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Erling Braut Haaland, nato per stupire

Il favore degli dei è indubbio quando si parla di Erling Haaland. Il giovanissimo bomber norvegese ha fatto tutto da solo, è vero, ma è bene specificare che il magic moment che sta vivendo è frutto di un allineamento astrale quasi mai visto nel calcio moderno.

Il calciatore sta facendo le fortune del Borussia Dortmund, ma il suo percorso nell’olimpo del calcio è iniziato non troppo lontano su una linea del tempo attualmente collocata al nuovo decennio. Il suo destino, d’altronde, sembrava segnato già sin dai primi vagiti al momento della nascita: un papà ingombrante come Alf-Inge Rasdal Haaland, ex difensore del Leeds United e del Manchester City.

La trafila nelle giovanili del Bryne gli regala la convocazione in prima squadra, tra i professionisti, solo nel 2016. Le sedici presenze nel club norvegese gli costano la chiamata del Molde: in due anni, scenderà in campo ben 39 volte, segnando 14 reti. E’ nell’estate del 2019 che arriva la definitiva consacrazione che vale l’interessamento dei top club di tutta Europa. Il 30 maggio dello stesso anno la benedizione divina: nove reti segnate contro l’Honduras al mondiale Under-20. E da lì in poi tutti a chiedersi: ma chi è Haaland?

A rispondere al quesito ci ha pensato un giornalista norvegese, Øyvind Godø, in un’intervista rilasciata ad ESPN:

“E’ un attaccante forte come un orso e veloce come un cavallo. E’ un killer, una macchina da gol”.

Macchina da gol è probabilmente il termine esatto per descriverlo. Se ne sono accorti anche in Bundesliga, prima a Salisburgo, sponda Bundesliga austriaca e poi a Dortmund, in Germania.

Fiuto del gol, mancino micidiale e 194 cm da sfruttare a piena potenza: queste le armi migliori per devastare le difese avversarie e conquistarsi, nel 2019, un posto nella lista stilata dalla UEFA dei 50 giovani più promettenti.

E’ col Borussia che il suo esordio lo porta nuovamente alla ribalta delle cronache sportive. Cinque gol in due gare, già ripagato il prezzo del suo cartellino insomma. Di tempo a disposizione ce n’è ancora, ma è certo che le sue prestazioni non siano affatto casuali.

Famelico, spietato. Haaland è nato per stupire

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