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L’attacco del Napoli si è inceppato

Negli ultimi giorni di agosto quasi nessuno avrebbe immaginato un Napoli con dei problemi in fase offensiva. Dai 7 gol realizzati, e altrettanti subiti, nelle prime due giornate di campionato, il reparto d’attacco sembrava essere l’arma letale degli azzurri. Nell’anno della consacrazione di Ancelotti, però, le cose non sembrano andare secondo i piani stabili: l’attacco del Napoli si è inceppato.

Il secondo posto ci sta stretto”, affermava il mister a Dimaro, eppure gli azzurri non divertono più come qualche anno fa, quando gioco partenopeo sembrava secondo solo al tiki-taka catalano. In più, adesso, concretizzare le produzione sembra essere diventato un problema cruciale. 

“Siamo stati troppo timidi nel concretizzare. Non solo cali di tensione, nella parte iniziale del campionato avevamo una capacità realizzativa impressionante. Ci manca un po’ di pericolosità, sono cose che dobbiamo mettere a posto. Dobbiamo essere efficaci. “
Le parole del tecnico di Reggiolo dopo Torino

Due reti in quattro partite

Nelle ultime quattro gare ufficiali, Mertens e co. ha realizzato solamente due reti contro Brescia, Cagliari, Genk e Torino. 

Milik e Lozano fanno fatica: il primo è troppo poco cinico e sfortunato sotto porta, mentre il messicano è spaesato, come se il campo da calcio fosse un qualcosa che non gli appartenesse. Insigne ha smarrito la fantasia del numero 10, mentre Younes è costretto a scaldare la panchina. Dries Mertens sembra essere l’unica speranza ma se non segna lui il Napoli resta a bocca asciutta.

Mediana pesante

Come se non bastasse la mediana sembra avere già le gambe pesanti: dal dolce ricordo di un Allan che murava senza problemi le incursioni di Salah, Neymar e Mbappè, si è passati all’immagine del brasiliano che non sembra avere più la lucidità per essere pulito nei passaggi. Stesso discorso per Fabian e Zielinski: se il primo non crea o inventa per far ripartire i suoi uomini, il secondo trasforma la sua discontinuità in prestazioni continuamente negative.

Bene Manolas, benissimo Meret, ma a spiccare è Di Lorenzo: il terzino toscano si fa trovare sempre pronto, anche quando Ancelotti lo impiega come difensore centrale contro il Brescia, dopo gli infortuni di Maksimovic e Manolas. Ghoulam non ha più il passo di un tempo.

Se il Napoli ha subito 7 gol tra Fiorentina e Juventus e sembrava palesare problemi in fase di non possesso, ora la difesa appare come l’unico ingranaggio funzionante nella giostra di Ancelotti. Sono solo tre i gol subiti nelle ultime sette gare ufficiali, tra campionato e Champions League. La squadra cambia forma e non sembra avere una vera e propria identità. L’attacco muta e non realizza.  L’attacco del Napoli si è inceppato e in discussione è lo stesso Ancelotti.

Qualcosa non funziona, ed è ancora più evidente se confrontiamo le prestazioni degli azzurri con le prime della classe sempre più convincenti ed identitarie, più vicine al concetto di se stesse. 

Capovolgimento delle difficoltà

Sotto il Vesuvio, invece, tutto si trasforma: il ruolo dei calciatori, le vesti tattiche. Il risultato è il capovolgimento delle difficoltà, che si spostano dal reparto difensivo alle armi letali: l’attacco del Napoli si è inceppato.

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