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Il diavolo in caduta libera, la juve mantiene il primato

Salve, il buon vecchio Hury-El augura ancora una volta il benvenuto a tutti voi cari lettori. Quest’oggi sarà mio piacere raccontarvi la tragedia del povero diavolo in caduta libera, e l’avanzata inesorabile della Juventus verso l’ennesimo scudetto. Il Milan giunto allo Stadium con la speranza di strappare almeno un punto ha dovuto fare i conti con la realtà. Se poco più di un lustro fa queste due squadre si contendevano il primato in Italia, oggi un canyon separa le due compagini. Con una differenza di 16 punti e 10 posizioni in classifica, di 1.131 minuti giocati in Champions a favore dei giocatori bianconeri. Ultimo ma non ultimo per importanza, il monte ingaggi: quello della Juventus vicino ai 300 milioni, il Milan si aggira di poco sopra i 115.

INIZIA LA PARTITA

Pioli ha deciso di sperimentare il 3-4-2-1 proprio nella partita più difficile, e visti i risultati forse avrebbe potuto fare a meno di azzardare allo Stadium. Sarri spiazza tutti invece schierando titolare sulla trequarti nel suo 4-3-1-2 Bernardeschi, lasciando così in panchina i due favoriti alla titolarità Douglas Costa e Ramsey. Il Milan si presenta dunque in campo con i seguenti undici: Donnarumma; Duarte, Romagnoli e Rodriguez a comporre il trio difensivo; Conti, Bennacer, Paquetà e Theo a centrocampo; Suso e Calhanoglu a sostegno dell’unica punta Piatek. La Juve si presenta con Szczesny tra i pali; Quadrado, Bonucci, De Ligt e Alex Sandro in difesa; in mezzo agiscono Bentancur, Pjanic e Matuidi con Bernardeschi sulla trequarti; infine in attacco il duo CR7 Higuain.

PRIMO TEMPO

Per questo match l’arbitro designato da Nicola Rizzoli è Maresca, uno dei direttori di gara più attenti nell’ultimo periodo, affiancato al Var da Mazzoleni e Ranghetti. Alle 20.45 in punto il fischio di inizio, si parte. Il primo pallone è toccato dalla Juve, il Milan è costretta subito ad arretrare, poiché Pjanic con una sventagliata dalla propria trequarti tenta subito di trovare lo scatto di Bernardeschi sulla destra. L’ex viola, immediatamente dopo il fischio di inizio, ha bruciato Bennacer, suo diretto marcatore, e si è fatto trovare smarcato tra difesa e centrocampo rossonero.

PRONTI, VIA, JUVE

Lo juventino controlla con l’interno destro la palla, alza la testa, e dopo aver fintato un passaggio filtrante verso l’interno del campo per il pipita, scatta nuovamente verso il fondo. Ingaggia una sfida in velocità con Theo e, arrivati quasi spalla a spalla a fine campo, Bernardeschi anticipa l’intervento del terzino, il quale si aspettava un cross in mezzo. Esce invece un rasoterra in linea con il limite dell’area piccola, dove Cristiano Ronaldo sbuca da dietro le spalle di Romagnoli e di prima calcia verso lo specchio della porta. La conclusione, purtroppo per il portoghese, si spegne alla destra di Donnarumma, rimasto immobile e sorpreso dalla partenza lampo della Juventus.

IL DIAVOLO SBANDA

Neppure un minuto di gioco e i ragazzi di Sarri hanno saputo subito rendersi pericolosi. Il Milan tenta di scrollarsi di dosso il brivido iniziale, cercando di costruire la manovra partendo dal basso, ma i tempi di pressing della Juve sono eccellenti. Bennacer continua a proporsi, tuttavia è costantemente tallonato da Bernardeschi, il quale impedisce all’algerino di trovare gli spazi per dettare i tempi. Quindi è Theo prima e Paquetà poi a tentar di impostare la manovra e superare il pressing bianconero. Ogni pallone in verticale è preda del duo difensivo Bonucci De Ligt, che impediscono a Piatek di fare da boa centrale per far salire la squadra. Il pallino è nettamente in mano agli uomini di Sarri. Sembrano potersi rendere pericolosi in qualsiasi istante nei pressi dell’area milanista, peccando però talvolta di precisione nella rifinitura finale. Higuain si muove molto e bene, portando fuori zona uno dei due centrali a ogni azione offensiva della Juventus. Manca però la scintilla dopo lo squillo iniziale.

