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Ebrima Darboe, dal Gambia alla Roma: nessun sogno è impossibile

Una volta il sogno della vita era quello americano, adesso arrivare in Europa, per i tanto discussi migranti provenienti dal Nord Africa, è quasi una visione onirica. Altro che per trovare fortuna. I tempi son drasticamente cambiati. I conflitti geo-politici costringono, ogni giorno, centinaia di migranti a giocare alla roulette. Le tratte clandestine di migranti rappresentano l’unica salvezza dai conflitti e da morte sicura. Quella che stiamo per raccontare potrebbe sembrarvi la storia di un ragazzo qualsiasi. In realtà il racconto che coinvolge Ebrima Darboe ha connotazioni ed un epilogo ben diverso.

Il diciottenne è nato in Gambia e come tanti suoi coetanei, con il sogno di diventare un calciatore professionista, guadagnare abbastanza da potersi allontanare da un paese martoriato come quello natìo e, perché no, sistemare anche la propria famiglia. Un desiderio non da poco che, però, forse è riuscito ad esaudire.

Questa è una storia di disperazione, con un lieto fine. Ebrima Darboe è arrivato tre anni fa, all’età di quindici anni, in Sicilia, insieme ad altri suoi connazionali. Essendo un minore non accompagnato, oltre che irregolare, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, lo Sprar, l’ha affidato ad una casa famiglia di Rieti. Quest’ultima ha contribuito in maniera esponenziale nella coltivazione delle passioni di quello che all’epoca dei fatti era solo un ragazzino solo e spaventato. E’ proprio lì, infatti, che ha ripreso a giocare a calcio. Nella squadra locale dell’ASD Young Rieti. La società dilettantistica l’ha aiutato, ovviamente, ad integrarsi nella comunità, oltre che ad inserirlo nel mondo della scuola.

Quella a Rieti è stata una tappa fondamentale per il suo percorso di vita. Grazie al sostegno dell casa famiglia sita nell’Ombelicus Italiae ha ricevuto lo status di rifugiato. Inoltre,  su di lui è intervenuta anche la FIFA, oltre che all’assistente sociale che ha dovuto autorizzare il trasferimento proprio dal Rieti alla Roma, in qualità di tutore nominato dal Tribunale.

La chiamata dei capitolini ha aperto un mondo ad Darboe che ha colto la possibilità di cambiare vita, senza pensarci due volte. Il club capitolino l’ha prelevato nell’agosto del 2017 e l’ha lentamente inserito all’interno del gruppo delle giovanili, fino ad arrivare in Primavera 1. Proprio la selezione giovanile giallorossa, lo scorso gennaio, gli ha dato la possibilità di esordire. Alberto De Rossi, all’ora tecnico della squadra capitolina, l’ha lanciato in campo in un match di Coppa Italia Primavera contro l’Atalanta. La sua prestazione non è stata, per ovvie ragioni, delle più convincenti: il suo percorso è stato lento e graduale, anche perché affiancato alla conclusione del percorso scolastico.

Ad oggi, il suo sogno è stato realizzato: grazie al contratto firmato con la squadra romana, percepisce uno stipendio di 80mila euro l’anno che spedisce alla sua famiglia rimasta in Gambia. Oltre alla realizzazione economica, anche quella sportiva. Perché Paulo Fonseca, neo allenatore capitolino, è in emergenza a centrocampo: il 18enne è stato convocato in prima squadra per la sfida di campionato contro il Milan. Dopo un viaggio infernale, per arrivare in Italia, durato sei lunghi mesi.

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