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Il Liverpool appare una macchina perfetta

Salve, il buon vecchio Hury-El augura ancora una volta il benvenuto a tutti voi cari lettori. Quest’oggi sarà mio piacere raccontarvi come non sia solamente il diavolo rossonero a passare brutti periodi, poiché anche i diavoli rossi di Manchester continuano ad attraversare un momentaccio. E, purtroppo per lo United non poteva esserci momento peggiore per affrontare i rivali storici per antonomasia. Il Liverpool appare una macchina perfetta, unica squadra tra i primi 5 campionati ancora a punteggio pieno. Jurgen Klopp ha plasmato un gruppo, prima ancora della squadra, davvero fenomenale.

Nonostante le mura amiche del teatro dei sogni, i Red Devils avrebbero dovuto compiere una mezza impresa per strappare i tre punti a questo Liverpool. Impresa purtroppo impantanatasi già dalle prime battute nelle intenzioni degli uomini di Solskjaer, sovrastati dalla furia agonistica dei Reds. Il tecnico norvegese alla guida del Manchester è ormai prossimo a essere sollevato dall’incarico. Questa pesante sconfitta in casa può aver aperto le porte a Massimiliano Allegri, pronto a subentrare e a rimettersi in gioco in una gloriosa piazza.

Il Liverpool arriva all’Old Trafford con la migliore difesa della Premier League e con il secondo miglior attacco dopo il City di Guardiola. Per contro lo United si appresta ad affrontare i campioni d’Europa dopo una brutta sconfitta subita con il Newcastle. I tifosi di Manchester si attendono una reazione dai propri ragazzi, perlomeno nell’impegno e nella lucidità.

Inizia la partita

Jurgen Klopp si affida alla sua formazione titolare tipo, ad eccezione del portiere Alisson infortunato: Adriàn in porta; Alexader-Arnold, Matip, Van Dijk e Robertson a comporre i quattro di difesa; Henderson, Fabinho, Wijnaldum schierati a centrocampo; l’attacco presenta il tridente classico Salah, Firmino, Mané. Solskjaer risponde con il 4-2-3-1 i cui interpreti sono: Romero tra i pali; Young, Lindelof, Maguire e il giovane Axel Tuanzebe in difesa; a centrocampo i due uomini sono Matic e McTominay, ormai stabilmente al poisto di Matic; Alvaro Pereira, Lingard e Mata a sostegno dell’unica punta Rashford.

Alle 17.30 in punto di un grigio e piovoso pomeriggio di Manchester, il fischio dell’arbitro dà inizio alla partita tra le due grandi rivali d’Inghilterra. L’Old Trafford è gremito, il tifo caldissimo e le aspettative non mancano. I fedelissimi della Kop sono ovviamente al seguito dei loro beniamini campioni d’Europa, pronti a rispondere con il loro calore al tifo Red Devils.

Il primo pallone è giocato dai padroni di casa. Immediatamente scatta furioso il pressing del Liverpool che costringe Matic a toccare indietro la palla in direzione di Maguire, il quale è forzato dall’arrivo prepotente di Salah a rinviare in avanti. La sfera finisce in fallo laterale a centrocampo. Henderson effettua la rimessa con le mani su Alexander-Arnold a cui non rimane che mettere ordine cominciando a far girare il gioco tra difesa e mediana, pronti per accelerare improvvisamente. Lo United è ben consapevole del rischio in cui si può incorrere con il Liverpool in contropiede. Per questo motivo alterna il pressing di due-tre uomini davanti, rimanendo tuttavia guardingo dal centrocampo in giù, non alzando così la linea di difesa per non mostrare la schiena ai purosangue di Klopp. Non passano neppure dieci minuti e i Reds arrivano già due volte alla conclusione pericolosa in porta.

