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Joshua Vs Andy Ruiz: capitolo secondo

“Comunque andrà a finire, la serata dell’1 giugno sarà una delle più redditizie per la carriera di Jarrell Miller, destinato a intascare una corposa borsa di quasi 6.5 milioni di dollari. Per l’imbattuto pugile newyorkese (23-0-1, 20 KO), però, non sarà solo una questione di soldi. Al Madison Square Garden, l’arena regina dello sport nella città dove lui è nato, avrà la ghiotta occasione per diventare campione del mondo dei pesi massimi sotto le insegne di WBA, WBO, IBF e IBO. E, soprattutto, punterà a rovinare il primo capitolo statunitense della favola di Anthony Joshua, al momento la più luminosa stella della boxe.”
FOX Sports

Questo era ciò che i principali media scrivevano del big match che avrebbe visto coinvolti Anthony Joshua, detentore dei titoli WBA, IBF, WBO e IBO, e Jarrel Miller, lo sfidante, il 1° giugno 2019 al Madison Square Garden di New York.

Sarebbe stata la prima di Joshua “AJ” in USA ma una prima da copertina, immaginavano. Jarrel “Big Baby” Miller non era all’altezza dei rivali che avevano riempito il record del campione britannico (22-0, 21 KO). 

Eppure qualcuno ci credeva, perché gli attributi fisici di Big Baby avrebbero potuto impensierire il solitamente leggero Joshua.

Sta di fatto che quell’incontro non andò mai in scena. Il 17 aprile 2019, fu reso noto che Miller non aveva superato il test antidoping. 

La venuta in America di Joshua, però, non poteva certo chiudersi così: erano stati già venduti 17 mila biglietti, 10 mila acquista in UK. Serviva un altro sfidante.
Non è difficile immaginare che visti i premi in palio non furono pochi a proporsi, gente del calibro di Ivan Dyčko e Manuel Charr. AJ chiedeva di Luis Ortiz “The Real King Kong”. Non se ne fece niente.

Il 20 aprile, tre giorni dopo il famoso test antidoping, prima del match contro Oleksandr Dymytrenko, però, un pugile messicano di nome Andrés Ponce Ruiz Jr. decide di sfidare pubblicamente Joshua e chiedere a gran voce di sostituire Miller in super-short. Sembrava non esserci nemmeno il tempo, sembrava una barzelletta.

Andrés Ponce Ruiz Jr.

Nato ad Imperial Valley, pianura agricola californiana, da genitori messicani entrambi immigrati, Ruiz Jr. inizia a boxare all’età di 10 anni, chiudendo il periodo dilettantistico con uno score di 105-5. 

A 20 anni, arriva il debutto tra i professionisti, scala il ranking per tre anni, conquistandosi il match per il titolo di WBO Inter-Continental Heavyweight Championship vacante. Supera Joe Janks e diventa campione. Nel 2013 ottiene la cintura NABF. Dopo quattro difese rende i suoi titoli vacanti e subisce la sua prima sconfitta nel 2016 contro Joseph Parker, in un incontro valevole per il titolo mondiale WBO. Successivamente supera Vargas, Johnson e Dymytrenko. I suoi numeri parlano chiaro 33 vittorie in 34 incontri (fonte BoxRec), eppure è quasi sconosciuto, addirittura deriso per la sua forma fisica. È pienotto il “Destroyer”.

La sfida 

Fatto sta che Andy Ruiz Jr., ottiene ciò che sembrava impossibile. Il primo maggio viene annunciato il match Joshua vs Ruiz, con quattro cinture in palio.

Il grasso picchiatore contro il campione pluridecorato, il finale sembra già scritto.

Sul ring le cose vanno diversamente. Le prime due riprese entrano sotto la categoria “fase di studio”. Al terzo la storia comincia a cambiare. A due minuti e diciassette secondi dalla fine del round, Joshua manda al tappeto Ruiz: è una svolta. Il Destroyer si alza e diventa una furia, tempesta di pugni il campione e, questa volta, è il britannico ad andare knockdown. 

La reazione di AJ, però, è da meno: si rialza ma non riesce ad evitare l’angolo, dove martellato finisce di nuovo a terra. In piedi, ancora, all’otto del direttore di gara: il terzo si chiude. Quarto, quinto e sesto scorrono interlocutori.

Al settimo Joshua va al tappeto per la terza volta, poi per la quarta: è KO, TKO.

Ruiz diventa il primo campione mondiale dei pesi massimi. Il rimpiazzo massacra il campione in carica. La storia del pugilato si arricchisce di un’altra grande sorpresa, una vittoria paragonata a quella di Buster Douglas con Mike Tyson nel 90’.

Joshua Vs Andy Ruiz: capitolo secondo

Ma perché vi stiamo parlando di questo vi chiederete. Sono passati mesi. Esattamente cinque mesi e Joshua VS Andy Ruiz avrà un capitolo secondo.

Questo sabato (7 dicembre) l’Arabia Saudita, presso l’antica capitale Diriyah, ospiterà per la prima volta nella storia la serata che varrà per il Mondiale dei pesi massimi. Alla Diriyah Arena tutte le corone ritorneranno in palio in un colpo solo.

Match numero 2, già soprannominato la “battaglia delle dune”. 

L’ex strafavorito, oggi, non è più solo un picchiatore. Il Destroyer è un personaggio di fama mondiale, è più veloce, ha asciugato il peso.

La storia della boxe, però, ci dice che il ritorno quasi immediato sul ring per un campione non è semplice.

Floyd Patterson nel 60’ sottrasse il titolo a Johansson esattamente un anno dopo averlo perso, stessa sorte toccò ad Muhammad Alì con Leon Spinks, a Lennox Lewis con Hasim Rahman.

Dall’altra parte ci sarà AJ, il britannico vuole riprendersi ciò che era suo: tutti i titoli. È il momento giusto per spodestare chi gli ha sottratto il trono. Vincente adesso per rilanciare nel 2020 e dare l’assalto a Deontay Wilder, detentore della corona Wbc. Un anno per prendersi tutto o restare sul baratro.

Suonerà la campanella e solo uno dei due resterà in piedi.

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