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L’Atalanta di Gasperini non è più una sorpresa

Atalanta – Quando gli astri si allineano c’è poco da fare. La tύχη è piombata su Bergamo con prepotenza. E nulla cambierà le carte in tavola.

L’Atalanta di Gian Piero Gasperini è baciata dalla Dea Fortuna, giusto per citare l’ultimo capolavoro di Ferzan Ozpetek. Eppure, per chi di calcio un po’ ne mastica, è giunta l’ora di porsi un quesito affatto scontato: “E’ solo fortuna?”. Forse no. Perché il modello di gestione dell’Atalanta fa invidia ai top club della Serie A. Napoli, Roma e Lazio, al momento, non hanno nulla a che vedere con il modello bergamasco. Per fortuna.

L’organizzazione funziona alla grande, lo dicono i numeri. Quinto posto in classifica generale, solo cinque le lunghezze che li separano dalla Lazio, terza in classifica: 34 punti in classifica al giro di boa non si conquistano per sbaglio.

La svolta definitiva, a nostro avviso, porta la data del 6 ottobre 2019. Dopo aver asfaltato il Lecce per 3-1, Gasperini in persona, ai microfoni di DAZN, commentò la gara affermando:

“Abbiamo fatto molte partite di alto livello e farle con tale continuità significa che non siamo più una sorpresa. Cerchiamo sempre quel qualcosa in più, vogliamo sempre essere competitivi”.

“Non siamo più una sorpresa”, questo il passaggio chiave da sottolineare nelle dichiarazioni del tecnico della Dea. L’Atalanta, come detto nell’incipit del nostro approfondimento, è società modello, con idee chiare e precise: tanto lavoro sui giovani ed idee tattiche da far invidia a chi, in Europa, c’è da un bel po’ (ogni riferimento alla SSC Napoli di Aurelio De Laurentiis è puramente casuale).

In Italia, funzionano alla grande; in Europa un po’ meno, ma la si può perdonare vista l’inesperienza fuori dai confini nostrani.  Gomez, Ilicic, Muriel, senza contare i numerosissimi calciatori messi in vetrina nelle ultime annate: l’Atalanta non può essere più considerata una sorpresa.

Soprattutto nella gara contro il Milan, l’Atalanta ha messo in luce tutti i difetti dei rossoneri. Il 5-0 contro la squadra di Stefano Pioli è stato solo merito dei Gasperini boys, più che demerito dei ragazzi in maglia rossonera. Dopo quel match, impossibile non esaltare le doti dei bergamaschi: Zeman su tutti, oltre che tantissimi allenatori ed ex addetti ai lavori, hanno osannato le giocate orobiche. A giusta ragione.

Solo un cieco non si accorgerebbe del valore della rosa di Percassi.

L’Atalanta è la squadra che esprime il miglior calcio d’Italia. E questo non è un azzardo. Dopo aver annichilito Roma, Udinese, Napoli, Milan, la Dea si candida ad un posto tra i top club d’Italia.

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