Primi assalti Reds

Al minuto 6, un passaggio troppo prevedibile di McTominay all’indirizzo di Lingard viene letto in anticipo da Wijnaldum, il quale mette subito Alexander-Arnold in condizione di correre lungo la fascia. Alex Tuanzebe tenta di reggere il confronto con il terzino del Liverpool, ma questi ha più forza e velocità nelle gambe che gli permettono di saltarlo e appoggiare verso Salah, sul vertice destro dell’area di rigore. Il Messi egiziano punta Maguire, finta di andare a sinistra poi sterza di netto verso il fondo. Firmino si stacca sul dischetto, Mané attacca dal secondo palo verso l’area piccola al centro. Momo, tuttavia, pecca di egoismo tentando la conclusione da posizione molto defilata. Il tiro riesce comunque a trovare lo specchio della porta, dove un sicuro Romero respinge in calcio d’angolo.

Disappunto da parte del senegalese e del brasiliano che reclamavano il passaggio. Salah chiede scusa, ma un po’ troppo spesso l’attaccante egiziano si è fatto ingolosire dalle occasioni personali non considerando i compagni. Klopp strizza le labbra a metà tra rammarico e soddisfazione per lo sviluppo dell’azione e del pressing.

Solamente tre minuti più tardi, in seguito ad un’azione ben manovrata sulla sinistra tra Robertson, Wijnaldum e Mané, il terzino sinistro chiude un triangolo lungo sul fondo con un cross pennellato. Gli inserimenti in area di Fabinho e Henderson attirano l’attenzione della difesa United lasciando praticamente libero Firmino di battere verso la porta. Conclusione di piatto destro un po’ strozzata da circa sei metri dallo specchio. Anche questa volta il portiere spagnolo risponde presente bloccando in due tempi il tiro del brasiliano. Klopp applaude stavolta, così come la Kop. I tifosi del Manchester cominciano a rumoreggiare, senza però far mai mancare il supporto.

Vantaggio Liverpool

I Red Devils sembrano frastornati. Il Liverpool appare una macchina perfetta. Il centrocampo dei padroni di casa non riesce a trovare gli automatismi, anche i più semplici in uscita. Qualche volta Matic riesce a guadagnare campo, tuttavia il raccordo con l’attacco, nello specifico con Mata, non riesce quasi mai a causa di un’esemplare copertura degli spazi da parte degli ospiti. Lingard scappa troppo facilmente e prematuramente, mentre Rashford arretra sulla trequarti per cercare palloni giocabili sempre tallonato a turno o da Matip o da Van Dijk. Young è costantemente sotto la pressione di Robertson e Manè in tandem, non consentendogli di trovare il coraggio di fare sortite offensive. E proprio in questo momento di confusione United il Liverpool ne approfitta e piazza la zampata.

Al minuto 14 una splendida combinazione nello stretto tra Firmino e Salah libera Fabinho per la conclusione sulla quale nulla può De Gea. Dopo l’ennesima palla non controllata da Lingard sull’attacco di Alexander-Arnold il Liverpool comincia a far girare palla da destra verso sinistra, e poi ancora a destra. La difesa dei ragazzi di Solskjaer è schiacciata tutta negli ultimi venti metri, e non appena la palla arriva tra i piedi di Salah questi punta ancora una volta il fondo. Improvvisamente si arresta poco dentro l’area di rigore, tocca la sfera a Firmino, il play offensivo dei Reds, poi finta ancora lo scatto verso la profondità ma si avvicina al suo numero 9, liberando la corsia per l’inserimento di Fabinho. Il centravanti del Liverpool appoggia delicatamente la palla sulla corsa di Salah, il quale di prima tocca col suo mancino per Fabinho ormai libero davanti alla porta.

Conclusione rasoterra precisa e angolata sulla quale non può nulla il portiere della nazionale argentina. Esplode la Kop proprio sopra i giocatori dei Reds dietro la porta dello United. Klopp sorride in segno di soddisfazione dopo un’azione bellissima eseguita con i giusti tempi. Adesso più che mai davvero il Liverpool appare una macchina perfetta. Lo scoramento dei giocatori padroni di casa è palese. Non sembrano in grado di poter reagire, e la cosa più inquietante è che siamo appena al quarto d’ora iniziale.

