was successfully added to your cart.

Carrello

Sans-serif

Aa

Serif

Aa

Font size

+ -

Line height

+ -
Light
Dark
Sepia

La truppa nerazzurra guidata da Conte riparte in campionato

Salve, il buon vecchio Hury-El augura ancora una volta il benvenuto a tutti voi cari lettori. Quest’oggi vi racconterò come la truppa nerazzurra guidata da Antonio Conte abbia risollevato la testa in quel di Firenze, dopo l’amara eliminazione dalla Champions subita martedì. È comprensibile che una sconfitta con il Barcellona possa starci, ma le tante occasioni sprecate dall’Inter in questa gara di ritorno casalinga ancora gridano vendetta. La Fiorentina, per contro, non riesce a rialzarsi dopo quattro sconfitte consecutive in campionato, e inanella la quinta contro i nerazzurri davanti al pubblico amico, ormai spazientito. Spazientito, così come lo è Commisso che, dopo le ultime dichiarazioni rilasciate in settimane sulla serietà dei suoi intenti sul progetto viola, opta adesso per il sollevamento di Montella dalla panchina gigliata. Ma passiamo adesso al racconto del posticipo serale di domenica tra Fiorentina e Inter.

Formazioni

Entrambi gli allenatori schierano le loro squadre a specchio con il 3-5-2. Gli undici scelti da Conte sono: Handanovic; Godin, De Vrij, Skriniar; D’Ambrosio, Vecino, Brozovic, Borja Valero, Biraghi; Lautaro, Lukaku. Montella non può contare su Ribery, il quale, di comune accordo con la società, ha scelto di operarsi e non sarà disponibile prima di tre mesi. Dunque opta per i seguenti uomini: Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Lirola, Pulgar, Badelj, Castrovilli, Dalbert; Chiesa, Boateng. L’Artemio Franchi è gremito e in attesa di una scossa da parte dei loro rappresentanti in campo. L’atmosfera non è certamente serena. La dirigenza viola si accomoda in tribuna mascherando una palese tensione dietro sorrisi di cortesia e strette di mano. Gli allenatori si accomodano in panchina dopo essersi stretti la mano, l’arbitro Mariani riceve gli ultimi ok. Fischio, si inizia.

Primo tempo

La prima palla e toccata da Lautaro verso Brozovic che controlla e fa girare in direzione di Borja Valero, il quale tenta subito di far correre l’ex Biraghi sulla fascia. L’intervento di Pulgar interrompe la costruzione iniziale nerazzurra in fallo laterale. Il terzino interista rimetta la sfera in gioco e, sempre passando attraverso Brozovic, autentico volante di questa formazione, i ragazzi di Conte ricominciano la costruzione volta a trovare l’imbucata giusta. Nei primi dieci minuti di partita l’Inter alterna con i giusti tempi gioco orizzontale, per allargare le maglie viola del centrocampo, e verticale, quando si crea il varco giusto. Tuttavia la retroguardia viola appare attenta e concentrata in questa fase iniziale. Due interventi di Pezzella in anticipo su Lukaku ne sono piena dimostrazione. Lautaro non è però anticipabile. Milenkovic si impegna, aiutato da Pulgar o Badelj a seconda della posizione, ma l’argentino, grazie alla straordinaria forza che ha nelle gambe, riesce sempre a tener botta e controllare. A volte smista, altre cerca il dialogo col suo compagno di reparto. Ogni decisione corretta. I 22 anni di età potrebbero ingannare, ma il campo ci mostra un giocatore maturo sotto molti punti di vista.

Prima occasione Inter

La Fiorentina non rinuncia a giocare e quando entra in possesso tenta di costruire lucidamente. Al 12 minuto manovra a centrocampo con Badelj, che smista a sinistra su Castrovilli. Il giovane centrocampista viola gioca a testa alta e vede il movimento di Chiesa a decentrarsi sulla fascia. Controllato il pallone l’attaccante gigliato vorrebbe scattare verso il fondo, ma Godin mette il gambone con tempismo e sradica il possesso a Chiesa. Riparte così l’Inter sulla corsia laterale destra con D’Ambrosio, il quale, con un passaggio a scavalcare il centrocampo viola, imbecca Lukaku in profondità. Caceres stringe sul colosso belga, ma lo strapotere fisico dell’attaccante nerazzurro ha la meglio sulla “garra charrua” dell’uruguayo. Arrivato quasi sul fondo, Lukaku di interno destro suggerisce rasoterra al centro dell’area per Lautaro. Il “Toro” Martinez arriva con un filo di ritardo. Nonostante ciò riesce a colpire con forza la palla in scivolata che sfiora la coscia di Pezzella e termina sul fondo a trenta centimetri alla destra del palo. Mani tra i capelli per Conte. Sguardo incredulo di Lautaro. Sospiro di sollievo per la Fiesole.

Vantaggio Inter

La partita segue questo copione. La fiorentina cerca di trovare ritmo e gioco, l’Inter lo impone. Altre due conclusioni da segnalare per i nerazzurri. Al minuto 19 botta da fuori area di Lukaku terminata tra le braccia di Dragowski; al minuto 24 suggerimento di Lautaro per Vecino in inserimento, ma l’uruguayo calcia a lato della rete. Conte inizia ad innervosirsi per queste occasioni sciupate, e alza il volume della radio al massimo. Sarà un caso, ma al 28esimo, in seguito ad un pallone recuperato da Vecino su Lirola, scatta il contropiede interista che porterà al vantaggio. Letta la linea di passaggio dell’esterno viola, l’uruguayo interviene pulito e in propensione dinamica. Quindi scatta palla al piede creando un break con la Fiorentina sbilanciata. Sulla sua verticale fanno movimento sia Lukaku che Lautaro. Vecino si accentra, sceglie poi Martinez sulla sua destra. Caceres stringe ancora, ma l’attaccante nerazzurro lo dribbla secco e mette una palla forte e tesa sul primo palo. Il numero 9 interista si avventa come una furia, bruciando l’intervento di Pezzella e Dragowski, e di piatto interno realizza a fil di palo la rete del vantaggio dell’Inter. La truppa guidata da Conte riparte come aveva lasciato in campionato: sotto il segno di “Lautaku”. Fiorentina 0 – Inter 1.

