was successfully added to your cart.

Carrello

Sans-serif

Aa

Serif

Aa

Font size

+ -

Line height

+ -
Light
Dark
Sepia

De Ligt tocca con il gomito in area: ecco perché non è rigore

Ha fatto e sta ancora facendo discutere il fallo di mani in area di rigore del difensore della Juventus Matthijs de Ligt. Il calciatore bianconero, durante la sfida contro il Bologna, ha sbagliato un intervento in scivolata su un cross di Skov Olsen. Nello specifico, il pallone è stato colpito dal calciatore della Juventus con il piede ed è poi sbattuto contro il suo gomito. Dopo il check con il VAR, l’arbitro Irrati ha lasciato proseguire l’azione e non ha concesso il calcio di rigore alla squadra di Sinisa Mihajlovic.

Prima di discutere nel merito, va precisato che il comportamento degli arbitri tutti, rispetto all’infrazione di fallo di mano, è cambiato. Secondo le nuove regole, introdotte dall’International Board della FIFA, viene a mancare il fattore di volontarietà dei giocatori e diventa cruciale la postura del corpo.

“E’ uno scandalo” ha commentato il web, salvo poi scontrarsi contro le posizioni degli espertoni social. Battaglia a colpi di presunti regolamenti e regole paradossalmente inventate.

Dando uno sguardo al nuovo regolamento, alla pagina 8 della regola 12 riguardo “Falli e scorrettezze”, è un’infrazione se un calciatore:

– tocca intenzionalmente il pallone con la mano od il braccio, compreso se muove la mano o il braccio verso il pallone
-ottiene il possesso/controllo del pallone dopo che questo ha toccato le sue mani/braccia e poi:
segna nella porta avversaria
crea un’opportunità di segnare una rete
– segna nella porta avversaria direttamente con le mani/braccia, anche se accidentalmente, compreso il portiere

E’ di solito un’infrazione se un calciatore:
-tocca il pallone con le mani/braccia quando:
queste sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo
queste sono al di sopra dell’altezza delle sue spalle (a meno che il calciatore non giochi intenzionalmente il pallone che poi tocca le mani/braccia)

Le suddette infrazioni si concretizzano anche se il pallone tocca le mani/braccia del calciatore provenendo direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) di un altro calciatore che è vicino.

Ad eccezione delle suddette infrazioni, di solito non è un’infrazione se il pallone tocca le mani/braccia del calciatore:
-se proviene direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) del calciatore stesso
-se proviene direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) di un altro calciatore vicino
-se mani/braccia sono vicine al corpo e non si trovano in una posizione innaturale tale da aumentare lo spazio occupato dal corpo
-quando un calciatore cade a terra e mani/braccia sono tra corpo e terreno per sostenere il corpo, ma non estese lateralmente o verticalmente lontane dal corpo.

A tal proposito si è espresso anche Luca Marelli, ex arbitro ed esperto in materia, tramite il proprio blog:

“Su cross dalla destra di Skov Olsen c’è un tentativo di rinvio di De Ligt: Irrati non interviene e concede la rimessa laterale. Il VAR Fabbri chiede all’arbitro (correttamente) di attendere qualche istante prima di riprendere il gioco per aver la possibilità di rivedere l’azione. De Ligt interviene in modo goffo sul pallone e lo tocca nettamente con il tallone sinistro, deviandolo sul proprio braccio sinistro. Il pallone cambia direzione e rende in contatto successivo del tutto casuale e, pertanto, non punibile. In sintesi: il tocco di mano è rimasto un tocco di mano, non c’è fallo. Se De Ligt non avesse colpito il pallone con il tacco sinistro e se il pallone fosse carambolato direttamente sul braccio, il calcio di rigore sarebbe stato automatico: impossibile considerare naturale la posizione di quel braccio, staccato dal corpo ed in postura che non avrebbe potuto non essere valutata come innaturale”.

Guardando con attenzione alla posizione delle braccia di de Ligt, si nota che il suo braccio sinistro è in linea con la spalla, a 90° rispetto al busto.

Quella del difensore della Juventus, quindi rappresenta la classica eccezione che conferma la regola. La differenza la fa l’intenzione: se quest’ultimo devia il pallone allora il gesto è punibile, ma se gioca il pallone maldestramente, il discorso è ben diverso. La nuova regola sul fallo di mano poteva essere applicata in quasi tutti i casi, tranne se il pallone in precedenza non avesse impattato prima con un’altra parte del corpo.

Archiviato, dunque, il caso de Ligt. Non è calcio di rigore, spiace per i complottisti.

 

Lascia un commento