Diavoli rossi nella marea rossa

Sugli sviluppi del 3 corner a beneficio del Liverpool, Lindelof allontana proprio sui piedi del mediano Henderson al limite dell’area. Questi non ci pensa due volte e calcia forte e teso. Romero si tuffa con un pizzico di ritardo, ma la palla sibila accanto al palo ed esce al minuto 22. Le occasioni fioccano vicino all’area di rigore dello United, e anche il possesso palla è nettamente a favore dei Reds, tanto in quantità che in qualità.

Tra il 25esimo e l’intervallo Romero ha dovuto compiere altre tre parate, di cui almeno una impegnativa. Mentre il suo diretto avversario di ruolo è stato chiamato all’azione solamente su un tiro, neppure troppo irresistibile, dalla distanza di Rashford, e due uscite alte su traversoni poco convinti dalla trequarti. Questo ci offre un po’ il quadro della situazione in campo. Nonostante Solskjaer tenti di scuotere i suoi ragazzi, non ottieni alcun risultato. Anche gli uomini di maggior responsabilità come Matic e Mata non riescono a dare serenità ai compagni, essendo loro in primis in difficoltà sull’aggressività dei Reds e sulla mancanza di uno sbocco sicuro di gioco.

Poco davvero da parte del Manchester. Realmente notevole invece lo spettacolo offerto dal Liverpool che testimonia il motivo per cui sia l’unica squadra tra i primi cinque campionati ancora a punteggio pieno.

Inizio di ripresa, ancora Reds

I primi a rientrare in campo dopo l’intervallo sono proprio gli undici di Klopp, un paio di minuti più tardi escono dal tunnel anche i padroni di casa. Sicuramente Solskjaer ha sfruttato ogni istante a sua disposizione per dettare le nuove contromisure e tentare di ribaltare la partita. Con i 22 schierati e pronti, l’arbitro decreta l’inizio della seconda frazione. Il copione sembra essere lo stesso con cui si erano conclusi i primi 45 minuti. il Liverpool continua a pressare alto con lo scopo di disturbare i tempi di gioco dei palleggiatori in casacca rossa tra centrocampo e trequarti. Lo United sembra voler essere più determinato a rimettere in carreggiata la partita. Esattamente come nei primi minuti del match, i Reds si presentano nuovamente al cospetto di Romero al minuto 51, dopo un’ennesima ripartenza impostata dal terzino sinistro Robertson.

Il nazionale scozzese, dopo aver intercettato un cambio di gioco effettuato da Pogba all’indirizzo di Pereira, percorre tutta la corsia sinistra come un treno in corsa. Giunto nei pressi dell’area chiede ed ottiene l’uno due con Mané. Il passaggio di ritorno è preciso. Robertson con il suo mancino pennella di prima un traversone radente dal fondo verso il dischetto dell’area di rigore dove Firmino piomba con i tempi giusti. Sfortunatamente apre troppo il piatto e il pallone sorvola la traversa per il sollievo dei supporters dello United proprio dietro alla porta di Romero.

Troppo Liverpool per questi Red Devils

S’innalza l’ennesimo grido dalla Kop, l’incitamento si fa assordante, vogliono il raddoppio. Solskjaer sa bene che dovrà fare qualcosa a breve, o la speranza dei tifosi Reds potrebbe presto tramutarsi in realtà. Nel frattempo anche i giocatori del tecnico norvegese percepiscono il pericolo e improvvisamente la partita si fa più fisica, con messaggi precisi da recapitare. Il giallo estratto al minuto 57 all’indirizzo di Alex Tuanzebe in seguito al fallo commesso su Salah ne è riprova. Il Liverpool percepisce l’odore del sangue. Al minuto 64, un calcio d’angolo concesso dal guardalinee per l’ultimo tocco di Young impegnato con Fabinho decentratosi.

