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I vincitori e gli sconfitti del Gran Premio del Giappone

L’impreparazione della Ferrari allo start del GP di Suzuka ha aperto la strada all’ennesima vittoria targata Mercedes e ha portato alla conquista del sesto titolo costruttori da parte della scuderia tedesca. Di seguito i “vincitori” e gli “sconfitti” dell’eccitante Gran Premio del Giappone.

Vincitori: Mercedes

Sesto anno, sesto titolo costruttori. La Mercedes è stata più che prolifica nell’era del turbo-ibrido garantendosi, grazie alla loro maestria nel reinventarsi una monoposto iper competitiva, la loro 12esima vittoria in 17 gare durante il weekend in quel dì Suzuka – colpevole anche la deplorevole partenza delle due Ferrari.

Con entrambi i caschi Ferrari fuori dai giochi, solo Lewis Hamilton e Valtteri Bottas potranno reclamare il titolo piloti. Questo significa che la Mercedes è riuscita nell’impensabile impresa di accaparrarsi 6 titoli costruttori e altrettanti titolo piloti. Un dominioe un record assoluto mai eguagliato nella storia della Formula1.

Ce l’hanno fatta rimboccandosi le maniche e conquistando il gradino più alto del podio partendo dalla seconda fila. Ma la brillante partenza del finnico e la tipica anima battagliera del britannico hanno surclassato la compagine avversaria fino al tanto agognato traguardo.

Sconfitti: Robert Kubica

Questo non è stato sicuramente un ottimo fine settimana per Robert Kubica. Prima lo schianto durante le qualifiche che ha richiesto un notevole dispiego di energie da parte del Team Williams affinché il telaio della monoposto fosse pronto per correre domenica.

Poi, durante la gara, ha mancato di ritmo e fiducia nella vettura finendo per essere incisivo anche nelle sorti del suo compagno di squadra George Russell.

Il Polacco, che ora ha 4 gare prima della risoluzione del contratto con la Williams, è apparso frustrato per la scelta del Team di non concedergli le parti sviluppate in settimana per poter competere in qualifica e in gara. Ma visto il susseguirsi degli incidenti e le misere prestazioni offerte dal pilota, la scelta del Team non si è rivelata poi tanto sbagliata.

Vincitori: Valtteri Bottas

Ah, l’ebbrezza della vittoria. Era passato un po’ dalla ultima volta in cui Bottas aveva scalato fino in fondo il podio e si era stanziato sull’ultimo gradino. In effetti 5 mesi son tanti. Sembra passata un’eternità dalla sua ultima vittoria nel Gran Premio d’Azerbaijan.

Ha veramente meritato di vincere grazie a quella sua ottima partenza che l’ha proiettato dalla terza posizione alla guida del tracciato. Gestire i tempi, il motore e le gomme è stato poi un gioco da ragazzi.

Una grande vittoria accompagnata da una grandissima prestazione offerta anche ai danni del suo compagno di squadra Lewis Hamilton, il quale si è ritrovato per la prima volta alle spalle del finnico dopo la pausa estiva.

Sconfitti: Max Verstappen

In casa RedBull c’erano grandi speranze intorno ad un weekend di gara che aveva fatto ben augurare grazie alle ottime prestazioni offerte dalla prima guida olandese e dall’ottimo feedback riscontrato con il comportamento del motore e dell’engine in toto.

Ma il paradosso era dietro l’angolo. Un quinto posto in qualifica, il suo piazzamento peggiore a Suzuka dal suo esordio nel 2016, e un ritiro nella prima parte di gara hanno stroncato sul nascere le ambizioni della scuderia.

La sua gara è terminata pochi secondi dopo il via, quando Charles Leclerc in curva 2 lo impatta con l’ala anteriore danneggiandogli la monoposto, costringendolo ad un testa coda pesantissimo ed infine ad un amaro ritiro.

Vincitori: Sebastian Vettel

Okay, non ha vinto. Okay, l’amarezza aumenta pensando al vanificassi di quella pole ottenuta contro tutti i pronostici. Però, sì, però di facce positive questo Gran Premio ne ha eccome per il tedesco.

In primis, l’essersi guadagnato la sua seconda pole dopo quella ottenuta in Canada. E poi, l’aver ottenuto un filotto di 9 piazzamenti migliori rispetto al suo team-mate Leclerc.

Questa è stata la sua prima pole a Suzuka dal 2012, con il solo Michael Schumacher ad aver un bottino ben più ampio (8). Durante la gara è bene ricordare il livello della sua prestazione: una prestazione tutta in crescendo, dopo esser stato protagonista di una pessima partenza.

Questa è la terza gara in cui è finalmente tornato in scena il Vettel dei vecchi tempi. Speriamo che l’angolo sia stato svoltato e che dinanzi a lui non l’aspetti altro che un lungo rettilineo.

Sconfitti: Charles Leclerc

Il Leclerc messo in mostra a Spa e a Monza sembra appartenere ad un tempo lontano, troppo lontano. A Suzuka, il monegasco, non aveva la (cosiddetta) pace per poter contendere a Vettel – prima – la pole, e al team Mercedes – poi – il podio.

In gara è stato penalizzato dallo scontro con l’olandese della RedBull; errore che gli è costato una penalità di 5secondi e due punti da sottrarre alla classifica piloti. In più, c’è d’aggiungere una multa di € 25.000 imputata alla Ferrari per aver permesso ad una vettura danneggiata di continuare indisturbata la gara.

Il monegasco ha combattuto valorosamente per riprendersi dal testacoda in cui è incappato, guadagnandosi – in gara – la sesta posizione, che poi è divenuta settimandopomil concretizzarsi delle penalità.

Non il miglior modo per suggellare un weekend complicato come quello Nipponico.

Vincitori: fans Nipponici

Non c’è nessun altro luogo al mondo in cui un tracciato così spettacolare si fonda ad una folla entusiasta e gioiosa come quella a Suzuka. Un folla che non possiamo includere tra i vincitori e gli sconfitti del Gran Premio di Giappone, naturalmente sotto la prima dicitura.

Tifosi che hanno affollato le gradinate del tracciato vestiti di capo piede con merchandising targato Formula1. Decine di migliaia di spettatori presenti sin dalle prime ore della giornata. Presenti sin dal giovedì, anche solo per vedere i team all’opera nei garage.

I tifosi nipponici non sono solo parte integrante del Gran Premio di Suzuka, essi sono il Gran Premio di Suzuka.

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