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Torino e Mazzarri, anche le più belle storie d’amore finiscono

Anche le più belle storie d’amore finiscono. Col tempo, il sentimento va scemando: lo insegnano le coppie che sembravano essere le più affiatate di sempre. Ci sono eccezioni che, spesso, vanno incontro ad irreparabili conseguenze.

Si potrebbe sintetizzare così la favola del Torino di Walter Mazzarri, giunti ad un epilogo eloquente. Chi l’avrebbe mai detto, ad inizio stagione, che i granata si sarebbero trovati così in difficoltà. Solo ad agosto scorso il club piemontese era impegnato nei preliminari di Europa League, alla caccia di un posto europeo. Dopo il doppio successo contro il Debrecen e la vittoria contro i bielorussi del Shakhtynor, Mazzarri si è dovuto arrendere solo al Wolverhampton. Il club inglese, con un doppio successo, spense i sogni di gloria della tifoseria granata.

Resilienza è una delle parole più cercate sul web nel 2019. Significa, in psicologia, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Ad inizio campionato sembrava essere questo il tassello da cui ripartire. Ed anche gli oracoli sembravano delineare questa opportunità.

E, invece, solo sei mesi dopo l’eliminazione dai play-off di Europa League, il Torino è costretto ad affrontare uno dei periodi più bui degli ultimi anni. Dodicesimi in classifica generale di Serie A 2019/2020, i calciatori granata sono i più contestati del momento. Nemmeno Andrea Belotti sembra riuscire a tirare per mano una squadra in netta difficoltà. Le statistiche parlano chiaro: trentanove gol subiti in ventuno giornate sono davvero troppi per un club che sembrava avere ambizioni decisamente diverse ad inizio stagione. Quarta peggior difesa del torneo: Armando Izzo e compagni completamente subissati di critiche e difficoltà.

Una situazione complessa che Walter Mazzarri non è riuscito a gestire. Il suo allontanamento dalla panchina è stato solo l’ultima delle notizie che sono piombati come una ghigliottina sulla testa dei calciatori granata. Il Torino prova a ripartire da Moreno Longo, torinese DOC ed ex allenatore del Frosinone, nonché tecnico delle giovanili del club granata negli anni passati. Il neo allenatore si è presentato questa mattina, provando a fissare gli obiettivi da cui ripartire da qui ad inizio stagione, con l’intenzione di risollevare le sorti di uno dei club più storici del panorama calcistico nazionale:

“Ho vestito nel 1987 per la prima volta la maglia granata e questo crea in me un senso di appartenenza che è la base per raggiungere i risultati. Dobbiamo pensare in positivo. Approcciare le cose da fare con autostima, già dall’allenamento di questa sera. Credo che la squadra abbia delle buone possibilità che nell’ultimo periodo non è riuscita ad esprimere. Bisogna sgomberare il campo dagli atteggiamenti pessimistici e fare leva su condizioni mentali”.

Mazzarri ha fallito? Non spetta a noi giudicare il suo operato. Ciò che è certo, però, è che il tecnico ex Napoli ed Inter abbia pagato anche alcune scelte più che discutibili del patron Urbano Cairo.

Torino riparte, o almeno prova a farlo. Longo riparte, dopo l’ultimo anno sabbatico passato senza allenare alcun club.

Con la speranza che il frutto di un amore viscerale tra tifoseria e squadra possa, finalmente, sbocciare di nuovo.

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