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Il Napoli riprende la corsa. La lupa si lecca le ferite.

Salve, il buon vecchio Hury-El augura ancora una volta il benvenuto a tutti voi cari lettori. Quest’oggi sarà mio piacere raccontarvi come il Napoli riprende la corsa in campionato dopo il pareggio con l’Atalanta al San Paolo. La partita è di quelle sentite per la tifoseria. Gli azzurri arrivano all’Olimpico di Roma per affrontare i giallorossi, momentaneamente quarti in classifica con un punto di vantaggio sui partenopei e la Lazio. Tanto mister Ancelotti, quanto Fonseca, sono consapevoli dell’importanza di questa partita. Chiunque ne esca con i tre punti avrà la possibilità di non staccarsi troppo dall’Atalanta dei miracoli e il duo di testa. I giallorossi hanno messo in campo tutto questo sabato pomeriggio, tuttavia la determinazione e gli automatismi azzurri hanno fatto la differenza. Il Napoli riprende la corsa, la Roma scende di un gradino in classifica a pari punti con i cugini biancocelesti, fermati sul 2-2 dal Milan a San Siro.

Inizia la partita

Fonseca, praticamente obbligato dagli infortuni e dalle indisponibilità, tra cui Fazio in settimana per un rosso rimediato contro l’Udinese, schiera il suo 4-2-3-1 con i seguenti interpreti. Lopez confermato tra i pali, Mancini torna centrale di difesa accanto a Smalling, mentre sulle fasce agiranno Florenzi a destra e Kolarov a sinistra. I due uomini di centrocampo saranno necessariamente Pastore e Veretout dietro al trequartista titolare Zaniolo. Davanti l’inamovibile Dzeko con Perotti e Kluivert ai suoi lati. Altra panchina per Under. Ancelotti risponde con un 4-4-2. Meret confermato in porta, voglioso di rifarsi dopo l’errore commesso in settimana. Ancora senza Manolas il tecnico si affida a Maksimovic da affiancare a Koulibaly al centro della difesa, terzini agiranno Di Lorenzo e Mario Rui. L’assenza di Allan a centrocampo consegna la titolarità a Zielinski, confermando gli altri tre di centrocampo Callejon, Fabian Ruiz e Insigne. Davanti le certezze Milik e Mertens.

Primo tempo

Dopo le polemiche per il mancato rigore concesso, giustamente o ingiustamente, al Napoli contro l’Atalanta, la scelta arbitrale per questa particolare sfida è ricaduta su Rocchi, alla sua 251esima in Serie A. Alle 15.00 in punto il direttore di gara toscano fischia l’inizio del match. Il Napoli, dopo aver giocato il primo pallone dietro, lancia immediatamente la corsa di Callejon sulla destra, il quale non riesce ad agganciare la sfera per merito dell’intervento di Kolarov. Il serbo interrompe l’azione, e con un colpo di testa indirizza il pallone verso il centro del campo, dove Veretout controlla in un primo momento prima di subire il contatto ad opera di Zielinski. Il gioco riprende con il possesso giallorosso. Tuttavia, il giro palla è decisamente più cauto rispetto a mercoledì, ovviamente l’avversario richiede attenzioni differenti. La ricerca di triangoli semplici nel tentativo di far entrare in ritmo il redivivo Pastore. I primi dieci minuti sono piuttosto interlocutori. Il Napoli cerca la riconquista alta della palla, e la Roma, che non volendo rischiare nulla, ricorre, quando imposto dal pressing azzurro, al lancio lungo su Dzeko. Il bosniaco tenta di agire da centroboa per i compagni che seguono l’azione, senza riuscire molto brillantemente nell’intento vista la marcatura di Koulibaly.