In seguito agli sviluppi del corner, in un batti e ribatti in area, sbuca con balzo di giaguaro l’olandese Georginio Wijnaldum, che di collo esterno fulmina l’intera difesa del Manchester. Romero non accenna neppure la parata, può soltanto guardarla, pregare e infine chinare il capo. Raddoppio del Liverpool all’Old Trafford. Adesso i tifosi dello United passano dal rumoreggiare alla protesta vera e propria.

Mosse obbligate e freschezza

Solskjaer corre subito alle mosse obbligate: fuori un impalpabile Pereira, dentro il classe 2001 Greenwood. Appena entrato il giovanissimo attaccante inglese cerca immediatamente il dialogo con Rashford, sempre braccato dal colosso olandese Van Dijk. I primi tentativi sembrano promettere chances a breve, tant’è che proprio dopo uno scambio tra i due compagni di reparto arriverà il gol del 1-2. Grazie ad un geniale velo di Rashford che lascia passare tra le gambe la palla, si incunea dalla sinistra Mata che, dopo un controllo prezioso, scavalca l’uscente Adriàn con un tocco sotto e accorcia le distanze a 17 minuti dalla fine.

Il Manchester United, mai davvero pericoloso fino al minuto 73, trova il modo di riaprire la partita in maniera quasi del tutto inaspettata. La freschezza e il talento del giovane Greenwood in combinazione con Rashford e Mata hanno prodotto un gol davvero pregevole, tutto basato sulla classe. Infatti è stato un fulmine a ciel sereno per il Liverpool, che aveva praticamente dominato apparendo davvero una macchina perfetta.

Altri cambi…

Klopp non ha ancora effettuato nessuna sostituzione, ma in quel momento di gioia Red Devils, lui impassibile, deve aver pensato che probabilmente era arrivato il momento del primo cambio. Così, nel tripudio dei supporters dello United, pieni di ritrovato entusiasmo e carichi di speranze, esce dal campo il brasiliano Firmino per Origi. L’intenzione è quella di far valere la prestanza fisica del belga tanto nei palloni alti quanto nella protezione della sfera. Due minuti più tardi Henderson si fa ammonire per un fallo tattico commesso con lo scopo di non lasciar partire McTominay verso un potenziale tre contro tre. Fallo di notevole intelligenza. I minuti passano incessanti, il tifo sulle gradinate è alle stelle, entrambe le tifoserie incitano disperatamente la loro squadra.

Il Liverpool raduna nuovamente le idee e ricomincia a impostare il proprio calcio. Siamo al minuto 83, doppio cambio per Solskjaer. Si gioca il tutto per tutto. Fuori McTominay e Young, dentro Fred e Tahith Chong, classe 1999. Difesa a tre, quattro a centrocampo e trequarti, tre sul fronte d’attacco con Rashford al centro, Chong leggermente decentrato sulla sinistra, Greenwood sulla destra, quasi ala aggiunta. Giovanissimi in attacco con sfontatezza. Le forze cominciano a venir meno dopo una partita giocata ad alti ritmi. Tuttavia, le energie nervose non sono ancora in riserva, e l’arbitro fa in tempo a sventolare altri due cartellini gialli all’indirizzo di Pogba, diffidato, e di Fabinho.

10 su 10: il Liverpool a punteggio pieno

Il quarto uomo solleva il tabellone luminoso, 4 minuti di recupero. Klopp urla ai suoi di resistere, la Kop sembra già festeggiare. Solskjaer sente che la sua ora sta per scoccare e che Massimiliano Allegri sarà presto seduto al suo posto. L’ultimo assalto vero e proprio del Manchester si spegne tra le braccia sicure di Adriàn al minuto 93, dopo che uno scambio rapido dello United tra Chong e Rashford aveva liberato Pogba per la conclusione. Un contrasto a centrocampo, il pallone si avvia verso la rimessa laterale, esce. L’arbitro fischia la fine di questa bellissima partita. I Reds si confermano così l’unica squadra tra i primi cinque campionati ancora a punteggio pieno dopo 10 giornate. Il Liverpool appare una macchina perfetta in questo momento. Klopp può solo che esserne orgoglioso.

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