TENTATIVO DI REAZIONE

Intorno al minuto 16, il Milan sembra pian piano ritrovare un po’ di fiducia e, grazie al movimento di Bennacer sceso tra i centrali a ricevere palla per impostare la manovra, i rossoneri iniziano a girare. Paquetà si dimostra intraprendente con un paio di strappi, uno dei quali conclusosi con un pallone consegnato a Calhanoglu al limite dell’area, il cui pensiero dal momento della ricezione è solo uno: tirare. Così, domata la sfera, punta i sedici metri e si appresta a lasciar partire la stoccata, quando Bonucci esce con i tempi giusti e gli ribatte il tiro sul nascere, deviando così il pallone in calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner Piatek e Romagnoli creano movimento all’interno dell’area piccola, ma i centrali bianconeri la fanno da padrone, e De Ligt allontana la palla con un colpo di testa verso la fascia laterale destra.

BIANCONERI ANCORA PERICOLOSI

La sfera arriva dalle parti di CR7 che con una finta di corpo si libera di Conti, e dopo il primo controllo si lancia in contropiede. Il pipita corre al suo fianco. Theo e Rodriguez, rimasti in posizione arretrata sulla battuta del calcio d’angolo, scappano all’indietro mentre il centrocampo milanista tenta di recuperare terreno sulla fuga dei due attaccanti juventini. Nel frattempo Bernardeschi si invola sulla destra fornendo una seconda opzione a Cristiano. Questi, però, arrivato in prossimità dell’area avversaria, sfrutta il taglio di Higuain, controlla ancora la sfera con un tocco, e, anziché servire sulla corsa lo spagnolo, calcia di collo pieno verso la porta. Il pallone sembra indirizzato all’incrocio dei pali, e solo un intervento prodigioso di Donnarumma evita l’1-0.

VANTAGGIO JUVE

Qualcosa comunque sta per accadere. Passano altri 10 minuti più o meno interlocutori, in cui le due squadre sembrano voler trovare la giusta chiave di volta. Si segnalano due cartellini gialli. Il primo all’indirizzo di Bentancur per un intervento duro su Paquetà, il secondo per Piatek, causato da un intervento da dietro su Bonucci giudicato dal direttore di gare eccessivamente duro. Arriviamo dunque al minuto 29, la Juventus ha appena guadagnato il suo secondo calcio d’angolo della partita. Pjanic alla battuta dalla bandierina. Palla a spiovere perfettamente al limite destro dell’area piccola, incornata sontuosa di Di De Ligt subito dietro alle spalle di Duarte e secondo grande intervento del portiere rossonero. Tuttavia non riesce e respingere verso l’esterno, e come un rapace d’area di rigore CR7 batte a colpo sicuro alla sinistra di Donnarumma. Juve in vantaggio. Diavolo in caduta libera.

MILAN: “VORREI MA NON POSSO”

Il gioco riprende e il Milan non sembra volersi scuotere. Pioli continua a dare indicazioni, ma adesso che la Juve si trova in vantaggio e senza alcun bisogno di forzare il pressing, i tempi di gioco e copertura dei bianconeri sono ancoro più sincronizzati e naturali. Ennesima dimostrazione della forza della squadra allenata da mister Sarri. Il Milan cerca con continuità eccessiva Suso, ma così facendo non fanno altro che semplificare la strategia difensiva della Juve. Conti non riesce quasi mai ad entrare nel vivo del gioco, e i pochissimi palloni toccati ne sono la prova. Al minuto 37 ancora Suso ci prova con una conclusione dai 20 metri, ma il pallone finisce in curva ospiti per lo sconforto del suo centravanti Piatek, intenzionato a giocare in dai e vai con lo spagnolo. La Juventus mantiene la calma e non si fa spaventare, riprende la manovra, i triangoli e le imbucate improvvise, ma come a inizio partita è l’ultimo passaggio a difettare un po’. L’arbitro fischia dunque l’intervallo dopo un minuto di recupero concesso. Le squadre vanno negli spogliatoi con umori opposti. I bianconeri consapevoli della loro forza, il diavolo con un “vorrei ma non posso”.

