Sans-serif

Aa

Serif

Aa

Font size

+ -

Line height

+ -
Light
Dark
Sepia

La difesa del titolo da parte del City

Dopo la sosta Nazionali, ritornano i top campionati e tra questi forse quello più entusiasmante in assoluto in Europa: la Premier League. Competizione che ogni settimana ci regala un match di cartello, ci aveva lasciato con Liverpool – Manchester City, la vittoria clamorosa e pienissima dei padroni di casa e la fuga solitaria di questi ultimi: otto punti sulla seconda, nove dai Citizens.
La ritroviamo, la Premier, è il tabellino dice: Manchester City (again) – Chelsea. Nuovo scenario, la difesa del titolo da parte del City entra nella sua fase clou.

In zona mista, dopo Liverpool – Manchester City, i colleghi britannici avevano chiesto a Virgil van Dijk: “come è intraprendere la corsa al titolo dovendo competere con più squadre alla volta?”, riferendosi al sovraffollamento delle posizioni in cima alla classifica.
Il forte difensore, seguendo i canoni delle interviste post-partita quasi imposti ai calciatori, si è limitato a riconoscere i meriti degli avversari, la buona condizione del Leicester, lo spirito del Chelsea e la sorpresa Sheffield.

Pep Guardiola è ancora il nemico numero 1?

Nulla di entusiasmante, soliti cliché. Eppure, tra le righe e i coriandoli delle celebrazioni Reds, potevi cogliere che in fin dei conti, nonostante i 3 punti strappatogli, Pep Guardiola rappresentava per tutti (again) il nemico numero 1. Perché?

Senza essere blasfemi, considerando la grande potenza di fuoco del City e l’avanguardia ideologica del suo tecnico, non possiamo comunque tralasciare quello che ci dicono i numeri: ovvero che la difesa del titolo da parte del City entra nella sua fase clou e non lo fa con il piede giusto.

Mani avanti: c’è ancora un terzo della stagione di Premier da giocare, ergo può succedere di tutto.
Però, al momento, la classifica dice City molto più vicino allo Sheffield (5°) che al Liverpool (1°).
Dunque, se il City ha ancora speranze di contendere il titolo queste non possono non scontrarsi anche con quelle di Leicester e Chelsea, entrambe in vantaggio rispetto agli uomini di Pep.
Ok. Prendere sul serio Leicester e Chelsea potrebbe sembrare azzardato, al momento, ma anche avere delle riserve sulle possibilità del City lo sarebbe?

Le nostre riserve sulle possibilità del City

Crediamo di no. Il City ha 25 punti, bottino più magro nella storia di Pep Guardiola dopo le prime 12 giornate di un campionato. È la prima volta che il tecnico catalano si ritrova, a questo punto della stagione, a più di tre posizioni di svantaggio rispetto ai leader della classifica.
Domani, ore 16:00, il Liverpool sarà ospite del Crystal Palace (12°), se i Reds dovessero vincere, alle 18:00, quando lo stesso Pep e i suoi ragazzi daranno il benvenuto al Chelsea all’Etihad, il City potrebbe trovarsi a dodici punti dalla vetta.

In quel caso, in quello specifico caso, potrai chiamarti Virgil o meno, potrai tifare Liverpool o meno, ma non potrai non avere dei dubbi sulle reali possibilità di difesa del titolo da parte del City: più basse di quanto potevamo credere.

Il calendario

Diciamocelo, se Pep Guardiola spera di vincere il terzo titolo consecutivo in Premier League, si ritrova nella fase clou della sua stagione (limitandoci ai confini della Regina). Da questo sabato, fino a fine dicembre, il City non avrà margine d’errore. Ogni punto perso potrebbe valere il campionato, soprattutto tenendo conto del filotto dei Reds che in 12 match hanno lasciato agli avversari solo le briciole (2 punti).

Quindi serve qualcosa in più di quanto fatto finora. Se prendiamo le otto squadre che il City ha affrontato prima della sconfitta di Anfield notiamo che, in questa stagione, hanno registrato in media meno di un punto a partita. Gli otto che verranno (Chelsea, Newcastle, Burnley, Manchester United, Arsenal, Leicester, Wolves e Sheffield), invece, hanno una media di oltre un punto e mezzo.

Contro il Newcastle al St James ‘Park, durante la passata stagione, gli uomini di Pep collezionarono una delle loro 4 sconfitte in campionato, pareggiarono al Molineux con il Wolverhampton e riuscirono ad ottenere la vittoria di un soffio con il Burnley. Poi ci saranno i Gunners, questi sempre in grossa difficoltà quando lasciano le mura dell’Emirates.

All’Etihad, invece, dopo Frankie Lampard, ospite questo sabato, sarà il turno di Ole Gunnar Solskjær, se sarà ancora sulla panchina dei Devils. Lo United è una squadra indecifrabile ma non butterà alle ortiche il primo derby della stagione senza dare il massimo.

Continuiamo con Leicester e Sheffied. Sono le due rivelazioni di questa Premier, stanno mettendo in forte imbarazzo le fab four ma è difficile che riusciranno a mettere in difficoltà i Citizens. Difficile ma non impossibile, soprattutto per i secondi: il City giocherà contro gli uomini di Wilder solo 48ore dopo aver affrontato le Foxes.

Abbiamo un problema strutturale: le battute d’arresto

La difesa del titolo da parte del City, però, non passa solo dal calendario ma, e soprattuto, da un problema strutturale: le battute d’arresto. Nella passata stagione ci furono 4 sconfitte, come abbiamo detto in precedenza, e 2 pareggi, alle quali gli uomini di Pep riuscivano a rispondere sempre in maniera rapida.
Il periodo più critico si presentò sul finire delle feste natalizie e lo si risolse con una vittoria sofferta a Southampton ed una importantissima contro il Liverpool all’Etihad (3 punti che hanno fatto poi la differenza a fine stagione).

Il titolo, infondo, sembrava molto lontano dopo la sconfitta a St James ‘Park alla fine di gennaio, ma il City vinse le restanti 14 partite. A metà di quella folle corsa, nemmeno l’eliminazione dalla Champions League per mano del Tottenham gli impedì di battere gli stessi avversari tra i confini britannici solo pochi giorni dopo.

Oggi, però, sembra tutto diverso e sembra che al problema strutturale delle battute d’arresto non si riesca a venire a capo, o almeno, non lo si riesca a fare con dei cambi di passo nelle prestazioni e con la continuità di queste.

Quando c’è un passo falso, lo si recupera e poi si ricade e comunque non si prendono punti. Alla sconfitta con il Norwich è seguita la vittoria con il Watford e con l’Everton ma poi si è caduti in casa sotto i colpi del Wolverhampton. Ai Lupi, allora, sono seguite tre vittorie fino ad arrivare ad Anfield, dove la marea Reds ha travolto i Citizens e ci ha fatto sorgere il dubbio: quante possibilità ha ancora il City di difendere il titolo?

Guardiola mostraci il motivo!

Eppure, Guardiola non sembrava del nostro stesso avviso. Se noi ci siamo interrogati sulle reali possibilità di difesa del titolo da parte del City, lui uscendo dal Theatre of Dreams ha tuonato “Nello stadio in cui è più difficile giocare, noi abbiamo mostrato il motivo per cui siamo campioni!”

Crediamo sia arrivato il momento di dimostrare il motivo per il quale dovrebbero esserlo ancora.

Lascia un commento