Ciro voglioso

Infatti, proprio da una sponda poco riuscita all’indirizzo di Zaniolo, il centrale senegalese legge l’appoggio debole e anticipa lo spagnolo, innescando immediatamente con un diagonale di venti metri Insigne. Questi dopo aver resistito ad un contrasto corpo a corpo con Florenzi si libera della sfera cercando e trovando Milik. Il polacco spalle alla porta gira a sua volta sulla zona di competenza di Mertens. Ricevuta palla il belga punta e salta Kolarov dirigendosi verso il fondo. Mancini è costretto a stringere in diagonale verso la zona di pericolo. “Ciro” entra in area, e anziché tentare l’assist per Milik verso il centro dell’area di rigore, smarcatosi dal proprio diretto difensore, tenta un dribbling a rientrare. Tuttavia, giovane il centrale italiano temporeggia e si avvicina all’attaccante napoletano, chiudendogli lo spazio per la conclusione e ribattendo da pochi centimetri di stinco l’intenzione di tiro di Mertens.

Il Napoli prende campo, la Roma passa in vantaggio

Con il passare dei minuti il Napoli riprende la corsa e inizia a conquistare sempre più campo. Al minuto 27, dopo un rapido scambio tra Mario Rui e Insigne il portoghese si ritrova il pallone sulla corsa per un cross teso. La sfera arriva nel cuore dell’area di rigore ma con un’uscita provvidenziale Pau Lopez fa sua la palla e con un rilancio effettuato con le mani pesca quasi sulla metà campo Zaniolo. Il giovane nazionale si invola verso la trequarti avversaria. Gli azzurri sono un po’ sbilanciati e si ritrovano a dover fronteggiare un tre contro tre in transizione. Dzeko si fa vedere tagliando dal centro verso la sinistra costringendo Maksimovic a seguirlo, mentre Koulibaly deve fronteggiare l’avanzata di Zaniolo. Sulla destra intanto Kluivert si allarga con i tempi giusti, consentendo al 22 giallorosso di imbeccarlo. L’olandese riceve, controlla, e con il terzo tocco anticipa il ritorno di Koulibaly mettendo la palla al centro dell’area. Dzeko, adesso smarcato, impatta di interno destro direttamente sotto la traversa dell’incolpevole Meret, portando così la Roma in vantaggio. Tripudio della curva Sud sotto la quale il bosniaco va esultando. Fonseca appare soddisfatto al momento.

Ancelotti predica calma e lucidità

Ancelotti dal canto suo, applaude i suoi invitandoli a reagire e a continuare col loro gioco. E così infatti si riprende dove eravamo prima della rete del vantaggio. il Napoli esegue le proprie trame, cerca verticalizzazioni rapide, i terzini si sovrappongono creando la superiorità numerica. Due conclusioni, una di Zielinski, l’altra di Mertens finiscono fuori dallo specchio della porta. La condizione fisica è nettamente dalla parte degli azzurri. Arriviamo così al minuto 34, quando dopo una palla ribattuta in calcio d’angolo il Napoli agguanta il pareggio grazie ad un poderoso stacco di testa di Maksimovic sul secondo palo che favorisce il tocco sotto porta di “Ciro”. Difesa giallorossa decisamente poco reattiva sulla spizzata del centrale napoletano. I supporters partenopei ruggiscono, il Napoli riprende la corsa. Ancelotti dà il cinque ai propri collaboratori e ne approfitta subito per dare altre indicazioni a Fabian Ruiz.

Tutto ribaltato

Il gioco riprende e Il Napoli anche, in meno di dieci minuti abbiamo avuto botta e risposta delle due società. Ma non è ancora finita la prima frazione di gara. Infatti al minuto 42 Pastore perde una palla sanguinosa nella propria trequarti sulla pressione di Fabian Ruiz. Insigne riceve, e dopo aver fintato il tiro dai 25 metri, allunga la sua corsa in diagonale e scocca un destro letale a giro che va ad infilarsi proprio sotto l’incrocio dei pali. Pau Lopez non accenna neppure la parata tanto è stato improvviso e forte il tiro del talento napoletano. L’urlo dei tifosi azzurri si innalza di nuovo e con ancora maggior vigore. Il direttore di gara fischia l’intervallo. Le squadre rientrano negli spogliatoi dopo un primo tempo giocato a ritmi non altissimi e con diverse interruzioni di gioco dovute probabilmente al timore di Rocchi di perdere il piglio della partita. Un solo cartellino giallo a scapito del Napoli con l’ammonizione di Zielinski per un intervento su Perotti al minuto 29.

