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Gattuso a Napoli è meritocrazia al potere

Gattuso al Napoli non è una voce, né tantomeno una suggestione. Gattuso al Napoli è meritocrazia al potere.

Ringhio in panchina

Se il progetto Ancelotti nella città partenopea sembra definitivamente fallito, non possiamo usare la stessa terminologia per quanto riguarda l’ultimo avventura di Ringhio in panchina, quella al Milan.

“Ma cosa ha mai fatto di buono Gattuso in panchina?”, si chiedono i più scettici. Cominciamo col dire che ha quasi riportato i rossoneri in Champions League con un rosa minore rispetto a quella affidata a Giampaolo prima, a Pioli poi, e che comunque non è nulla di più che una squadra da metà classifica.

E signori, questo non è poco. Perché se lo scudetto, negli ultimi anni, è stato sempre affari per pochi, questo ha significato che i molti hanno avuto un solo obiettivo: il quarto posto o la qualificazione alle coppe. Bagarre per andare in Europa e Gattuso ha saputo combattere con munizioni più scarse degli altri.

Gattuso al Napoli è meritocrazia al potere

Quindi si Gattuso al Napoli è meritocrazia al potere. Gattuso al Napoli è riconoscere quanto di buono ha fatto l’ex Milan durante la scorsa stagione.

Gattuso al Napoli è cogliere la tempra e lo spessore di un uomo capace di scuotere gli animi, di risvegliare l’assopito e di coinvolgere un gruppo caduto in un letargo di motivazioni e orgoglio.

Quando Gennaro arrivò al Milan la situazione era più o meno quella che vivono sotto il Vesuvio: una schiera di professionisti che adottano comportamenti poco professionali.

Un uomo di non solo carattere

Ma non c’è solo il lavoro “caratteriale”, non mancano gli aspetti tattici nel mondo Gattuso.

In rossonero abbiamo visto l’ex centrocampista più volte insistere sulla conduzione della palla, rigorosamente a terra, e su principi tattici ben saldi, richiamando nello specifico all’attenzione e alla cura dei dettagli sia in fase difensiva che offensiva. Non stiamo parlando di Guardiola ma nemmeno di uno sprovveduto, uno che, nonostante la grinta, vive il ruolo con la sfida di proporre calcio.

Il Milan, la squadra poco più che normale, di cui parlavamo prima, con Gattuso ha rischiato di giocare, a tratti, un ottimo calcio. Non ci sembra poco, non ci sembra che non possa ripetersi a Napoli avendo a disposizione una cifra tecnica assolutamente maggiore.

Se andiamo indietro nel tempo, ricordiamo le sue dimissioni a Creta, dopo solo 7 giornate, e la protesta dei tifosi che invocavano il suo ritorno, una promozione miracolosa a Pisa. Ricordiamo meriti.

Un modulo, finalmente!

C’è poi il 4-3-3, il suo modulo preferito. Se questa veste tattica è stata prima cucita e poi, inspiegabilmente abbandonata da Ancelotti, Ringhio la rispolvererà e chiederà ai suoi uomini di indossarla. L’organico partenopeo è stato costruito geneticamente per questo schema, riadattarlo potrebbe riportare, più che gioco, sicurezza e fiducia in un gruppo smarrito dai continui cambi di posizione e ruoli.

Come avrete capito, insomma, avalliamo la scelta Gattuso. Gattuso a Napoli è meritocrazia al potere, perché è dare un’opportunità a chi se l’è meritata. Se il matrimonio Ancelotti-Napoli è destinato a finire, crediamo che Gattuso sia l’uomo giusto per ripartire.

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