i cambi azzeccati vengono ricompensati. Inter-Juventus si chiude con la vittoria in rimonta della Juventus per 1-2. Conte è rimandato dal maestro Sarri, primo esame andato a vuoto della stagione.

Ma il campionato è lungo e le mie visioni mi dicono che questa lotta fra titani non è ancora finita.

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