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È meglio un De Laurentiis oggi o uno sceicco domani?

È meglio un De Laurentiis oggi o uno sceicco domani? Sembra il gioco della gallina e dell’uovo ma, in realtà, a noi pare una questione esistenziale.

C’è un sceicco che vuole il Napoli

Da alcuni giorni, secondo quanto riportato dal quotidiano inglese Daily Mail, il qatariota Tamim Bin Hamad Al-Thani, membro della famiglia proprietaria del PSG, sarebbe interessato ad acquistare il Napoli. L’offerta si aggirerebbe sui 560 milioni di euro, cifra non all’altezza per il patron azzurro, che valuta la sua società non meno di 800 milioni. Per De Laurentiis, infatti, il solo valore della rosa è di 650 milioni, mentre il capitale liquido a disposizione ammonterebbe attorno ai 150. Totale dei conti della serva: 800.
Senza dubbio, il punto forte del club è la sostenibilità economica: il Napoli è una delle poche società in Italia a non presentare conti in rosso. 

Analizzando il valore della società, però, bisogna tener conto che, oltre all’organico e ai bilanci in positivo, De Laurentiis non detiene infrastrutture all’altezza di una squadra di alto livello, come uno stadio di proprietà, un centro sportivo moderno o una cantera giovanile.

Gli sceicchi nel calcio: il caso PSG e Malaga

Ora, non sempre gli sceicchi provenienti dal mondo arabo assicurano successi e fortune alle società. 

Gli esempi emblematici e contrapposti sono quelli di Paris Saint Germain e Malaga.

Nel 2011, la famiglia reale Al Thani acquista il Paris Saint Germain e, sin da subito, porta la squadra parigina ad essere tra le più importanti d’Europa. Fiumi di milioni scorrono per acquistare campioni come Ibrahimovic, Cavani, Thiago Silva, Neymar e Mbappè e, in sole 8 stagioni, il club conquista 20 trofei nazionali, mancando però l’obiettivo principale: la Champions League.

Volendo aprire una partentesi, Al-Thani, oltre alla squadra parigina, dirige il consiglio di amministrazione del Qatar Investment Authority; società qatariota che ingloba importanti quote di alcune aziende di prestigio, tra cui Volkswagen, Walt Disney, Harrods e Barclays, solo per citarne alcune. 

Caso parallelo ma opposto è quello dell’imprenditore Abdullah Al-Thani (omonimo ma non parente diretto) che nel 2010 acquista il Malaga. In poco tempo porta la squadra spagnola ai quarti di finali della Coppa dei Campioni, investendo su giocatori di alto livello. Poco dura, però, il sogno degli andalusi: il club viene escluso da tutte le competizioni Uefa per non aver rispettato le regole del fair play finanziario. Dopo essersi indebitato con società legate ad un progetto di rinnovo del porto di Mirabella, nella città di Malaga, la squadra subisce un’involuzione sportiva e retrocede in Segunda Division.

Sceicco si o sceicco no?

Tornando al discorso Napoli, l’idea dello sceicco sembra essere quella di servirsi della SSC Napoli come trampolino di lancio per investire poi sull’attività turistica campana. I casi prima citati sono solo due delle molteplici realtà che vedono gli sceicchi entrare nel mondo del calcio. Il calcio moderno, ormai, è sempre più legato ad un’idea aziendalistica che richiede grandi investimenti, e non solo nel mondo sportivo. 

Si allarga sempre di più la forbice che divide la passione dei tifosi con la nauseante ideologia di un capitalismo che è sempre più parte integrante del calcio moderno. Al-Thani può davvero portare fortuna alla società azzurra e alla città di Napoli? E se le cose non andassero per il verso giusto? È meglio un De Laurentiis oggi o uno sceicco domani?

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