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La magia del derby del Merseyside

 All’interno di un campionato, formato in media da trentotto partite (competizione che vai, calendario che trovi) ci sono alcune partite decisamente più importanti di altre. Tra queste, se non proprio le più importanti in assoluto, sono i derby, match pieni di rivalità e storia. Già, perché non si tratta di “semplici partite”. La magia del derby del Merseyside, ad, esempio rende una sfida speciale.

Parliamo di un match che dalla lontana stagione 1962-1963 (è il confronto più longevo dell’intera Premier League) vede scontrarsi Liverpool ed Everton. Quest’anno poi, dopo l’imminente partita di Premier, le due squadre si affronteranno anche in FA Cup, e da quelle parti non si considerano “coppe” se non ci sono di mezzo i derby.

Il “friendly derby”

Al contrario di quello che si potrebbe pensare però, quello tra Liverpool ed Everton, non è un rapporto di odio, come per esempio si potrebbe dire tra Lazio e Roma o tra Celtic e Glasgow. Spesso, a giustificare le rivalità calcistiche ci sono di mezzo questioni politiche (comunisti da una parte e fascisti dall’altra) o religiose (cattolici contro protestanti, vedi Celtic-Rangers, e cosi via).

Quello del Merseyside è un derby che non ha nulla a che fare con tutto ciò: le due squadre semplicemente non fanno altro che coesistere sulla contea inglese – del Merseyside appunto – essendo situate a distanza di appena un miglio l’una dall’altra.

Ma se non esistono motivi di astio, cos’è che fa di Liverpool-Everton un derby? La storia.

Già, perché qui c’è la classica storia dei campioni che hanno vinto qualsiasi cosa e di quelli che invece di trofei ne hanno un po’ meno, ma che ne vanno forse anche più fieri. Il Liverpool per esempio, è la squadra più vincente di tutta l’Inghilterra, con un totale di ben ventisette campionati vinti, mentre l’Everton, che non possiamo proprio definire come un “top club”, fa molta più fatica. Tanto che in questa stagione, non partecipa nemmeno alle coppe europee. E proprio parlando di coppe europee, al Liverpool appartiene l’edizione più recente della Uefa Champions League. Insomma, se dobbiamo cercare un motivo di rivalità tra le due squadre, quello altro non può essere che la storia dei due club.

Come si presentano alla sfida?

La tradizione non è di certo cambiata: i “reds” sono i favoriti, ma c’è una cosa importantissima da chiarire; in partite come queste, non esistono favoritismi.

Se Salah, Firmino e Manè sono nomi che incutono timore oramai quasi più di Cristiano Ronaldo e Messi, siamo certi che l’Everton non scenderà in campo con la paura nelle gambe. La squadra di Marco Silva, che attualmente non se la passa di certo bene – diciassettesima nella classifica di Premier League – proverà a rispondere con Iwobi, Calvert-Lewin e Richarlison, consapevole che un’altra sconfitta potrebbe portare all’esonero dell’allenatore.

Dall’altra parte invece c’è un Jurgen Klopp che di perdere non ne vuol proprio sapere nulla, e che conduce la testa della classifica con ben otto punti di vantaggio sul Manchester City.

La testa contro la coda, i campioni contro “quelli normali”, insomma, per una sera (calcio d’inizio fissato per le 21:15) non resta che mettere in stand-by tutto il resto e godersi un classico “Derby del Merseyside”, una sfida dal sapore di football d’altri tempi. 

La magia del derby del Merseyside potrebbe stupirci.

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