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Il derby è della Lazio. Roma si tinge di biancoceleste

Salve, il buon vecchio Hury-El augura ancora una volta il benvenuto a tutti voi cari lettori. Roma si tinge di biancoceleste, il derby è della Lazio quest’anno. Dopo aver pareggiato per 1-1 la partita del girone d’andata, i ragazzi di Inzaghi si aggiudicano la gara di ritorno, rimanendo così imbattuti nella stracittadina durante il campionato. L’ultima volta accadde sotto la guida tecnica di Petkovic nella stagione 2012/2013. Il derby di Roma è senza dubbio una delle partite più sentite in campo a livello europeo, ne sono testimonianza le 24 espulsioni complessive. Infatti è il numero più alto di cartellini rossi nei cinque maggiori campionati dal 2000, almeno due in più rispetti qualsiasi altro match. La Roma arrivava al derby dopo due sconfitte interne consecutive. La Lazio, al contrario, continua ad allungare il proprio record di vittorie di fila arrivando a 12. Statisticamente parlando, le quattro precedenti squadre ad ottenere una striscia di 12 successi consecutivi hanno poi vinto il campionato (Inter nel 2006/07 e Juventus nel 2013/14, 2015/16 e 2017/18).

Formazioni

Fonseca schiera il suo 4-2-3-1 composto da: Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Cristante, Veretout; Under, Pellegrini e Kluivert a sostegno di Dzeko unica punta. S. Inzaghi risponde con la sua formazione tipo disposta come sempre col modulo 3-5-2. Gli 11 interpreti: Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic-Savic, Lucas Leiva, Luis Alberto, Lulic; Immobile e Correa in attacco. Alle ore 18:00 in punto il direttore di gara Calvarese della sezione di Teramo riceve gli ultimi ok, porta il fischietto alla bocca e si comincia. Lo stadio Olimpico sembra una vera arena classica per il furore del tifo di entrambe le compagini sugli spalti. La Lazio accarezza un sogno che non osa pronunciare. La Roma deve conquistare un posto per la prossima Champions League, oltre che conservare l’orgoglio cittadino.

Inizia la partita

La Lazio, dopo aver giocato la prima palla dietro, lancia immediatamente la corsa di Correa sulla sinistra, il quale non riesce ad agganciare la sfera per merito dell’intervento di Spinazzola che interrompe l’azione. Il pallone è indirizzato verso il centro del campo, dove Veretout controlla in un primo momento prima di subire il contatto ad opera di Leiva. Il gioco riprende con il possesso Roma. Il giro palla è decisamente cauto, cercando triangoli semplici e tentando di far entrare in ritmo Pellegrini, vero collante tra centrocampo e attacco. I primi dieci minuti sono piuttosto interlocutori. Quando la Lazio cerca la riconquista alta della palla la Roma, non volendo rischiare nulla, ricorre al lancio lungo su Dzeko. Il bosniaco tenta di fare da centroboa per i compagni che accompagnano l’azione, senza riuscire molto brillantemente nell’intento a causa di una marcatura feroce di Acerbi. Infatti, proprio da una sponda poco riuscita all’indirizzo di Under, Radu legge l’appoggio debole e anticipa il turco, innescando immediatamente con un diagonale di venti metri Milinkovic-Savic. Questi, dopo aver resistito ad un contrasto corpo a corpo con Cristante, si libera della sfera cercando e trovando Luis Alberto. Il fantasista laziale gira a sua volta sulla fascia di competenza per l’accorrente Lulic. Ricevuta palla aumenta i giri dirigendosi verso il fondo. Mancini è costretto a stringere in diagonale verso la zona di pericolo. Il bosniaco entra in area e, anziché tentare l’assist per Immobile che nel frattempo si era mosso verso il centro dell’area di rigore, tenta un dribbling a rientrare. Tuttavia, il centrale giallorosso temporeggia e si avvicina all’esterno biancoceleste, chiudendogli lo spazio per il passaggio o il tiro e ribattendo da pochi centimetri di stinco.

Vantaggio Roma

Con il passare dei minuti la Lazio inizia a conquistare sempre più campo. Al minuto 27, dopo un rapido scambio tra Milinkovic-Savic e Luis Alberto, il numero 21 laziale si ritrova il pallone sulla corsa per un cross teso. La sfera arriva nel cuore dell’area di rigore, ma con un’uscita provvidenziale Pau Lopez fa sua la palla. Con un rilancio effettuato velocemente pesca quasi sulla metà campo Lorenzo Pellegrini, il quale si invola verso la trequarti avversaria. I biancocelesti sono un po’ sbilanciati e si ritrovano a dover fronteggiare un tre contro tre in transizione. Dzeko si fa vedere tagliando dal centro verso la sinistra costringendo Luiz Felipe a seguirlo, mentre Acerbi deve fronteggiare l’avanzata del 7 romanista. Sulla destra intanto Under si allarga con i tempi giusti, consentendo al compagno di imbeccarlo. Il turco riceve, controlla, e con il terzo tocco anticipa il ritorno di Radu mettendo la palla al centro dell’area. Dzeko, smarcatosi con una finta di Luiz Felipe, impatta di interno destro direttamente sotto la traversa dell’incolpevole Strakosha, portando così in vantaggio la Roma. I supporters della Sud esplodono in un urlo di gioia. Fonseca esulta stringendo il pugno. S. Inzaghi, dal canto suo, applaude i suoi invitandoli a reagire e a continuare col loro gioco.

