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Balotelli e l’ennesimo calcio al razzismo

Balotelli Hellas Verona-Brescia – Ci sono problematiche, in Italia, che difficilmente hanno un modo per essere estirpate. E non parliamo certo dell’aumento dell’IVA, di crisi di governo o di cattiva gestione dei migranti. Quelli sono temi su cui, ne siamo certi, gran parte dei lettori presenti sul web volterebbero la faccia. Piuttosto, proviamo a parlare di razzismo. “Non sono razzista, ma…” è il trend topic degli ultimi anni. La paura, anzi, la fobia del diverso, ha reso gli italiani un popolo razzista. Senza paura di dirlo a gran voce.

Per questo, per rendere l’argomento fruibile ai più, meglio cadere in argomentazioni vicine a tutti, o quasi.

Quasi al 2020, il calcio ha un bacino d’utenza pressoché inestimabile. Proprio per questo faremo riferimento all’ultima giornata del campionato di Serie A per analizzare dei fatti gravissimi.

Era solo sabato che il match tra Roma e Napoli veniva interrotto dall’arbitro Rocchi a causa di cori di stampo razzista contro Napoli città ed i napoletani. Pochi minuti di stop che hanno dato un segnale importante.

Segnale che, però, non è stato recepito dalla tifoseria dell’Hellas Verona, non nuova ad episodi di stampo razzista contro le tifoserie del Sud Italia e contro i calciatori di colore.

Nel corso del match contro il Brescia, Mario Balotelli, italianissimo attaccante delle Rondinelle, è stato subissato di cori razzisti. Un evento spiacevole che il calciatore ha cercato di ignorare, fino a quando non si è, però, stufato. Palla calciata con foga verso la tifoseria veneta, in segno di stizza e gara interrotta per alcuni minuti, con i calciatori presenti sul terreno di gioco intenti a riportare le cose alla normalità.

Intervistato questa mattina, Luca Castellini, membro della curva dell’Hellas e già coordinatore per il Nord di Forza Nuova, partito di estrema destra, ha fatto chiarezza (rimediando solo un’altra brutta figura) circa la posizione della tifoseria veneta:

“Balotelli è italiano perché ha la cittadinanza italiana ma non potrà mai essere del tutto italiano. ce l’abbiamo anche noi un negro in squadra, che ha segnato, e tutta Verona gli ha battuto le mani. Balotelli, che è un giocatore finito, ha deciso, spinto secondo me da qualcuno e qualcosa, di fare quella pagliacciata e a lanciare il pallone in curva. L’anno prossimo Balotelli non gioca più a calcio, andrà in televisione a fare la primadonna. Appena è stato sotto la curva del Verona ha deciso di lanciare il pallone. A Verona lui si infastidisce perché gli cantiamo “Mario Mario” e lui preferisce essere insultato, come fanno tutti quanti. Ha infamato Verona”.

Pronta la risposta di SuperMario che con un post Instagram si è rivolto proprio al Castellini:

“Qua amici miei non c’entra più il calcio. State insinuando a situazioni sociali e storiche più grandi di voi piccoli esseri. Qua state impazzendo svegliatevi ignoranti. però quando Mario faceva e vi garantisco ancora farà gol per l’Italia vi stava bene?”.

Dichiarazioni a dir poco sgradevoli quelle del tifoso (se così si può definire) del Verona. Il Brescia, invece, ha aspramente condannato l’accaduto. Con un lungo comunicato apparso sul proprio sito ufficiale, il club lombardo ha espresso tutta il proprio sdegno:

“Alla luce di quanto accaduto questo pomeriggio alla Stadio Bentegodi di Verona, durante la partita Hellas Verona – Brescia, valida come 11a giornata di Serie A, il Brescia Calcio stigmatizza il comportamento di alcuni tifosi della squadra di casa che si sono resi protagonisti di un comportamento indegno e incivile, ai danni del giocatore Mario Balotelli.

Non meno gravi, sono apparse le dichiarazioni di alti rappresentanti manageriali della società Hellas Verona, a televisioni e organi di stampa, nel tentativo di negare o minimizzare la gravità dell’accaduto.

Quanto accaduto dalla zona interessata del campo di gioco non è stato infatti sentito solo dai giocatori del Brescia ma anche da quelli avversari e presumibilmente anche dal direttore di gara, tenuto conto delle immagini televisive che evidenziato come compagni di squadra, avversari e terna arbitrale abbiano ripetutamente cercato di convincere Balotelli a non lasciare il campo di gioco.

A conferma di questo è giunta in questi minuti la notizia che anche gli ispettori federali presenti al Bentegodi hanno sentito i cori razzisti ai danni del nostro giocatore e pare siano intenzionati a chiedere un supplemento d’indagine alla Procura Federale, dopo che il giudice sportivo si sarà espresso sulla vicenda.

Il Brescia Calcio esprime tutta la sua indignazione per il fatto che, ancora oggi, possano verificarsi episodi di questo genere e di tale gravità: questo pomeriggio è accaduto a un nostro giocatore ma sarebbe potuto accadere a chiunque altro, di qualsiasi squadra e la condanna sarebbe stata egualmente ferma e decisa.

Il calcio e’ di tutti e tutti meritano lo stesso rispetto!”.

Anche la politica italiana è intervenuta per provare a placare gli animi. La senatrice Liliana Segre è intervenuta sul caso, restando quasi di stucco: “Ancora guardano i colori delle persone?”.

Ciò che è certo è che la vergogna, negli stadi italiani, continua. Tra il silenzio di chi dovrebbe adottare provvedimenti.

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