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Il brivido brasilero dei primi tre

Il brivido brasilero dei primi tre: intenso, imprevedibile e totalmente convincente, il GP brasiliano è stata una true edge-of-the-seat experience.

La Tempistica perfetta di Max 

Il Gran Premio brasiliano è stata una gara incredibilmente eccitante e drammatica, impacchettata di incidenti e imprevisti. Eppure mentre c’era una gran confusione dietro di lui, per Max Verstappen la sua ottava vittoria in carriera è stata più semplice da conquistare di quanto non apparisse a chi ha dato uno sguardo ai risultati degli ultimi 5 giri. 

Certo, ci sono stati momenti di preoccupazione per l’olandese – l’incidente in pit lane in cui è stato coinvolto Robert Kubica e il bisogno di sorpassare Lewis Hamilton per ben due volte – ma dopo aver messo a segno un buon inizio partendo dalla pole, la stella Red Bull ha sempre avuto la vittoria in tasca.

Sebbene la sua Red Bull era sicuramente dotata del miglior technical package del giorno, Max era in una forma superba. Non si è mostrato intimorito, si è fidato del giudizio dei suoi ingegneri e dei suoi analisti, e ha messo a segno una combine vincente di pace, potenza e precisione.

È stato particolarmente forte al secondo re-start, quando ha abbassato il ritmo con l’obiettivo di assicurarsi che nessuno potesse sorpassarlo e rubargli la vittoria tanto agognata. 

Delle tre vittorie di Max quest’anno, questa è stata quella in cui il package RedBull-Honda era al massimo, come appare dal fatto che nessuna delle sue rivali ha chiuso il weekend con tempi che anche lontanamente si avvicinano a quelli della scuderia austriaca. 

Il carattere forte di Pierre

Nessuno avrebbe scommesso un centesimo che Pierre Gasly o Carlos Sainz avrebbero calcato il loro primo podio qui, ad Interlagos.

Gasly ha sfruttato al meglio il fatto che la maggior parte dei piloti delle prime tre scuderie era fuori dalla corsa, ma in gara e in qualifica, è sempre stato nel posto giusto al momento giusto. 

La seconda posizione conquistata è un’ottima occasione per aumentare il morale di Pierre, alla fine di quello che è stato un anno caratterizzato da alti e bassi. 

Il suo ritorno alla Toro Rosso fu visto come un passo indietro per il campione Formula2 del 2016. Il giovane francese, però, non si è dato per vinto. Basta pensare che dal suo ritorno ha messo in mostra prestazioni impressionanti valse abbastanza punti da accaparrarsi il sesto posto nel campionato piloti. Il risultato di domenica è da considerarsi una ricompensa per il suo spirito resiliente e il suo talento scoppiettante.

Ora, inoltre, la Toro Rosso ha la possibilità di raggiungere qualcosa di veramente incredibile: il quinto posto nel campionato costruttori, dato che sono appena otto punti dietro la Renault. 

La scuderia italiana ha già messo a segno più punti che in qualsiasi altro anno in Formula1 e migliorare il suo sesto posto del 2008 rappresenterebbe un grande traguardo per la scuderia satellite della RedBull. 

Un podio in ritardo, ma pur sempre un podio

Carlos Sainz si è perso il suo primo champagne-moment in Formula1, ma più tardi lui e l’intera squadra McLaren si sono precipitati sul podio per celebrare il suo terzo posto in grande stile.

Carlos ha interpretato la gara alla grande e il fatto che sia stato aiutato dall’ingresso delle safetycar, dai ritiri e dagli incidenti, non può portar via nulla alla prestazione dello spagnolo.

Ha cominciato la gara partendo dall’ultima posizione sulla griglia e poi ha intrapreso una serie di sorpassi a catena poiché è stato l’unico pilota ad utilizzare la strategia con un solo pit stop. Ha attaccato nelle prime fasi della gara e poi difeso fino all’ultimo al fine di preservare i traguardi da lui raggiunti.

Si è trovato negli ultimi giri anche in mezzo ad una diatriba con Kimi Raikkonen, il quale montava sù un set gomme più fresco di 20 giri. 

Il terzo posto è una ricompensa più che meritata per Carlos e per la scuderia che ha messo in mostra una condizione invidiabile.

Infatti, i 19 punti racimolati ad Interlagos permettono alla McLaren di stabilirsi saldamente al quarto posto nel campionato costruttori (proprio l’obiettivo che la McLaren si era fissata all’inizio della stagione).

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