Inizia la ripresa

Al fischio di Rocchi la palla è questa volta battuta dai ragazzi di Fonseca che sembrano voler ritrovare la serenità dimostrata a inizio gara, giocando semplice e a uno o due tocchi. Nessun cambio per entrambi gli allenatori. Tuttavia, i buoni propositi della Roma si scontrano ancora con una condizione fisica dei ragazzi di Ancelotti nettamente superiore. Ciò consente al Napoli di continuare a pressare alti e organizzati, così come accaduto nei primi 45 minuti di gioco. Da segnalare le difficoltà di Javier Pastore nel trovare uomini liberi quando è in possesso della palla, e nel farsi trovare libero nelle prime fasi di costruzione della manovra. Infatti, dopo 12 minuti Fonseca decide che è arrivato il momento per il primo cambio, e l’uomo indicato ad accomodarsi in panchina è proprio l’argentino, rilevato dal turco Mert Cetin. Mancini sale a centrocampo e il neo entrato affianca Smalling. Le geometrie migliorano leggermente vista la capacità del giovane azzurro di fare anche il mediano. Ciononostante i meccanismi partenopei sono più oliati. Zielinski agisce in modo perfetto come equilibratore insieme allo spagnolo Fabian Ruiz. Gli strappi continui sulle fasce tanto di Di Lorenzo quanto di Rui mettono costantemente in apprensione il reparto arretrato giallorosso. La retroguardia del Napoli sale con i tempi corretti mantenendosi sempre abbastanza alta.

Ruiz la chiude

Sembra solo questione di tempo, e così infatti è. Al minuto 71 dopo aver dribblato sia Florenzi che Mancini al limite del vertice sinistro dell’area di rigore romanista, Ruiz si ritrova solo faccia a faccia con Pau Lopez. il portiere tenta di uscire per ridurre lo specchio della porta al giocatore spagnolo, a cui però non manca il sangue freddo. Tocco sotto a mezzo metro dal portiere e palla in rete. 1-3 Napoli, sembra fatta ormai. Fonseca provvede immediatamente a richiamare Antonucci dalla panchina per rilevare uno spento Perotti. La Roma passa a un 4-4-2 molto offensivo che si tramuta in 4-2-4 in fase di attacco. I giallorossi ci provano a riaprire la partita con un paio di conclusioni da fuori area che terminano tra le mani sicure di Meret. Il Napoli ormai sembra voler gestire il ritmo, sente di averne di più e di poter controllare.

Palo della Roma, vittoria del Napoli

Al minuto 83 però il palo alla destra del giovane portiere azzurro conserva le distanze invariate dopo essere stato centrato con una cannonata paurosa calciata di prima intenzione da Veretout su sponda proprio del neo entrato Antonucci. Su quel destro, e quel palo, svaniscono di fatto tutte le speranze di riacciuffare la partita. Il Napoli, dopo aver tremato in quella circostanza, aumenta nuovamente i giri del motore portandosi a un passo dal 4-1 con il colpo di testa di Llorente, subentrato a Milik al minuto 78. Cross splendido di Di Lorenzo che pesca il colosso basco, il quale, quasi indisturbato, angola di testa eccessivamente indirizzando la palla di poco a lato. Dopo aver assegnato 3 minuti di recupero l’arbitro Rocchi decreta la fine del match.

Il Napoli riprende la corsa in campionato portandosi nuovamente in zona Champions, dietro alla miracolosa Dea di Bergamo. Ancelotti può essere fiero della prova offerta dai suoi ragazzi in risposta alle polemiche scaturite dal turno infrasettimanale. Il carattere c’è e il mister di Reggiolo lo sa bene. La lupa dovrà invece leccarsi le ferite e ripartire alla svelta. La zona Champions non attende nessuno e l’Atalanta è seriamente intenzionata anche quest’anno a occupare un posto alla tavola dei grandi.

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