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Perché guardare Bosnia-Italia?

“Perché guardare Bosnia-Italia?”, questa è stata, più o meno, la domanda che ognuno di voi si è posto quando ha scoperto che questa settimana la pausa Nazionali si sarebbe permessa, ancora una volta, di arrestare i top campionati.

Proprio adesso che si entra nel vivo, che weekend sarà senza le “partite”?  E senza fantacalcio?

Poi, parliamoci chiaro, sembra passata una vita dalla delusione Mondiale, siamo già tornati grandi. La Nazionale di Mancini ha già strappato il pass per la qualificazione ad Euro 2020, dunque nemmeno un pizzico di patriottismo potrà spingerci a guardare una noiosa trasferta balcanica.

E allora…“Perché guardare Bosnia-Italia?”

Vi siete sbagliati, l’abbiamo fatto tutti

Perché probabilmente vi siete sbagliati, l’abbiamo fatto tutti. L’impressione è che Bosnia-Italia, questa sera in scena tra le mura dello stadio Bilino Palje di Zenica, sarà il match più bello, finora disputato, del girone J e noi vogliamo convincervene.

La Bosnia

Dai tempi del sorteggio seconda forza del girone, non è ancora qualificata e non è detto che riesca a farlo ma ha ancora una piccola chance. Se la Nazionale di Prosinecki dovesse battere gli azzurri potrebbe non bastare e assisteremo ai cuori intrepidi di calciatori in attesa di un regalino dalle avversarie dirette.

La Bosnia Cap.2

Ciò che ha fregato la Nazionale di casa negli ultimi tempi è stata la presenza in campo. I Dzeko’s boys hanno avuto troppo spesso il vizio di uscire dalla partita, per l’organico in questione avremmo dovuto assistere ad un percorso molto più semplice di quanto abbiamo visto. Adesso sono arrivati al punto di non ritorno, Prosinecki schiererà tutti gli uomini di maggiore spessore: Kolasinac, Pjanic, Krunic, Dzeko. Tutto ciò porterà uno scontro degli opposti, la fibrillazione e la concentrazione bosniaca contro la tranquillità e la serenità degli azzurri già qualificati. No, non è detto che le prenderemo. Spesso lo stress gioca brutti scherzi e i nostri sono sulle ali dell’entusiasmo.

Bosnia chiama Dzeko

Dzeko c’è? Nessuno lo sa. Da quando il bosniaco ha tolto la tanto discussa mascherina è scomparso. L’ultima rete l’ha siglata con un poderoso colpo di testa contro il Milan. Poi, quattro partite senza segnare, o meglio, senza calciare, praticamente mai, verso la porta. Nelle ultime otto partite, tra campionato e coppa, il gol è sempre stato quello unico di cui dicevamo al Milan. Colpa dei 33 anni o della mancanza di un sostituto a Trigoria?

Capitano VS Capitano

Restiamo su Dzeko, o nei suoi dintorni. Il bosniaco a Roma si è ritrovato di botto capitano con Alessandro Florenzi declassato e orfano di fascia. Alessandro non gioca da un po’, è amareggiato e ha visto la sua leadership danneggiata. Questa sera i due capitani si ritroveranno uno di fronte all’altro.

Innamorati di Krunic

Krunic al Milan è un oggetto misterioso, lontano dalla nebbia di Milanello speriamo di vedere il giocatore che ci fece innamorare ad Empoli.

La formazione di Mancini e il ritorno di Zaniolo

La formazione di Mancini dovrebbe recitare: Donnarumma, Florenzi, Bonucci, Acerbi, Emerson, Zaniolo, Jorginho, Barella, El Sharaawy, Belotti, Insigne. Del rancore di Florenzi abbiamo già parlato, dunque palla a Zaniolo.
Il ragazzo che sembra definitivamente esploso (dopo le parole di Capello?) ha convinto il ct che ha chiosato “Zaniolo può servirci, ma in una posizione diversa rispetto a quella che tiene a Roma”. Insomma, curiosi di vedere il giovane più promettente di A prendere il posto di un altro dei giovani più promettenti di A: Sensi.

La rivincita del Gallo

Se sei un attaccante e ti ritrovi a giocarti una maglia da titolare con un compagno che ha segnato 14 reti in 12 giornate potresti essere in difficoltà nello scendere in campo. Si, perché anche se ti chiami Belotti fai fatica a correre dietro ad Immobile, terzo al momento con 28 punti nella classifica per la Scarpa d’oro. Eppure l’attaccante del Torino è stato scelto dal primo minuto e noi scommettiamo che non ha ancora dimenticato l’ultima Lazio-Torino, quando Ciro per esultare fece il gesto del Gallo.

Il paradosso Insigne

Il caos che si è generato a Napoli nelle ultime settimane ha qualcosa di paradossale, paradossale quanto il fatto che Lorenzo Insigne “Sono il più grande tifoso del Napoli” sia coinvolto e additato come uno dei capipopolo. Senza addentrarci nella questione, è indubbio che il capitano dei partenopei stia vivendo un inizio stagione complicato, non tanto per i numeri ma per continuità tecnica e rapporto con i tifosi. L’ultima col Genoa l’ha visto uscire dal campo sotto una pioggia di fischi. Questa sera, lontano 644km in linea d’aria da Fuorigrotta, avrà finalmente la possibilità di giocare senza alcuna pressione. Infondo l’Insigne migliore, negli ultimi mesi, l’abbiamo avuto in Nazionale, anche questo sembra paradossale.

Perché guardare Bosnia-Italia? 5

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