Pareggio della Lazio

E così infatti si riprende dove eravamo prima della rete del vantaggio. La Lazio esegue le proprie trame, cerca verticalizzazioni rapide, gli esterni di centrocampo si sovrappongono creando la superiorità numerica. Due conclusioni, una di Leiva, l’altra di Immobile finiscono fuori dallo specchio della porta. Arriviamo così al minuto 34 quando, dopo una palla ribattuta in calcio d’angolo, la Lazio agguanta il pareggio grazie ad un poderoso stacco di testa di Acerbi sul secondo palo che favorisce il tocco sotto porta di Immobile. Difesa giallorossa decisamente poco reattiva. Una distrazione fatale quella di Smalling che si fa anticipare dal rapace laziale. La Nord ruggisce, Inzaghi dà il cinque ai propri collaboratori e ne approfitta subito per dare altre indicazioni a Leiva e Lazzari.

Occasione Lazio per raddoppiare prima dell’intervallo

Il gioco riprende e non è ancora finita la prima frazione di gara. Al minuto 42 difatti, dopo che Cristante perde una palla sanguinosa sulla pressione congiunta di Luis Alberto e Leiva, Correa riceve sulla trequarti, e dopo aver fintato il tiro dai 25 metri, allunga la sua corsa in diagonale e scocca un mancino a giro che va ad accarezzare la parte superiore della traversa. Pau Lopez non accenna neppure la parata tanto è stato improvviso e forte il tiro dell’argentino. Le squadre rientrano negli spogliatoi dopo un primo tempo giocato a ritmi non altissimi e con diverse interruzioni di gioco dovute probabilmente al timore di Calvarese di perdere il piglio della partita. Un solo cartellino giallo a scapito della Lazio per Lulic per un intervento su Under al minuto 29.

Inizia la ripresa

Al fischio del direttore di gara la palla è questa volta battuta dai ragazzi di Fonseca che sembrano voler ritrovare la serenità dimostrata a inizio gara, giocando semplice, a uno o due tocchi. Nessun cambio per entrambi gli allenatori. Tuttavia, i buoni propositi romanisti si scontrano con una condizione fisica dei ragazzi di Inzaghi nettamente superiore. Questo consente alla Lazio di continuare a pressare alti e organizzati, così come accaduto nei primi 45 minuti di gioco. Da segnalare le difficoltà di Cristante nel trovare uomini liberi quando è in possesso della palla, e nel farsi trovare libero nelle prime fasi di costruzione della manovra. Dopo 12 minuti dalla ripresa del gioco la Lazio dimostra di essere in uno stato di grazia in questo momento della stagione, e lo scivolone con il Napoli può considerarsi tale. Riprende con disinvoltura il pallino del gioco. Luis Alberto agisce in modo perfetto come equilibratore insieme a Leiva, gli strappi continui sulle fasce di Lazzari e Lulic, mettono costantemente in apprensione la retroguardia giallorossa.

Luis Alberto, classe al comando

Sembra solo questione di tempo, e così infatti è. Al minuto 71 dopo aver dribblato sia Spinazzola che Mancini al limite del vertice sinistro dell’area di rigore romanista, Luis Alberto si ritrova solo faccia a faccia con Pau Lopez. Il portiere spagnolo tenta di uscire per ridurre lo specchio della porta al connazionale, a cui però non manca il sangue freddo. Tocco sotto a mezzo metro dal portiere e palla in rete. 2-1 Lazio. Fonseca provvede immediatamente a richiamare Kalinic dalla panchina per rilevare uno spento Kluivert, che dimostra tutta la fragilità dei suoi vent’anni. La Roma passa a un 4-4-2 molto offensivo che si tramuta in 4-2-4 in fase di attacco. I giallorossi ci provano a riaprire la partita con un paio di conclusioni da fuori area che terminano tra le mani sicure di Strakosha.

L’ultima speranza si spegne sul palo

Al minuto 87 però il palo alla destra del portiere albanese laziale salva la giornata e i 3 punti, dopo essere stato centrato da una cannonata paurosa calciata di prima intenzione da Veretout su sponda di Dzeko. In quel destro, e su quel palo, svaniscono di fatto tutte le speranze di riacciuffare il derby. La Lazio, dopo aver tremato in quella circostanza, si concentra sul mantenere il possesso senza rischiare nulla, mettendo palla in banca tra i piedi sapienti di Luis Alberto e Leiva. Dopo aver assegnato 3 minuti di recupero l’arbitro Calvarese decreta la fine del match. Il Derby è della Lazio. Roma si tinge di biancoceleste. Inzaghi e i suoi ragazzi si mantengono in scia dell’Inter (in attesa di recuperare la 17esima giornata tra Lazio e Hellas Verona il 5/02) e si aggiudicano la dodicesima vittoria consecutiva in campionato. I tifosi laziali sono in visibilio, cantano e sventolano le bandiere sognando il miracolo. La Roma deve arrendersi alla realtà, non demordere nel proprio obbiettivo e riprendere subito la corsa per il quarto posto. La vittoria dell’Atalanta sul Torino ha portato la Dea a pari punti con la Lupa a 38. Intanto, poco più in basso, un Diavolo rinvigorito dalla stamina svedese e dal croato ritrovato ha iniziato una scalata che appare improbabile, ma non impossibile. A maggio potremmo vederne delle belle. Ma oggi Roma si tinge di biancoceleste, il derby è della Lazio.

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