Mancata reazione, raddoppio Inter

La reazione che il pubblico del Franchi e lo stesso Montella si sarebbero aspettati dopo lo svantaggio, purtroppo per loro è rimasta solo un’intenzione. Al contrario l’Inter ha riacquisito la propria tranquillità e gioca serena, divertendosi, ma sempre concentratissimi. Infatti, al minuto 36 i nerazzurri si portano avanti di due lunghezze grazie al raddoppio di Borja Valero, proprio lui, il grande ex. Un triangolo stretto, eseguito con precisione e velocità al limite dell’area gigliata, tra Vecino e Lautaro, sposta l’intero baricentro della difesa viola sulla destra. L’argentino dopo un primo controllo, alza la testa e pennella un traversone delicato sul secondo palo, dove Borja Valero non deve far altro che battere a rete. Milenkovic abbastanza colpevole per essersi fatto sbucare lo spagnolo da dietro, ma più in generale tutta la retroguardia della Fiorentina avrebbe dovuto fare meglio. Conte questa volte esplode. Voleva il raddoppio prima dell’intervallo e l’ha ottenuto. Sembra davvero il condottiero per il quale i nerazzurri siano pronti a dar tutto. Fiorentina 0 – Inter 2.

Doppio svantaggio per i viola all’intervallo

Il primo tempo si chiude con la Fiorentina più impegnata a non subire ancora che a tentare una reazione convinta. Montella guarda il gioco in silenzio, a braccia conserte. Commisso, accigliato, viene sorpreso dalle telecamere in un attimo di sfogo con un suo collaboratore. Per contro l’adrenalina in Conte lo porta ad incitare i suoi ancora di più. Paradossale lo spettacolo delle panchine. Dopo un minuto di recupero, e un primo tempo a tinte nerazzurre, l’arbitro Mariani fischia l’intervallo. Le due squadre vanno negli spogliatoi con umori opposti. Il linguaggio del corpo dice molto. Avrà un bel discorso da fare Montella per risollevare i suoi.

Secondo tempo: fotocopia del primo

La Fiorentina gioca il primo pallone della ripresa cercando di riorganizzare il gioco e tentando di scrollarsi di dosso tutto quanto accaduto nel primo tempo. L’Inter alza subito il pressing non volendo concedere nulla ad una squadra sanguinante come lo sono i viola adesso. Anche questo è parte del lavoro svolto da Conte sulla mentalità della squadra nerazzurra. La Fiorentina tuttavia non sembra volersi far spaventare ulteriormente, e con pazienza cerca soluzioni pericolose, anche saltando il centrocampo a pescare la corsa di Chiesa o le imbucate di Boateng. La difesa interista però è in giornata particolarmente buona, e il tridente a protezione di Handanovic consente a quest’ultimo di osservare la partita da spettatore non pagante praticamente. E così come accaduto nei primi 45 minuti, dopo una decina di minuti di sostanziale equilibrio di possesso palla, l’Inter riprende a comandare il gioco.

Dragowski contro tutti

Tra il 58esimo minuto e il 73 per almeno quattro occasione Dragowski ha salvato la porta viola dal tris nerazzurro. La prima su conclusione rasoterra velenosa da fuori area di Brozovic, che sarebbe andata a spegnersi nell’angolo basso alla destra del portiere gigliato se quest’ultimo non fosse stato ben posizionato. La seconda su calcio d’angolo al minuto 65, quando con un prodigioso colpo di reni devia la palla sopra la traversa su incornata di De Vrij. La terza, che ha davvero del miracoloso, la compie su Lautaro al minuto 69. L’argentino dribbla dentro all’area di rigore Milenkovic, si gira in un fazzoletto e di destro calcia secco e rasoterra sul primo palo. Dragowski che aveva accennato un leggero movimento alla sua sinistra rimedia con il piede destro in spaccata. Spazza via poi Pezzella. L’ultima la effettua su cross basso di Biraghi, sul quale si sarebbe avventato come un falco il solito Lautaro.

Inter controlla da grande squadra

L’ultimo quarto d’ora della partita non ha visto altro che il ripetersi di quanto accaduto a inizio del primo e del secondo tempo. Anche Conte sembra pago. Non sorride, ma neppure si sgola. Ciò che fa più sensazione è la completa rassegnazione di Montella, ormai scaricato anche dalla squadra. Il Franchi fischia i propri giocatori, rei di non metterci gli attributi e non lottare per la maglia. Come dar loro torto dopo la quinta sconfitta consecutiva. Mariani assegna tre minuti di recupero piuttosto pleonastici, così come lo sono stati gli ultimi dieci dei tempi regolamentari. La partita termina Fiorentina 0 – Inter 2. La truppa nerazzurra guidata da Antonio Conte riparte in campionato con le marce alte. La Fiorentina dovrà adesso decidere chi sarà il traghettatore fino alla sosta dopo il sollevamento di Montella dall’incarico, in seguito ponderare bene la figura giusta da far sedere sulla panchina viola. Un altro errore di valutazione non sarebbe ben visto dalla piazza, e Commisso questo lo sa.

Lascia un commento