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Federico Valverde, il Pajarito

Se l’ultimo Clasico, andato in scena questa settimana al Camp Nou, ha deluso tutte le nostre attese lasciandoci con un amaro zero a zero, a catturare tutte le nostre attenzioni ci ha pensato Federico Valverde, il Pajarito.

La scelta

La voce ha cominciato a circolare prima che il Clasico prendesse inizio: Zidane aveva intenzione di tenere fuori Luka Modric. Spazio a Isco, più avanzato, e, soprattutto a Federico Valverde, il Pajarito. Uruguaiano, che nonostante i 21 anni appena compiuti, ha ripagato la scelta fatta dal tecnico francese sfoderando, nel suo primo Clasico da titolare, una prestazione monstre, mix perfetto di qualità, quantità e carattere: gli ingredienti della casa, per dircela tutta.

Il compito del Pajarito era chiaro: coprire le spalle a Casemiro, fornirgli sempre una linea di passaggio libera e assisterlo in fase di riconquista. Il risultato è stato eccellente: Valverde è risultato l’uomo in più, capace di farsi trovare sempre libero alle spalle degli avversari e pronto a colpire da fuori. Se Ter Stegen ha avuto modo di sporcarsi i guantoni e di non passare totalmente una serata da bar, il merito è stato anche di un paio di botte da fuori del 21enne.

Il Clasico del Pajarito

Come sapete, amiamo i numeri e quindi vi proponiamo un’analisi della prestazione del Pajarito attraverso le statistiche: 46 palloni toccati (non molti) dispensati con il 93% della precisione. Poi, due tiri verso la porta, 1 passaggio chiave, 2 intercetti, 1 contrasto vinto e un miracolo difensivo in fase di transizione che ha permesso alla coppia Jordi Alba-Griezmann di non rompere gli equilibri.

Insomma, se l’intenzione di Zidane, oltre a sorprendere il Barcellona e dare compattezza alla sua mediana, era testare l’uruguaiano ad alti livelli, possiamo dire che l’esame è stato superato.

Valverde non è una sorpresa

Federico Valverde, però, per noi non è una sorpresa, così come non lo è il suo talento smisurato. Arrivato in Spagna nell’estate 2016 dal Peñarol, ha passato la sua prima stagione al Castilla, la squadra B del Real. L’anno successivo la decisione delle merengues è quella di mandarlo a fare le ossa: prestito secco al Deportivo La Coruña. In Galizia l’annata è disastrosa per tutti, la squadra retrocede. Ma a Zizou tanto è bastato per capire di che pasta è fatto il Pajarito, così, quando la dirigenza vorrebbe spedirlo ancora in prestito, il francese si oppone e lo tiene in considerazione per le rotazioni.

Perché il tempo passa e i perni del centrocampo galactico cominciano ad invecchiare, serve nuova linfa e qualità e, soprattutto, carattere altrimenti al Bernabeu non ci puoi giocare.

Peñarol vs Nacional

Federico Valverde, il Pajarito, classe 98′, ha mostrato carattere e qualità nel 2015: Sudamericano under 15. Le sue prestazioni fanno finire il suo nome a caratteri cubitali sugli smartphone di tutti gli osservatori. Il desiderio comune è strappare quel gioiello dal Peñarol, squadra nella quale il Pajarito ha esordito ancora minorenne, avendo anche la possibilità di giocare un altro Clasico: quello contro il Nacional.

Vi basta sapere che Federico partì titolare e che la sua uscita fu salutata con una standing ovation in riconoscimento della sua prestazione eccezionale contro gli avversari di una vita. Forse, quella partita la ricorda ancora Oscar Tabarez, ct dell’Uruguay, che impazzisce per lui e per la coppia Valverde-Bentancur, coppia che sarà di certo il futuro della Nazionale.

Futuro Blanco

Forse è per questo che Zidane ha deciso che Federico Valverde, il Pajarito, sarà lo scudiero di Casemiro con buona pace di Luka Modric, che sarà costretto qualche volta a sedersi in panchina anche se in palio c’è un Clasico. Il calcio moderno, infondo, ha bisogno di centrocampisti come il Pajarito, abili in tutte le fasi di gioco, perfetti per imbastire le transizioni o stroncarle.

A Madrid sanno di cosa stiamo parlando, del talento che hanno tra le mani, lo testimonia l’ultimo rinnovo di contratto: scadenza 2025, clausola rescissoria dal valori di 750 (!) milioni di euro. L’uccellino non può volare via. Federico Valverde, il Pajarito, sta diventando indispensabile.

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