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L’Hellas Verona di Juric

Le prime diciannove partite di questa stagione hanno regalato diverse sorprese, la Lazio di Inzaghi in lotta per lo scudetto, le difficoltà di Milan e Napoli e la rivelazione vera del campionato: l’Hellas Verona guidata da Ivan Juric.

Sia chiaro non lotterà per lo scudetto e probabilmente neanche per la Champions, ma di certo i dieci punti di vantaggio sulla zona retrocessione e quei quattro di svantaggio dalla zona Europa League (con una partita in meno) lasciano ben sperare. Come del resto le parole di Juric alla fine di Hellas Verona-Genoa, vinta dai gialloblu. In questo commento fa capire che sa molto bene che ora l’importante è non mollare, così da battere il ferro finché è caldo.

Curva e squadra Hellas Verona

La guida

In primis è d’obbligo citare il timoniere di questa nave: Ivan Juric. Il tecnico nato a Spalato ha trasmesso un gioco dalla forte propensione offensiva e ha potuto aiutare l’Hellas Verona con la sua esperienza in serie A, acquisita principalmente sulla panchina del Genoa. Nella città veneta ha trovato pazienza e la possibilità di costruire un percorso con i giocatori, il che sta dando chiaramente i suoi frutti. La sua formazione appare molto compatta in fase offensiva, per non parlare del fatto che gli interpreti più avanzati in campo iniziano a giocare a memoria. C’è ancora da limare, però, la fase difensiva, infatti i gol subiti e i gol segnati si equivalgono: 21. Qualche dormita di troppo sta costando punti importanti all’Hellas Verona, ma c’è margine di miglioramento.

Il Muro

Passiamo agli interpreti. Occorre elogiare lo strepitoso lavoro di Silvestri. L’estremo difensore è stato decisivo in più occasioni con i suoi interventi, certe volte al limite del miracoloso e che ha permesso di reggere diversi contraccolpi da parte di squadre in svantaggio e rabbiose (vedi la partita con la Fiorentina). Avere un portiere di livello come lui modifica molto l’atteggiamento della squadra, che può dirsi più serena e dedicare più energie all’impostazione di gioco.

Il veterano

E’ d’obbligo una menzione per il Pazzo. Giampaolo Pazzini in quel di Verona sono anni che vive una seconda (o terza non so) giovinezza, segna ancora e lo fa con la rabbia e l’incisività di una vera punta. E’ andato in B con questa squadra e ora vuole contribuire a farle sognare un pass per l’Europa. Grande professionista.

La Freccia

Uno dei grandi interpreti della filosofia calcistica di Juric è Darko Lazovic. L’esterno sta seminando da mesi il panico sulla fascia sinistra, dove ormai ha messo le radici e da dove sforna assist e gol per aiutare la squadra. Un giocatore sottovalutato dai più che con il giusto contesto e con un briciolo di pazienza in più sta davvero esprimendo il meglio di sè.

Il regista

Sempre parlando di seconde o terze giovinezze non è possibile non citare Miguel Veloso , uno che di esperienza ne ha da vendere e la sta mettendo al servizio dei compagni. Ha bene in mente i posizionamenti dei compagni in campo e disegna geometrie pregiate, una risorsa in più.

I tanto attesi

Spendiamo due parole anche per Verre e Pessina due che da giovanissimi sono stati rivelazioni, ma che ci hanno messo qualche anno per stabilizzarsi a livelli top. La punta è una garanzia in quanto ad apporto di gol e per la sua grinta, mentre l’esterno d’attacco scuola Milan inizia a mostrare di cosa sia davvero capace.

Gli sbarbatelli

Detto che di esperienza ce n’è da vendere all’Hellas Verona, va sottolineata la linea giovane della formazione veronese. Kumballa e Zaccagni, classe 2000 uno e 1995 l’altro, sono i giocatori che stanno dando freschezza e brillantezza alla squadra. Stanno fornendo prestazioni più che convincenti e non disdegnano anche di incidere in fatto di gol e assist. La società farebbe bene a resistere alle tentazioni di mercato e a puntare a farne dei giocatori costanti nella rosa.

Risultati da plauso

Con queste poche righe ci siamo presi la libertà di sottolineare alcuni degli interpreti più incisivi di questo Hellas Verona, ma in generale la rosa intera merita un plauso per la compattezza e la fedeltà ai dettami del tecnico. Infatti non si pensi che Stepinsky, Faraoni, Badu, Ambrabat e tanti altri non stiano facendo un campionato egregio.
Questa squadra si sta muovendo egregiamente, dove arriverà lo potrà dire solo la storia.

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