SECONDO TEMPO

Il secondo tempo inizia con un cambio nella formazione di Pioli, fuori Rodriguez e dentro Krunic per tornare al 4-3-3 e sperare di raddrizzare una partita che sembra destinata alla sconfitta. Nessuna sostituzione per Sarri. Il Milan tocca il primo pallone della ripresa, tuttavia, il pressing immediato di Higiain su Bennacer costringe quest’ultimo ad affrettare il lancio difettando di precisione finendo fuori sulla sinistra. Quadrado rimette in gioco il pallone su Pjanic che restituisce subito al colombiano, il quale triangola con Bentancur, atterrato fallosamente all’altezza del centrocampo. La Juve batte la punizione indietro e ritorna a far girare il pallone così come aveva terminato il primo tempo. Non hanno nessuna fretta di affondare il colpo di grazia gli uomini di Sarri, e continuano a gestire la palla con maturità e a due tocchi.

RADDOPPIO JUVENTUS

Ogni tanto qualche fiammata di CR7, mette sotto pressione la retroguardia milanista, ma senza far correre eccessivi rischi al portiere della nazionale. Tutto ciò fino al minuto 56, quando un triangolo stretto, eseguito con precisione e velocità, tra Higuain e lo stesso Cristiano, sposta l’intero baricentro della difesa rossonera sulla destra. Il portoghese dopo un primo controllo, alza la testa e pennella un traversone delicato come la seta sul secondo palo, dove Quadrado non deve far altro che battere a rete. Il colombiano mentre gioisce si volta verso il guardalinee per accertarsi che non sventoli la bandierina. Nessun cenno, la VAR conferma, 2-0. Adesso il diavolo in caduta libera sembra davvero precipitare all’inferno.

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

A questo punto l’orgoglio della tifoseria ospite si fa sentire tra fischi e contestazioni. Tuttavia la reazione furente affidata agli strappi di Theo, e a qualche colpo di Calhanoglu nel tentativo di servire il pistolero solitario Piatek, ha dovuto inesorabilmente fare i conti con la realtà dell’organizzazione juventina. Il primo vero intervento di Szczesny si segnala al minuto 74 su un rasoterra di Suso, lasciato partire dai 20 metri e deviato in calcio d’angolo dal portiere polacco. Pioli ricorre ai due cambi rimasti, sostituendo Paquetà con Leao e Conti con Rebic. Sarri all’80esimo minuto dà riposo al grande protagonista della giornata Cristiano Ronaldo, richiamandolo in panchina per far subentrare Ramsey. La partita sembra definitivamente incanalata a favore della Juventus. Anche gli ultimi assalti rossoneri appaiono sterili e non convinti davvero. L’ultimo sussulto della partita arriva da Bernardeschi, che, rubata palla su un controllo difettoso di Bennacer, si invola in contropiede in un uno contro uno con Duarte. Lo punta, lo salta con discreta facilità ma si allunga un pelo la palla, che sicura termina tra le braccia di Donnarumma in uscita scivolta.

ALLA JUVE I 3 PUNTI, IL DIAVOLO SI È PERSO

La partita termina 2-0 allo Stadium di Torino tra Juventus e Milan. La Juve mantiene il primato in classifica tenendo a distanza ravvicinata l’Inter di Conte, sa di non poter commettere passi falsi quest’anno. Pioli non può che raccogliere i cocci di una sconfitta certamente non indolore ma tutto sommato ammissibile nell’arco di un campionato, e ripartire a testa alta. Il Napoli sarà la prossima sfida a San Siro. Il diavolo in caduta libera dovrà trovare tutte le proprie forze per riprendere quota. La Milano rossonera attende e pretende.

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