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Lautaro Martinez condanna il Barcellona: storica qualificazione agli ottavi per l’Inter di Conte

Inter-Barcellona risultato finale – “E’ come se fosse una finale, nessuno vuole fallire”. A dirlo è Massimo Moratti, storico ex presidente dell’Inter, impegnato questa sera contro il Barcellona.

Ed in effetti il match tra i nerazzurri ed i blaugrana è stato come un finale. Una gara che ha fatto luccicare gli occhi dei 72 mila presenti a San Siro.

Un match da collezionare per tutti gli amanti del futbol, caratterizzato dal solito tiki taka degli spagnoli e dalla concretezza tutta italiana della squadra di Antonio Conte.

Il Barcellona arriva a Milano senza diversi calciatori titolari. Fa notizia, ovviamente, la mancata convocazione di Leo Messi, grande assente del match. Per battere gli spagnoli, Conte si affida agli immarcescibili Romelu Lukaku e Lautaro Martinez.

Momento storico difficile per entrambe le squadre: il Barcellona sarà, nei prossimi giorni, impegnato contro avversari di alto livello, tra cui il Real Madrid nel Clasico del 18 dicembre; l’Inter, invece, deve consolidare il primo posto in classifica in Serie A e affronta i blaugrana con numerosissime assenze a centrocampo.

Inter-Barcellona, le formazioni ufficiali

INTER (3-5-2): Handanovic; Godin, De Vrij, Skriniar; D’Ambrosio, Vecino, Brozovic, Borja Valero, Biraghi; Lukaku, Lautaro. All. Conte

BARCELLONA (4-3-3): Neto; Wague, Umtiti, Todibo, Firpo; Vidal, Rakitic, Aleñá; Perez, Suarez, Griezmann. All. Valverde

Inter-Barcellona, la previsione di Amon

Pressione a mille, atmosfera unica a San Siro. Alle 21:01 inizia il match in un clima quasi surreale.

Come ogni volta che Davide affronta Golia, i nerazzurri attendono le mosse degli avversari, senza, però, concedere troppo il pallino della gara ai ragazzi di Ernesto Valverde.

Primo brivido per Conte al minuto 18: Vecino e Brozovic non si intendono in fase di costruzione, Rakitic è bravo a recuperare palla e a lanciare per Griezmann. Lo stop del talento francese fa sobbalzare dai sediolini i supporters nerazzurri che, con le mani tra i capelli, non possono far altro che assistere all’azione, affidandosi al fato divino. La palla scaricata al limite dell’area per Vidal è una perla: l’ex Juventus prova il tiro dalla distanza che, però, risulta essere troppo strozzato. Palla sul fondo, Handanovic furioso con la difesa ed il centrocampo.

Conte striglia i suoi, una disattenzione di troppo può risultare fatale. Perché non bisogna dimenticare che l’accesso agli ottavi di finale di Champions League è uno dei principali obiettivi stagionali.

Il primo sussulto dei nerazzurri giunge solo alla mezz’ora. Borja Valero, rientrato in difesa per contenere gli attacchi spagnoli, sradica il pallone dai piedi di Suarez e dà il via ad un contropiede potenzialmente pericoloso. Lukaku e Lautaro si incrociano per provare a prendere di sorpresa Umtiti e Todibo. Il centrocampista dell’Inter scarica proprio sull’attaccante argentino che fa da sponda al centro per l’inserimento in corsa di Vecino. L’ex Fiorentina è bravo nel cedere palla sulla sinistra a Biraghi: cross al centro per l’ariete Lukaku che schiaccia troppo. Neto è attento e non si fa sorprendere. Tutto da rifare per Conte.

La prima frazione di gioco si conclude con il giro palla a tinte blu e rosse e con l’Inter attenta a non lasciare buchi in difesa.

Ma i secondi 45′ di Inter-Barcellona sono tutt’altra musica. 

Conte nello spogliatoio applaude la prestazione dei suoi ma chiede più concretezza. E proprio questo provano a fare i suoi nella ripresa. L’Inter mantiene il possesso di palla nei primi tre minuti di gioco. Al 48′ è ancora Borja Valero a salire in cattedra: per il calciatore, cresciuto nelle giovanili del Real Madrid, è una gara particolare e sentita.

Il suo break a centrocampo fa fuori un poco attento Aleñá. Il madrileno dà il via all’azione con una veronica che infiamma gli spalti; a quel punto Todibo è costretto ad uscire sul portatore di palla per evitare che avanzi verso la porta di Neto. Ma lo scarico sulla destra per D’Ambrosio lo coglie di sorpresa. Il terzino napoletano arriva come un treno e mette al centro un cross teso: ad impattare, da solo, c’è Lautaro Martinez. Il suo colpo di testa buca l’estremo difensore e porta in vantaggio i nerazzurri. Ovazione ed entusiasmo dilagano a San Siro.

Applaude Conte, invitando i suoi alla serenità ed all’attenzione.

Valverde non ci sta e per i successivi venti minuti il Barcellona non fa altro che essere pericoloso: prima Suarez dalla distanza, poi serve Godin per fermare Griezmann a tu per tu con Handanovic. Al minuto 77 l’episodio che rischia di vanificare gli sforzi dei padroni di casa: calcio d’angolo dalla destra, crollano in area Skriniar e Suarez. L’arbitro Kuipers fischia fallo in attacco del bomber uruguaiano. Proteste veementi, direttore di gara accerchiato: la squadra di Valverde invoca il calcio di rigore. Il VAR richiama al monitor l’arbitro: minuti concitati e silenzio assordante, tutti aspettano la decisione. Servono due minuti per fare chiarezza, alla fine la decisione è chiara: non è penalty, ma fallo dell’attaccante.

Tira un sospiro di sollievo Antonio Conte. E a quel punto, a dieci minuti dalla fine, non può far altro che piazzare il pullman dinanzi la propria porta. Anche perché la vittoria gli regalerebbe automaticamente il passaggio del turno. Il Barcellona prova l’assalto finale, ma invano. Perché Godin, Skriniar e De Vrij restano lucidi ed attenti. E D’Ambrosio e Biraghi sono bravi ad abbassarsi sulla linea difensiva, formano uno schieramento a 5 uomini. L’unico oltre la linea della palla è Romelu Lukaku, pronto, con il fisico, a far risalire la squadra in caso di ripartenza.

Nessun colpo di scena nei minuti finali, non bastano nemmeno quattro minuti di recupero a Valverde per provare ad acciuffare il pareggio. Inter-Barcellona finisce 1-0. I milanesi passano il turno da secondi in classifica.

Perché il Barcellona, nonostante la sconfitta, chiude il girone F con un punto di vantaggio. Nulla da fare per il Borussia Dortmund, fermato sull’1-1 da uno strepitoso Slavia Praga.

“Comunque vada, usciremo a testa alta”: lo aveva confessato Antonio Conte nella conferenza stampa di presentazione del match.

Inter che esce a testa altissima e vola anche in Europa.

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